11/02/2013
"Neri Dentro"! Jesse Dee - On My Mind/In My Heart
Jesse Dee – On My Mind/In My Heart – Alligator
Questa recensione potrebbe appartenere a due rubriche (se esistessero): “E intanto la Alligator non sbaglia un colpo” e “Neri Dentro”. Per l’etichetta di Chicago si tratta dell’ennesimo disco centrato, in una sequenza di pubblicazioni che negli ultimi anni non hanno mai mancato l’obiettivo di divertire ed emozionare. Il divertire è uno degli scopi massimi di questo CD di Jesse Dee (il suo secondo, anche se in alcune discografie gliene attribuiscono un terzo, ma è di un omonimo canadese), soulman bianco di Boston, la patria della J.Geils Band e Peter Wolf, volendo rimanere nel genere “musica nera rivisitata”. Come il suo grande amico e sodale, con cui spesso divide il palcoscenico dal vivo, e che sta dall’altra parte dell’Oceano, ovvero James Hunter, Jesse Dee è un grande appassionato e cultore del soul, ma quello vero, Al Green, Otis Redding, Etta James, soprattutto Sam Cooke, ma anche il primo Marvin Gaye, i Temptations e lo stile più leggero e pop della prima Motown e mille altri che non citiamo ma si possono immaginare.
Già il precedente Bittersweet Batch pubblicato dalla Munich Records aveva lasciato intravedere il suo talento, che ora viene confermato da On My Mind/In My Heart, non parliamo di capolavori ma di dischi piacevolissimi da gustare, centellinare, mentre ascolti questo giovane che in un mondo musicale falso e plastificato è in grado di (ri)proporre una musica fresca e frizzante come quella dei suoi predecessori, senza la stessa classe, ovviamente indirizzata ai cultori del genere, ma che può essere apprezzata da tutti senza riserve, ti consoli delle brutture di molto cosidetto “nu soul” attuale. I brani sono tutti “originali” (almeno nel nome e nel contenuto, magari le melodie un po’ meno), firmati dallo stesso Jesse Dee, che si avvale di un gruppo di musicisti, probabilmente non molto conosciuti al di fuori della’area dello stato del Massachussetts (dove è stato registrato l’album), ma assolutamente validi e pertinenti allo stile che perseguono.
Undici brani che si muovono nei meandri del soul e del R&B con leggerezza estrema: dall’apertura ricca di fiati della title-track che tra organo e chitarrine ritmiche ficcanti permette al bravo Jesse di mettere in evidenza la sua voce vellutata e senza tempo, una partenza blue-eyed soul, magari non è un testifier alla Redding o alla Pickett, ma si capisce subito che è uno bravo, come conferma il ritmo alla Marvin Gaye primo periodo della funky No matter where I Am propulsa da un basso molto marcato o le belle melodie della dolce Fussin’ and Fightin’ dove aleggia lo spettro di Sam Cooke, ma anche il miglior Robert Cray in salsa soul potrebbe essere un riferimento. I Won’t forget about you ha quella andatura alla Temptations di The Way You Do The Things I Do, divertente e spensierata, sempre con i fiati in libertà. Ottima anche Tell Me (Before It’s Too late) già nel suo repertorio live da qualche anno, con retrogusto gospel e qualche prova di falsetto sempre gradita.
E che dire del coinvolgente duetto con Rachael Price (una bravissima giovane cantante dell’area di Boston, ma nativa del Tennessee, solista nei Lake Street Dive, gruppo che vi consiglio), ha la spensieratezza dei duetti dell’epoca d’oro del soul e tutti e due i cantanti hanno quel quid inspiegabile nella voce che distingue i cavalli di razza dai ronzini. Anche in The Only Remedy sfoggia un falsetto in alternativa alla sua voce naturale arricchita da quel tocco di raucedine che fa soul dal primo ascolto, mentre la dolce ballata What’s A Boy Like Me To Do? ci riporta al Cooke più mellifluo e anche melismatico e vi assicuro che è un bel sentire, potrebbe ricordare anche i brani più melò della scomparsa Amy Winehouse. Sweet Tooth con la sua energia sixties potrebbe far parte del repertorio più scatenato del suo omologo James Hunter. Boundary Line è un sontuoso gospel soul alla Al Green, passione e grinta convogliati in una voce in grado di emozionare. E per finire una Stay Strong di nuovo sbarazzina come i singoli più spensierati di quel Sam Cooke che è un po’ il punto di riferimento irrinunciabile della musica di Jesse Dee, bianco fuori ma nero dentro. E la ricerca continua.
Bruno Conti
19:25 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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03/12/2012
Di Nuovo Insieme! Graham Parker & The Rumour - Three Chords Good
Graham Parker & The Rumour - Three Chords Good - Primary Wave/EMI Label Service
In questo 2012 che si avvia alla conclusione, con alcuni colpi di coda interessanti a livello discografico, qualche mese fa abbiamo avuto la reunion, 27 anni dopo, dei Dexys Midnight Runners, che sono rimasti solo Dexys e in fondo erano la creatura di Kevin Rowland, ma questa di Graham Parker è proprio la reunion con il suo gruppo storico, i Rumour, con i quali aveva registrato solo una manciata do album, ma fantastici, tra il 1976 e il 1980. Quindi, se la matematica, o meglio l'aritmetica non è un'opinione, fanno 32 anni di separazione. E ci sono ancora tutti e sono gli stessi di allora, che è quasi miracoloso: Brinsley Schwarz e Martin Belmont alle chitarre, Bob Andrews alle tastiere, Andrew Bodnar al basso e Steve Goulding alla batteria. Un gruppo che in quegli anni gloriosi rivaleggiava con gli Heartbreakers di Tom Petty, la E Street Band e la Silver Bullet Band di Seger come migliore backing band dell'orbe terracqueo. E perdipiù Schwarz e Andrews provenivano dai Brinsley Schwarz (dove con Nick Lowe, Ian Gomm e Billy Rankin, evolvendosi dai Kippington Lodge, avevano "inventato" il pub rock) e anche Martin Belmont aveva suonato con i Ducks DeLuxe, altro geniale gruppo di quel genere.
Graham Parker, con la sua inossidabile funzione di trait d'union tra Stones e Van Morrison, con ampie spruzzate di Dylan, unite ad una passione gagliarda per il rock ed un sarcasmo tipicamente inglese e, soprattutto, una corposa manciata di grandi canzoni, ha realizzato in quel periodo una serie di dischi, che ancora oggi sono quanto di meglio si può ascoltare nel, chiamiamolo, "rock di sintesi": R&R, Pub-rock, soul, reggae bianco, canzone d'autore, punk e new wave (ma solo nell'attitudine), quindi niente di nuovo, ma fatto di un gran bene. Dischi come Howlin' Wind, Heat Treatment, Stick To Me, il doppio Parkerilla, Squeezing Out Parks, l'EP The Pink Parker e il promo Live At Marble Arch sono ancora oggi delle delizie per l'apparato uditivo di chi ama la buona musica. E il tutto, considerando che Parker, come lo Springtseen di quegli anni, non era stato proprio servito a dovere dalla sua casa discografica, alla quale dedicherà una delle canzoni più velenose mai dedicate all'industria discografica, Mercury Poisoning, uscita su Squeezing... il disco di commiato dai Rumour. All'incirca nell'ultimo anno sono usciti vari prodotti d'archivio che hanno allietato le giornate dei fans del vecchio Parker: prima i due Bootleg Box, con materiale che risaliva anche fino a quegli anni e poi il doppio CD (o DVD) dei concerti al Rockpalast nel 1978 e 1980.
Naturalmente nel frattempo Graham Parker, che si è trasferito negli Stati Uniti, ha proseguito la sua carriera solista, che nel corso di questo trentennio ha regalato ancora parecchie gemme ai suoi estimatori. Senza citarle tutte, andando a ritroso, l'ottimo ultimo Imaginary Television del 2010, Don't Tell Columbus del 2007, Your Country del 2004 e più indietro nel tempo Struck By Lighting, The Mona Lisa's Sister e tantissimi altri che non citiamo per non infierire sulla lista della spesa (ma un cofanetto come Passion Is No ordinary Word, che potrebbe essere il suo motto, se si trova ancora, sarebbe consigliatissimo).
Ed ora, dopo tanto tempo, non inattesa, perchè se parlava da un po' di tempo, avviene questa reunion, sancita da un disco come Three Chords Good, che rientra in quel rock di sintesi citato prima, niente di nuovo ma, sempre e comunque, fatto un gran bene! Spesso sono più efficaci cinque o sei oh-oh o tre o quattro la-la di intere batterie di sintetizzatori e diavolerie elettroniche, o dubstep pseudofuturibili, quando hai un gruppo di belle canzoni e una band perfetta per eseguirle. E questa è la ricetta dell'album.
Dal rock intriso di "reggae bianco" (non amo il reggae, ma qualche eccezione, per gente come la Armatrading, Garland Jeffreys, lo stesso Parker del passato e pochi altri, la faccio) di Snake Oil Capital Of The World, amaro ed acido nei testi, con le chitarre di Schwarz e Belmont subito pungenti ad intrecciarsi con l'organo insinuante di quel genietto di Andrews, uno che conosce tutti i segreti della tastiera rock (come Benmont Tench e Roy Bittan), si passa ad una ballata mid-tempo nostalgica e ricca di reminescenze e melodia come la deliziosa Long Emotional Ride. Stop Cryin' About The Rain è uno di quei brani che probabilmente Graham Parker riesce a scrivere anche durante il sonno, ma con quegli oh-oh piazzati al posto giusto, qualche piccola percussione qui è là, arrangiamenti minimali ma perfetti, ti sembra di ritrovare un vecchio amico che in fondo non era mai andato via, eri tu che lo avevi dimenticato. I ritmi volutamente demodé di She Rocks Me, tra vecchio R&R e il Dylan di Blonde On Blonde, sono ciondolanti e incalzanti al tempo stesso, e poi se non hai i soldi per un sassofonista niente di meglio del vecchio kazoo, che non sentivo su un disco dalla seconda guerra punica.
Three Chords Good, mi vengono in mente due persone che potevano scriverla, uno è il "vecchio" Bruce, l'altro è Graham Parker. Che genere è? Boh! Però è bella e si ascolta con piacere: forse genere bella vecchia canzone, già sentita mille volte, ma una volta di più non guasta, ne sostituisce per 5:38 minuti altre 999, simili ma non uguali. Old Soul è lui, il vecchio Graham, disponibile anche in versione vagamente jazzata, molto laid-back. A Lie Gets Halfway 'Round The World è una delle rare concessioni del disco a ritmi più serrati, quasi rock, anzi R&R alla Parker, dicansi pub-rock e qui vai di "duh-duh-duh" e "la-la-la"! That Moon Was Low è una soul ballad morbida ma succulenta, con uso di piano, degna del miglior Sam Cooke (e del miglior Graham Parker). Live In Shadows è un bel brano swing jazz vagamente vicino di cortile del Joe Jackson di Jumpin' Jive, diciamo limitrofo. Arlington's Busy è forse il brano più bello del disco, il Parker sociale che parla dei soldati in Iraq e Afghanistan con accenti e voce più Dylan del Dylan più dylaniano, quello migliore dei vecchi tempi andati, periodo Blonde On Blonde, musicalmente una meraviglia.
Coathangers sarebbe (è) il singolo dell'album, il brano più rock e tirato, a dimostrazione che la vecchia band è ancora in grado di far ruggire tutti i quattro clindri del motore e la voce c'è, non è invecchiata di una virgola rispetto al passato. E per finire un'altra di quelle ballatone malinconiche alla Ray Davies (o Ian Hunter, altro dylaniano Doc)) che Graham Parker dedica al Last Bookstore In Town, un mondo che va scomparendo e che va ricordato con affetto e commozione, e vai con l'ultimo assolo di kazoo. Musica senza tempo, il mondo di oggi visto da un osservatore più distaccato e meno incazzato del solito, un poco rassegnato perfino, ma sempre caustico e geniale. Potrebbe fare il paio con l'ultimo di Ian Hunter, come invecchiare con classe, di nuovo insieme ai vecchi amici!
Bruno Conti
13:17 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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22/07/2012
Anteprima Nuovo Album Di Robert Cray Nothin' But Love In Uscita Il 28 Agosto.
Robert Cray Band – Nothin’ But Love – Mascot/Provogue/Edel in uscita il 28 agosto anche in Limited Edition Digipack Con Extra Track Nothin' But Love Live
Quando sono belli bisogna proprio dirlo e questo Nothin’ But Love, 16° album in studio per Robert Cray, è uno dei suoi migliori album in assoluto. Evidentemente il cambio di etichetta e soprattutto l’incontro con un nuovo produttore, Kevin Shirley, hanno fatto bene al musicista di Columbus, Georgia. Proprio quel tanto bistrattato Shirley per le sue produzioni con Bonamassa, che il sottoscritto ha sempre trovato peraltro eccellenti. Ok, in passato ha lavorato con Journey, Iron Maiden, Mr.Big, Europe, non proprio musicisti da Blues classico, ma dal lato positivo ha lavorato con Black Crowes, Aerosmith e, ad inizio carriera, con Cold Chisel e Hoodoo Gurus, senza dimenticare il lavoro con Page per il doppio DVD retrospettivo dei Led Zeppelin che da solo gli varrebbe la medaglia al valore musicale. Se a uno come Rick Rubin si perdona un passato a furia di Run-D.M.C,. Slipknot e Slayer per i lavori successivi con Cash, Petty, Diamond, Avett Bros e in attesa degli ZZTop, qualche peccatuccio lo si può perdonare anche al buon Kevin, fine della parentesi.
Proprio l’approccio da “dirt under the fingernails”, come riportano le note di presentazione del disco, voluto da Shirley, ha fatto sì che questo disco, registrato volutamente in presa diretta, solo tastiere, basso, batteria e la chitarra e la voce del leader in primo piano, sia un ritorno alle origini di dischi strepitosi, in questo ambito musicale, come Who’s Been Talkin’, False Accusations e Strong Persuader, dove il blues veniva miscelato con soul, rock e qualche spruzzatina jazz con una classe e una souplesse che ricordava i suoi mentori musicali, gente come BB King, Albert Collins, Bobby Blue Bland ma anche Hendrix e Buddy Guy senza dimenticare “mister Mano Lenta” Eric Clapton, che ha espresso più volte la sua ammirazione e dato la sua amicizia al nostro. Cray non ha mai perso il tocco di chitarra e quella voce calda e suadente è un dono di natura, ma dischi come Twenty e This Time non hanno fatto molto per mantenere la sua reputazione, per usare una parafrasi, soprattutto l’ultimo faceva un po’ pena (il termine esatto sarebbe “cagare” ma per rispetto…), con un suono molliccio e ripetitivo, privo di idee e con dei suoni poco incisivi, parere personale. Eh sì che di idee non ne occorrono tante in un genere come il Blues, bastano delle buone canzoni, dei suoni caldi e naturali, una buona produzione, tutti ingredienti che non mancano in questo Nothin’ But Love e che comunque nei concerti dal vivo, come dimostrava anche il recente disco Live Cookin’ In Mobile, al buon Robert, anche in tempi recenti, non hanno mai fatto difetto.
E’ ovvio che soprattutto nel caso in cui si parli di album con una uscita più avanti nel tempo, per ottenere le informazioni basilari ci si avvale delle informazioni contenute nei comunicati stampa ed è altrettanto ovvio che in queste note si parli sempre in termini entusiastici dei prodotti in questione, poi sta al senso critico di chi scrive prendere “cum grano salis” quanto si ricava, senza appiattirsi o, peggio ancora, soccombere al copia e incolla come è diventata pessima abitudine in questa era tecnologica per molta cosiddetta critica musicale, soprattutto in rete. Il problema non si pone per questo nuovo Robert Cray che, ribadisco, è proprio genuinamente bello di suo e quindi non ha bisogno di aiuti esterni: lo scorso anno Cray è stato “indotto” nella Blues Hall Of Fame, a 57 anni dovrebbe essere il bluesman più giovane ad essere indotto in questa “Accademia”. Per festeggiare pubblica questo nuovo album, tutto composto di materiale originale scritto con gli altri componenti storici del suo gruppo, il tastierista Jim Pugh, il bassista Richard Cousins e il batterista Tony Branaugel che è produttore anche di suo.
Il suono, brillante e lineare, si gusta sin dall’iniziale Won’t Be Coming Home un blues antemico di quelli classici del suo repertorio migliore. Anche Worry è una eccellente canzone con un pianino alla Winwood che ricorda certe cose dei Traffic e un call and response nel reparto vocale che aggiunge fascino al brano, sempre percorso dalla chitarra di Cray. La jazzata I’ll Always Remember You aggiunge anche una sezione fiati alle procedure. Side Dish, energica e grintosa vira addirittura verso sonorità vicine al R&R con il piano di Pugh a fiancheggiare la solista di Robert e A Memo ci ricorda appunto il Cray melodico e avvolgente dei capitoli migliori. Blues Get Off My Shoulder è uno slow blues quasi da crooner, nuovamente con fiati al seguito, mentre la lunga ed emozionante I’m Done Crying è una ballata in crescendo con una bella sezione fiati aggiunta che conferisce pathos alle operazioni e Great Big Old House è il consueto omaggio al grande deep soul da parte di Robert Cray, cantato con grande partecipazione e con l’organo in spolvero. E la conclusiva Sadder Days, molto malinconica, ricorda certe di Sam Cooke. Tutto molto bello, che altro dire!
Non (vi) resta che aspettare.
Bruno Conti
17:44 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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18/02/2012
Quindi Ci Sono Ancora In Giro I Grandi Talenti? Michael Kiwanuka - Home Again
Michael Kiwanuka - Home Again - Polydor/Universal 13-03-2012
Michael Kiwanuka viene presentato come una sorta di novello Bill Withers, il salvatore del nuovo soul, acustico e di gran classe, il vincitore del premio BBC Sound Of 2012 per i nuovi talenti, tra i suoi fan Ray Davies, i Black Keys e gran parte della stampa anglosassone. Il suo debutto Home Again è in uscita il 13 Marzo per la Polydor/Universal con tanto di Deluxe Edition doppia con 5 extra tracks tratte dalle sessions con Ethan Johns. Si sono fatti anche i nomi di Otis Redding, Sam Cooke e Pops Staples come termini di paragone. E volete sapere una cosa? Con le dovute precauzioni, ma è tutto vero! E Terry Callier dove lo vogliamo mettere?
Un viso giovane e fresco, una voce importante e una gran classe. Due EP e una iTunes Session già pubblicati bastano per capire che questo ragazzo è uno di quelli destinati a grandi cose (si spera)!
E comunque questi video autorizzano tutte le attese che si sono create. Sentire per credere.
Poi non vi so dire se in un mondo di Lane Del Rey e One Direction venderà anche, ma si può sempre sperare. Non dimentichiamo che un disco come Seasons of My Soul di Rumer ha venduto più di mezzo milione di copie solo sul mercato inglese (a proposito che fine ha fatto il disco di cover Boys Don't Cry che doveva uscire in questo periodo?). Pare a maggio (mi rispondo da solo).
Bruno Conti
19:35 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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13/10/2011
Informazioni Utili Per Il Risparmio."Interessanti" Cofanetti Sony In Uscita A Novembre: Kansas, Sam Cooke, Byrds, Electric Light Orchestra, Eccetera
La Sony/Bmg pubblicherà tra l'inizio e la metà di Novembre una serie di cofanetti molto interessanti con le discografie "complete" (o almeno i dischi pubblicati con loro) di molti artisti dal catalogo Columbia/Epic/RCA a prezzi decisamente budget. Per intenderci è la stessa serie dove è uscito recentemente il Box di Leonard Cohen, ma anche in tempi passati quello di Miles Davis o di Bruce Springsteencon materiale tratto dal catalogo Columbia. In America sono già usciti tramite Pop Market (che credo faccia parte del gruppo Wal-Mart ma non sono sicuro) a prezzi molto bassi ma in Europa (in Italia non so) costeranno veramente poco, credo tra i 4 e i 5 euro a CD, vediamoli in ordine:
Kansas - The Classic Album Collection 1974-1983 su etichetta Epic/Legacy contiene 11 CD, spesso le versioni rivedute ed ampliate in quelle confezioni che vedete sopra, ovvero:
- Kansas
- Song For America
- Masque
- Leftoverture
- Point Of Know Return
- Two For The Show — 2 CDs
- Monolith
- Audio Visions
- Vinyl Confessions
- Drastic Measures
The Byrds - The Complete Columbia Albums Collection 13 CD
- Mr. Tambourine Man
- Turn! Turn! Turn!
- Fifth Dimension
- Younger Than Yesterday
- The Notorious Byrd Brothers
- Sweetheart of the Rodeo (2 CDs)
- Dr. Byrds and Mr. Hyde
- Ballad of Easy Rider
(Untitled)/(Unissued) (2 CDs) - Byrdmaniax
- Farther Along
Sam Cooke - The RCA Albums Collection 8 CD
- Cooke's Tour
- Hits of the 50's
- Sam Cooke/Swing Low
- My Kind of Blues
- Twistin' the Night Away
- Mr. Soul
- Night Beat
- One Night Stand! Sam Cooke Live at the Harlem Square Club, 1963
Electric Light Orchestra - The Classic Albums Collection 11 CD
- No Answer
- Electric Light Orchestra II
- On the Third Day
- Eldorado
- Face the Music
- A New World Record
- Out of the Blue
- Discovery
- Time
- Secret Messages
- Balance of Power
Earth Wind And Fire - The Complete Columbia Masters Collection 16 CD
- Last Days and Time
- Head to the Sky
- Open Our Eyes
- That's the Way of the World
- Gratitude
- Spirit
- All 'N All
- Best of Earth, Wind & Fire Vol. 1
- I Am
- Faces
- Raise!
- Powerlight
- Electric Universe
- Touch the World
- Heritage
- Bonus Disc: Constellations: The Universe of Earth, Wind & Fire
Nina Simone - The Complete Rca Album Collections 9 CD
- Nina Simone Sings The Blues (1967)
- Silk & Soul (1967)
- ‘Nuff Said (1968)
- Nina Simone & Piano (1969)
- To Love Somebody (1969)
- Black Gold (1970)
- Here Comes The Sun (1971)
- Emergency Ward (1972)
Ovviamente non sono tutti gli album della serie, alcuni sono già usciti altri come il Box di Denver in Europa sono in forse, comunque, per finire:
Grover Wahington Jr. - The Complete Columbia Albums Collections 9 CD
- House Full Of Love (Music from The Cosby Show) Featuring Grover Washington, Jr. (1986)
- Strawberry Moon (1987)
- Then And Now (1988)
- Time Out of Mind (1989)
- Next Exit (1992)
- All My Tomorrows (1994)
- Soulful Strut (1996)
- Breath of Heaven: A Holiday Collection (1997)
- Aria (Sony Classical) (2000)
Wynton Marsalis - Swingin' Into The 21st - 11 CD
- A Fiddler's Tale
- Standard Time, Vol. 4: Marsalis Plays Monk
- At The Octoroon Balls
- Big Train
- Sweet Release & Ghost Story
- Standard Time, Vol. 6: Mr. Jelly Lord
- Reeltime
- Selections from The Village Vanguard Box
- The Marciac Suite
- All Rise (2 CD set)
E per finire, ma di questo non v'è certezza, forse il più interessante, con molti album rimasterizzati con bonus e il doppio live An Evening with John Denver ampliato a doppio CD
John Denver - The RCA Albums Collection - 25 CD
- Rhymes and Reasons (1969)
- Take Me To Tomorrow (1970)
- Whose Garden Was This (1970)
- Poems, Prayers and Promises (1971)
- Aerie (1971)
- Rocky Mountain High (1972)
- Farewell Andromeda (1973)
- John Denver's Greatest Hits (1973)
- Back Home Again (1974)
- An Evening with John Denver (1975) — 2 CDs
- Windsong (1975)
- Rocky Mountain Christmas (1975)
- Spirit (1976)
- John Denver's Greatest Hits Vol. 2 (1977)
- I Want to Live (1977)
- John Denver (1979)
- Autograph (1980)
- Some Days are Diamonds (1981)
- Seasons of the Heart (1982)
- It's About Time (1983)
- John Denver's Greatest Hits Vol. 3 (1985)
- Dreamland Express (1985)
- One World (1986)
- John Denver Sings (Private Press Album)
Quando e se avrò ulteriori informazioni su queste uscite vi terrò informati.
Bruno Conti
13:36 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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29/04/2010
Soul Music Con L'A(nima) Maiuscola - Eli "Paperboy" Reed - Come And Get It
Eli "Paperboy" Reed & The True Loves - Come And Get It - EMI
Per la serie anche i dettagli hanno la loro importanza, vi chiederete il perché delle due copertine, stesso disco due copertine diverse. Presto detto: la prima copertina è quella della versione inglese, in uscita su etichetta Parlophone il 10 maggio, la seconda è la versione americana su etichetta Capitol in uscita il 10 agosto, in Italia, per distinguerci, dovrebbe uscire il 18 maggio su etichetta Capitol quindi con la copertina americana.
Il lato esteriore è importante ma quello che ci interessa è il contenuto: non ho controllato da vicino se ha gli occhi blu, ma il suo genere musicale è quello che si è soliti definire "blue-eyed-soul", ma, come ho voluto precisare nel titolo del Post, con la lettera maiuscola. Non è musica di plastica, da consumo, usa e getta, anche se, avvalendosi di un produttore come Mike Elizondo (Eminem, Pink, Gwen Stefani) ha voluto curare nei minimi particolari il suono dandogli quella patina radiofonica che aiuta: niente paura, non ci sono rapper in vista, niente hip-hop, men che meno batterie elettroniche e synth a go-go, solo sette valorosi uomini al comando, due chitarristi, basso e batteria e una sezione fiati di tre elementi come ai bei tempi andati.
La sua musica è stata paragonata a quella di Otis Redding, Wilson Pickett e Sam Cooke! Niente di più falso, no cosa avete capito? Questi elementi ci sono tutti e all'ennesima potenza, ma convivono nel suo corpo (che casino ci deve essere lì dentro) anche la Tamla-Motown intera, i grandi cantanti gospel, la musica blues. Per intenderci, con tutto il rispetto, non stiamo parlando di Terence Trent D'arby o Paul Young (anche se all'inizio con i Q-Tips faceva ben sperare), ma siamo più sulle coordinate di James Hunter (amato e sponsorizzato da Van Morrison che di soul è uno che se intende) o per andare nel passato e rimanendo sempre in un ambito "bianco" del grande Eddie Hinton, che è stato anche autore di vaglia e cantante dalla sfortunata carriera. Quindi per usare un termine "sportivo" direi che Eli "Paperboy" Reed è un Bianco Nero (staccato per favore): d'altronde uno nato e cresciuto in quel di Brookline, Massachussetts da un padre critico musicale che lo ha cresciuto a pane e gospel, soul, blues e R&B e poi studente in quel di Clarksdale, Mississippi, la patria del blues e ancora a Chicago sotto la guida di Mitty Collier, una grande soul singer degli anni '60 divenuta "ministro" di qualche chiesa evangelica, dicevo, uno così come poteva fallire nella sua missione musicale? E infatti non ha fallito, quando è tornato a Boston, ha fondato il suo gruppo e pubblicato un primo album introvabile nel 2005 e poi nel 2008, l'ottimo Roll With You, tutti brani originali firmati da Reed ma nel puro stile dei tempi che furono.
Ora, tra pochi giorni, uscirà questo Come And Get It (un titolo, un'esortazione): anche i super giovani non devono spaventarsi, immaginate Michael Jackson da ragazzino quando era il leader dei Jackson Five, musica fresca, ballabile, coretti irresistibili, fiati sempre presenti, una voce che sprizza gioia di vivere ma anche grande maturità. Si parte dal soul irrefrenabile dell'iniziale Young Girl, che un debito o duemila li deve al grande Otis Redding (con falsetti, urletti e tutto il repertorio dei grandi cantanti) per passare a Name calling con quel terrificante (in senso postivo) call and response con delle voci femminili libidinosissime e la voce di Reed che assume delle tonalità non dissimili da quelle del giovane Peter Wolf quando era il cantante della J Geils band. E cosa vogliamo dire di Help Me, con quella chitarrina malandrina che fa tanto Motown dell'epoca d'oro e il crescendo vocale di Reed che distilla fino all'ultima nota dall'ugola. Just Like me è il primo brano che rallenta i tempi, ma non troppo, sempre rimanendo in territori Motown, ma con quelle urla più da soulman di casa Stax, il meglio dei due mondi. Come and Get It con un basso funky pompatissimo ti spinge a muovere il piedino o andare direttamente sul dancefloor, un super ballabile si diceva un tempo.
Qui, nudo e crudo.
Eli Paperboy Reed - Come And Get It
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Pick a number è un semi lentone alla Marvin Gaye con qualche retrogusto del ReV. Al Green. I found you out, molto Sam & Dave, o Blues Brothers per i più giovani, sempre con i fiati in evidenza (non mancano in nessun brano) e Tell Me What I wanna Hear, questa in puro stile Sam Cooke, accelerano di nuovo i tempi. Time Will Tell è il lentone da crooner, ancora con Otis, Wilson e Sam nel cuore e nei polmoni, molto bella e il brano più vicino a quell'altro contemporaneo del soul che risponde al nome di James Hunter e che vi consiglio vivamente! Straordinario il tour de force gospel soul di You Can Run On, pensate a Turn On Your Lovelight a velocità supersonica e moltiplicate per due. Pick Your Battles è l'altro "lento" da s(ballo), una meravigliosa soul ballad a cavallo tra Marvin Gaye e Sam Cooke nei loro momenti più romantici, cantata con grande trasporto da Eli "paperboy" Reed che si conferma cantante di grande sensibilità vocale, se c'è da ballare balliamo ma sui sentimenti non si scherza! Si conclude con la dichiarazione di intenti di Explosion, una vera esplosione di energia che costituisce il gran finale con tanto di conto alla rovescia e strumenti in overdrive.
Se il buongiorno si vede dal mattino.
Bruno Conti
19:48 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Disco UFO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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