12/08/2012
Un'Altra Bella Accoppiata! Peter Karp Sue Foley - Beyond The Crossroads
Peter Karp & Sue Foley - Beyond The Crossroads - Blind Pig Records
Questo disco è uscito da alcuni mesi (circa metà aprile di quest'anno), ma come diceva il Maestro Manzi "Non E' Mai Troppo Tardi" per parlarne. Si tratta di uno dei CD che stanziavano sul mio tavolo, nella pigna di fianco al computer, in attesa che un'anima pia (il sottoscritto), si occupasse di loro. Per la verità, sul Blog, avevo già dato spazio al precedente album pubblicato dalla coppia un paio di anni fa, uomini-e-donne-peter-karp-sue-foley.html e lì potete trovare riferimenti e informazioni su questi due musicisti, ma il nuovo Beyond The Crossroads, sentito con maggior attenzione, mi sembra meriti anche lui un meritato approfondimento.
Il disco si può collocare tra quei piccoli gioiellini usciti in questa annata, come Hiss Golden Messenger e Jeb Loy Nichols, opere di "culto" ma ricche di buone vibrazioni. Musica che non ti fa saltare dalla sedia ma ti acchiappa lentamente, ascolto dopo ascolto. Si potrebbe definire Blues Got Soul Got Country, in un intrecciarsi di generi a quel crossroads del blues dove i musicisti, come dicono nel titolo, cercano di andare oltre. Non lo fanno con spirito di innovazione straordinaria ma con gusto e misura e i risultati ottenuti sono più che soddisfacenti. Per dirla con il Buscadero, musica sorridente e spensierata in grado di mettere buonumore anche nelle anime più tristi e angosciate. O come dice la Chicago Blues Guide, "Reminescente di un qualcosa che avrebbe potuto facilmente essere registrato da Delbert McClinton e/o Bonnie Raitt, la scrittura in questo CD è assolutamente spettacolare, così come la produzione e l'esecuzione vocale e strumentale". Per concludere " Questa deliziosa registrazione ottiene alla grande, ad ora, il mio voto come CD dell'anno. Raccomando fortemente a chiunque di uscire e prendere possesso di una copia". E chi siamo noi per andare contro l'opinione della Chicago Blues Guide?
Sentendo l'album è difficile non essere d'accordo: a partire dall'irresistibile duetto dell'iniziale We're Gonna make It, con la voce indolente e felina di Sue Foley che si appoggia al vocione rauco e baritonale di Peter Karp che qualche ricordo di McClinton o dei soulmen della Stax lo provoca, con i fiati dei Swingadelic a dare pepe agli arrangiamenti, la Alumisonic eletric guitar (?!?) della stessa Foley a duettare con la Gibson e il piano elettrico di Karp, la musica è godibilissima. In Analyze'n Blues dove canta la Foley, Karp si dà da fare con una slide ficcante ed incisiva, colorando il suono anche con l'apporto alle tastiere e delle armonie vocali, per un risultato più che sodddisfacente, senza dimenticare che spesso anche l'altra chitarra si insinua tra le pieghe del suono. Beyond The Crossroads, un altro duetto memorabile, ma guidato da Karp, ricorda anche quel sound tra country, soul, New Orleans music e revue che caratterizza la migliore musica del Delbert McClinton più arrapato, slide, solista e fiati ruggiscono da par loro per un risultato notevole. Fine Love è anche meglio, sembra un brano perduto di Delaney & Bonnie dei tempi più gloriosi, ritmo incalzante, chitarre ovunque, armonie vocali gospel delle background singers, semplicemente grande musica.
Una qualità così elevata è difficile da mantenere, in caso contrario saremmo di fronte ad un capolavoro assoluto (quasi ci siamo), ma anche il puro New Orleans sound di At The Same Time a guida Karp o il pigro country-blues cantato dalla Foley di Take Your Time hanno i loro meriti. More Than I Bargained For ci riporta ancora nei territori del puro deep soul miscelato al rock e al country per non parlare del Blues dei migliori Delaney & Bonnie o per rimanere ai giorni nostri della coppia Susan Tedeschi e Derek Trucks. Blowin' potrebbe essere una traccia ritrovata dei primi Dire Straits, con la sua andatura incalzante e le chitarre in spolvero. I dischi di Sue Foley mi sono sempre piaciuti per quello spirito sbarazzino che li caratterizzava, una canadese trasferita a Austin, Texas la brava Foley ha sempre saputo catturare le varie sfumature del blues e in questo Resistance, ancora con voci femminili, organo e fiati a colorare le procedure, mi rinfresca la memoria.
La leggera e jazzata Chance Of rain nulla aggiunge mentre i ritmi vorticosi dello strumentale country Plank Spank ricordano i migliori episodi dell'Albert Lee più scatenato (anche lui frequentava il country misto al rock negli anni gloriosi degli Heads, Hands & Feet e poi nella Hot Band di Emmylou Harris e pure nella band di Clapton). Non manca il rockabilly-boogie poderoso della conclusiva You've Got A problem per concludere un album piacevole e sorprendente che potrebbe deliziare questa vostra estate ma anche il resto dell'anno se lo scoprirete dopo. Approvato, e scusate il ritardo!
La ricerca continua.
Bruno Conti
11:28 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/03/2010
Uomini E Donne: Peter Karp & Sue Foley
Peter Karp & Sue Foley - He Said She Said - Blind Pig Records 2010
In effetti ho barato nel titolo del post, ma appena appena, a ben vedere sono "un" Uomo e "una" Donna, ma mi faceva comodo per il titolo per cui mi sono allargato un attimo: per curiosità, vuoi vedere che usando queste due magiche parole mi ritrovo dei visitatori nel Blog che credevano di leggere le ultime avventure degli eroi della mitica Maria? Se siete capitati per caso benvenuti, comunque, nel caso, i nomi di cui si trattava erano ben specificati e non essendo dei "concorrenti" internazionali mi sa che sono dei musicisti.
Per tutti gli altri in risposta al classico, chi sono costoro?, vediamo di esplicare.
Sue Foley è una rossa chitarrista ( e suona ragazzi x98t77_blues-sue-foley-same-thing_music) e cantante canadese, con una lunga militanza in Texas, fa dell'ottimo blues e ha già registrato dieci album più uno in trio con Deborah Coleman e Roxanne Potvin. Peter Karp è un personaggio più enigmatico: una prima di parte di carriera sul limitare della discografia ufficiale, poi un ritiro di dieci anni per crearsi una famiglia, un ritorno agli inizi degli anni 2000, un paio di album pubblicati a livello indipendente e un CD Shadows and Cracks per la Blind Pig nel 2007, anche lui ama il blues ma a livello più rootsy e cantautorale. Quindi come si incontrano?
Come direbbe Maria, da uno scambio di mail e lettere per una collaborazione nel nuovo Cd di lui, nasce una relazione musicale più profonda, un brano tira l'altro e decidono di registrare insieme questo He said She Said. Ma si vogliono bene? Chissà!?!
Lei ha quella voce tipica della blueswoman texana (ma è canadese, già detto attenti!), indolente e birichina, lui ha il vocione del folksinger trasformato in bluesman ed una maggiore propensione per la composizione (nove dei quattordici brani sono suoi, gli altri cinque della Foley); comunque si integrano molto bene anche se ognuno, musicalmente parlando, sta un po' sulle sue, non è che i duetti si sprechino, ma ci sono.
Si parte a trazione fortemente blues con l'iniziale Treat me right, firmata da Karp e cantata in coppia dal duo, la solista della Foley e la slide di Karp duellano con gusto, mentre le voci si intrecciano con misura anche se la Foley si fa preferire ( o sarà che la conosco di più ed ho sempre avuto una particolare predilezione per i suoi dischi). So far so fast è una di quelle canzoni gustose, vagamente retrò e deliziose che costellano la discografia della Foley, ritmi moderati e voce piaciona. Wait è un grande brano di Karp che lo canta con un piccolo aiuto di Sue Foley nelle armonie vocali: molto Dylaniano, con un organo che caratterizza il suono e la chitarra della Foley che punteggia con una bella serie di interventi il tessuto sonoro della canzone, gran bella musica. Rules of engagement è un altro brano molto bluesato con le chitarre, sempre misurate, sugli scudi, canta ancora la Foley, Karp alla slide e seconda voce accompagna. A questo punto il disco si ammoscia un tantinello, Hold on baby, impianto sonoro prevalentemente acustico e armonica d'ordinanza non decolla, Mm Hmm scritto da Karp ma interpretato da entrambi, già dal titolo non brilla per originalità, nonostante l'intervento di una sezione di fiati con tanto di trombone rimane incompiuto. Danger Lurks è un brano acustico firmato dalla Foley, francamente noioso nonostante gli arpeggi della chitarra. Ready for your love è la controparte di Karp del brano precedente, un po' meglio ma non entusiasmante. Il disco si rianima con il blues jazzato di Scared cantato con passione dalla Foley e con Valentine's Day, un duetto tra i due più animato delle canzoni precedenti, anche se... Dear Girl, è una bella country song cantata da Peter Karp con le solite armonie vocali della Sue mentre Baby Don't Go è semplicemente una bella canzone dal vago andamento di valzer con la voce e la chitarra della Foley ben focalizzate. Si conclude in tono minore con la malinconica Regret e la dolce Lost in you, entrambe molto piacevoli. Dimenticato qualcosa? Direi di no!
Bruno Conti
19:06 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica, bruno conti, discoclub, peter karp, sue foley | OKNOtizie |
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