31/01/2012
Novità Di Gennaio Ultima Parte! Tre Che Erano Sfuggiti. Eric Bibb, Laurie Morvan Band, The Refugees
Somo tre uscite "piccine, piccine" ma se non se ne parla in un Blog di e per "Carbonari" della musica non sarebbero molti quelli che si occuperebbero di questi tre CD. Cominciamo con il segnalarne l'uscita, magari poi anche un approfondimento specifico non è escluso, sempre tempo permettendo.
Eric Bibb uno ne pensa e cento ne fa: tre nel 2011, tra cui un live, e sono tutti belli. Il 2012 inizia con questo Deeper In The Well, che oltre al suo magico folk-blues cantato con quella bellissima voce che si ritrova, si arricchisce di profumi della Louisiana, di gospel, di zydeco e di cajun come nella sorprendente cover di The Times They Are-A-Changin'. Etichetta Dixiefrog, è uscito in questi giorni.
Il nuovo album delle Refugees si chiama Three anche se è il loro secondo album (forse perché sono in tre?). Per chi non le conoscesse sono tre delle migliori cantautrici americane diciamo di "culto", ovvero Wendy Waldman, che produce anche il tutto ed era stata una delle più brave cantanti (ed autrici) americane degli anni '70 con Linda Ronstadt e Karla Bonoff. Insieme a Kenny Edwards e Andrew Gold (andrew%20gold) aveva fatto parte anche dei Bryndle. Le altre due sono Deborah Holland (tra l'altro, ex cantante degli Animal Logic con Stanley Clarke e Stewart Copeland) e Cindy Bullens (cindy%20bullens), altra "presenza" in questo Blog. Inutile dire che le tre sono molte brave e sono state presentate anche come una sorta di versione femminile di C S & N. Etichetta Wabuho Records (?!?) come il precedente Unbound, ma, stranamente, è già disponibile anche in Italia in questi giorni. Per questo album recensione sicura.
Per finire, una mia "cliente" personale sul Buscadero, della Laurie Morvan Band avevo recensito il precedente Fire It Up vincitore del Blues Foundation Award per il 2010 (ma pubblicato nel 2009). E vi posso assicurare che la "ragazza" ha una gran voce, potente ed espressiva, e suona la chitarra come pochi colleghi maschi si possono vantare di fare. Tra blues, rock, funky e soul, il nuovo CD si chiama Breathe Deep ed esce per la Screaming Lizard Records.
Dove vado a prenderli? Non lo so, ma vi assicuro che non me li invento, esistono e sono belli.
Come mi piace dire sempre...e la ricerca continua!
Bruno Conti
18:12 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Carbonari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, eric bibb, refugees, laurie morvan, wendy waldman, cindy bullens, andrew gold, bryndle, animal logic, deborah holland | OKNOtizie |
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26/07/2010
Un'Altra Piccola Perla "Americana". Cindy Bullens - Howling Trains And Barking Dogs
Cindy Bullens - Howling Trains And Barking Dogs - MC records/Ird
Dischi belli là fuori ce ne sono tantissimi, non posso parlare di tutti, ma mi piace, di tanto in tanto, andare alla ricerca di personaggi particolari, nuovi e vecchi, che sono in grado di regalare qualche sprazzo di buone emozioni.
Cindy Bullens, non la scopro ora (almeno io), ma anche gli ascoltatori più distratti, magari inavvertitamente, la conoscono: fate un salto nel passato, calatevi alla fine degli anni '70, anzi facciamo qualche anno prima così andiamo all'inizio della storia. Quindi, metà anni '70. Cindy inizia la sua carriera come corista di Elton John, con tre importanti tournéè, l'album Blue Moves e il singolo Don't Go Breaking my heart, tutti e tre del 1976 e qualcuno la nota e le offre un contratto per un album solista Desire Wire, uno di quei dischi che vengono considerati tra i "piccoli tesori perduti" del rock di quegli anni, anticipatore di gente come Pat Benatar o Melissa Etheridge che verranno dopo, l'etichetta è la United Artists, l'anno è il 1978 e non credo che sia mai uscito in CD. Lo stesso anno partecipa in tre brani alla colonna sonora del film Grease e viene candidata al Grammy come Migliore Performance Vocale Rock. L'anno successivo registra un nuovo album, per la Casablanca, Steal The Night, meno riuscito, poi scompare dalle scene per dieci anni per farsi una famiglia. Riappare nel 1989, con un album omonimo, pubblicato dalla Universal ma poi si ritira di nuovo per un motivo drammatico, nel 1996 muore per un tumore la figlia di 11 anni, Jessie.
Proprio a lei sarà dedicato uno dei suoi dischi migliori, Somewhere Between Heaven And Earth, che esce nel 1999 per la Artemis Records, seguito nel 2001 dall'eccellente Neverland (esatto, la stessa etichetta che citavo per i Marah, sembra che le cerchino con il lanternino, buona musica, etichetta di qualità, fallita, un'equazione, purtroppo infallibile, anche se non sempre).
Gli anni 2000 hanno visto la pubblicazione di un altro album, Dream #29, nel 2005, un ottimo doppio disco dal vivo nel 2007 e il progetto collaterale Refugees con Wendy Waldman e Deborah Holland. Quello che è impressionante è leggere la lista dei musicisti che hanno suonato in tutti questi dischi: si va da Elton John a Delbert McClinton e Garry W. Tallent, passando per Steve Earle, John Hiatt e Emmylou Harris, per non parlare di Bonnie Raitt, Beth Nielsen-Chapman, Bryan Adams, Rodney Crowell e Lucinda Williams e qui mi fermo. Se questa non è stima non saprei come definirla!
Questo nuovo Howling trains and barking dogs non è da meno. Cindy Bullens, come al solito, suona le chitarre elettriche ed acustiche, l'armonica, il piano ma si fa aiutare da alcuni nomi eccellenti: visto che l'album è una sorta di resumé di vecchi brani composti con e per altri colleghi, l'occasione è ideale per rivisitarli in versione nuove di zecca, spesso con gli autori dei brani presenti alla registrazione.
Intanto diciamo che questa signora è in possesso di una voce bellissima, pensate alla purezza della voce di Mary Chapin Carpenter unita alla grinta di Lucinda Williams e non sarete lontani dalla verità e a quei livelli qualitativi. Il genere è quello che si suole definire Americana, un misto di country, roots, rock, folk ben miscelato.
Si aprono le danze con la gentilmente roccata Love Gone Good dove il mandolino della Bullens si alterna al violino di David Mansfield, con una sezione ritmica gagliarda che ricorda il Mellencamp del periodo roots, il brano è firmato insieme a Bill Lloyd (quello di Foster & Lloyd). Can't Stop This Train composta insieme a Matraca Berg sembra una di quelle oscillanti ballate rock di Lucinda Williams, energiche e dolci al tempo stesso, grande equlibrio sonoro. E che dire dell'ottima In A Perfect World che ricorda il periodo più rock di Mary Chapin Carpenter? Che ha un fantastico break chitarristico molto twangy.
Labor of Love scritta con l'altra metà di Foster & LLoyd, Radney Foster, e cantata in duetto con lo stesso, sembra un brano "perduto" del repertorio degli Eagles o del Jackson Browne più ispirato con una bella slide guitar che tanto ricorda David Lindley, bellissima.
All My Angels scritta e cantata con la collega Refugee Wendy Waldman, un'altra con un grandissimo talento e pedigree, è una dolcissima canzone dalle melodie avvolgenti e struggenti di chi ha vissuto mille storie e avventure. Whistles And Bells scritta ancora con Foster è un brano del repertorio delle Dixie Chicks, un country-rock veloce e divertente mentre I Didn't Know scritta con Al Anderson degli NRBQ è un divertente quasi R&R con il piano di Bob Colwell a duettare con una sbarazzina chitarra elettrica e relativa coda strumentale.
Everywhere and nowhere sta a cavallo tra Mary Chapin Carpenter e quelle belle ballate elettroacustiche che una volta erano il pane di Melissa Etheridge, dolce ma con quel sano retrogusto rock. Un paio di bei brani tra folk e country, The Misty Hills of Tennessee in particolare, concludono in gloria un ottimo album che vi posso solo consigliare con convinzione.
Dimenticavo. Per non farsi mancare niente Cindy Bullens si è pure candidata come Senatrice del suo stato, il Maine.
Bruno Conti
19:30 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica. bruno conti. discoclub, cindy bullens, radney foster, matraca berg, wendy waldman, deborah holland | OKNOtizie |
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