10/08/2012
Novità Di Agosto Parte I. Dead Can Dance, Karine Polwart, Gentle Giant, James Yorkston, Fleetwood Mac Tribute, Blackberry Smoke
A dimostrazione che anche nella settimana di Ferragosto la musica non si ferma (Italia esclusa), anzi la vigilia per la precisione, tutti questi dischi usciranno il 14 agosto, ecco una sfornata di novità interessanti. E questa è solo la prima parte, domani o dopo il resto. Detto che il Box di 5 CD + 1 DVD Live At the BBC dei Kinks esce il 14 agosto nel Regno Unito, il 21 agosto in America e il 28 in Italia, ma ve lo avevo anticipato già a maggio, partiamo con
Dead Can Dance - Anastasis - Pias Recordings, il primo album di studio del gruppo dal lontano 1996, anno di uscita di Spiritchaser, il disco di ispirazione etnica che aveva concluso la prima fase della loro carriera. C'era già stata una reunion per una serie di concerti nel 2005, ma questa volta Brendan Perry e Lisa Gerrard, che nel frattempo hanno entrambi superato la soglia dei 50 anni, hanno registrato questo disco di "resurrezione" (dal greco Anastasis) che curiosamente era stato annunciato un paio di anni fa su una rivista musicale online bulgara. Sono 8 pezzi, quattro cantati da ciascuno (con Return Of The She-King, quello ispirato dalla musica celtica dove le voci si fondono), che rinverdiscono i fasti della produzione passata ed introducono anche una corposa strumentazione orchestrale in alcune tracce. Il disco mi sembra bello, in ogni caso si può ascoltare ancora in streaming sul sito del gruppo http://deadcandance.com/
A proposito di musica celtica, folk meglio, direi, esce il nuovo album, Traces, il quinto in studio della cantante scozzese Karine Polwart, una delle voci più interessanti del revival della musica tradizionale (anche se non se ne era mai andata, la musica folk). Accompagnata dal fratello Steven e da Inge Thompson, tra duetti di harmonium e fisarmonica, inserimenti di marimba e vibrafono, flauto ed altro strumenti a fiato, la voce classica della Polwart si libra serena e sicura nelle 10 tracce che compongono l'album. I dischi precedenti si sono sempre piazzati tra i migliori dell'anno nelle classifiche di preferenza della BBC di fine anno, anche questo, ottimo, mi sembra lanciato quietamente verso la stessa destinazione. Etichetta Hegri Music, quindi di non facile reperibilità sul mercato italiano.
Sempre nell'ambito folk-cantautorale esce il nuovo disco di James Yorkston, l'ex cantante degli Athletes, il disco si chiama I Was A Cat From A Book, viene pubblicato dalla Domino Records e tra i musicisti coinvolti ci sono Luke Flowers della Cinematic Orchestra, Emma Smith al violino e in duetto in Kath With Rhodes l'ottima Kathryn Williams. La musica è molto quieta, piana, agrodolce, giocata sulle sonorità di chitarra e piano, arricchite dagli interventi degli ospiti citati, se dovessi azzardare un paragone mi sembra che Yorkston sia una sorta di Nick Drake del 21° secolo (con i dovuti distinguo) e questo suo quinto album ne conferma il talento. Da scoprire, se non conoscete.
Nell'ambito delle ripubblicazioni del catalogo della EMI inglese esce anche questo cofanetto quadruplo dedicato ai Gentle Giant, I Lost My Head, sottotitolo The Chrysalis Years 1975-1980, raccoglie i dischi incisi dal grande gruppo inglese negli anni successivi a quelli inarrivabili del periodo Vertigo. Si tratta comunque ancora di dischi fantastici che rispondono al nome di Free Hand, In'terview, Playing the Fool, The Missing Piece, Giant For a Day e Civilian. Il tutto condito da inediti, live, rarità e b-sides. Questa è la lista completa dei brani:
1 - Free Hand & bonus tracks
- Just the Same
- On Reflection
- Free Hand
- Time to Kill
- His Last Voyage
- Talybont
- Mobile
- 1976 Intro Tape (previously unreleased)
- Just the Same (John Peel Session) "never available on CD before"
- Free Hand (John Peel Session) "never available on CD before"
- On Reflection (John Peel Session) "never available on CD before"
- Give It Back (International 7" Mix) "never available on CD before"
- I Lost My Head (7" Mix) "never available on CD before"
CD 2 - In'terview & The Missing Piece
- In'terview
- Give It Back
- Design
- Another Show
- Empty City
- Timing
- I Lost My Head
- Two Weeks in Spain
- I'm Turning Around
- Betcha Thought We Couldn't Do It
- Who Do You Think You Are?
- Mountain Time
- As Old As You're Young
- Memories Of Old Days
- Winning
- For Nobody
CD 3 - Playing The Fool (Live 1976)
- Just the Same/Proclamation (Live)
- On Reflection (Live)
- Excerpts from Octopus (Live)
- Funny Ways (Live)
- The Runaway/Experience (Live)
- So Sincere (Live)
- Free Hand (Live)
- Sweet Georgia Brown (Live)
- Peel the Paint/I Lost My Head (Live)
CD 4 - Giant For A Day & Civilian
- Words from the Wise
- Thank You
- Giant for a Day
- Spooky Boogie
- Take Me
- Little Brown Bag
- Friends
- No Stranger
- It's Only Goodbye
- Rock Climber
- Thank You (7" Single Edit A) never available on CD before
- Words from the Wise (7" Single Edit B) never available on CD before
- Convenience (Clean And Easy)
- All Through the Night
- Shadows on the Street
- Number One
- Underground
- I Am a Camera
- Inside Out
- It's Not Imagination
Piatto ricco mi ci ficco, considerando che, come gli altri cofanetti della serie, dovrebbe costare intorno ai 20 euro, poco più, poco meno.
Un altro tributo? Ebbene sì. Questo si intitola Just Tell Me What You Want: A Tribute To Fleetwood Mac, pubblicato dalla Decca/Hear Music/Universal, a parte un paio di nomi classici (Billy Gibbons & Friends e Marianne Faithfull) raccoglie la crema del rock "alternativo" e indie. Questa lista dei brani e relativi artisti:
01. Lee Ranaldo Band feat. J Mascis – Albatross
02. Antony – Landslide
03. Trixie Whitley – Before The Beginning
04. Billy Gibbons & Co. – Oh Well
05. Best Coast – Rhiannon
06. The New Pornographers – Think About Me
07. Marianne Faithfull – Angel
08. Lykke Li – Silver Springs
09. Karen Elson – Gold Dust Woman
10. Matt Sweeney And Bonnie ‘Prince’ Billy – Storms
11. Washed Out – Straight Back
12. Tame Impala – That’s All For Everyone
13. Craig Wedren with St. Vincent – Sisters of the Moon
14. The Kills – Dreams
15. Gardens & Villa – Gypsy
16. The Crystal Ark – Tusk
17. MGMT – Future Games
I Blackberry Smoke sono, forse, attualmente, la migliore, o una delle migliori formazioni di southern rock in circolazione. Il precedente Little Bit Of Dixie che avevo recensito per il Buscadero ad inizio 2010 era un eccellente esempio di quanto detto sopra, questo The Whippoorwill, edito dalla Southern Ground, l'etichetta di Zac Brown, mi sembra anche meglio. Sarà sicuramente oggetto di un esame più approfondito quanto prima, ma da quanto già sentito il vecchio Sud, e le sue chitarre, ruggiscono ancora!
Alla prossima.
Bruno Conti
13:36 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Anticipazioni, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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22/08/2011
Buon Country Rock Dal Texas Via Nashville. Eli Young Band - Life At Best
Eli Young Band - Life At Best - Republic Nashville
Vengono da Denton, Texas, sono attivi da una decina di anni e questo è il loro quarto album in studio più un live e sono il lato "accettabile" del country di Nashville. Mi spiego meglio: accettabile per chi segue il rock e non ama il country troppo "lavorato" che esce dalla capitale del Tennessee, per intenderci nelle classiche country americane a fianco di Miranda Lambert e Zac Brown Band, o Eric Church e Brad Paisley, trovate Taylor Swift, Lady Antebellum e ora Luke Bryan che sono i fondamenti di quel country-pop blando che però oppone una "strenua resistenza" (e con successo) all'hip-hop, rap, R'n'B e "tavanate" dance varie che dominano le classifiche Usa. In entrambi i lati dello schieramento ci sono cose buone ma perlopiù ad ascoltarli mi viene da piangere e non per la commozione. Peraltro, per documentarmi, devo ascoltarli e quindi non accetto critiche generiche tipo "perché non l'hai sentito!", no purtroppo l'ho sentito e non ho fatto il mio compitino "copia e incolla" dei comunicati delle case discografiche, dove ovviamente tutto (per motivi promozionali) risulta bellissimo, stupendo, quand'anche addirittura innovativo, come risulta dall'80% dei Post che circolano in rete sulla musica. Preferisco fare da solo e dare dei pareri magari sbagliati ma personali.
Veniamo a questo Life At best della Eli Young Band che sto ascoltando in questi giorni insieme al nuovo dei Jayhawks Mockingbird Time che però esce il 13 settembre e quindi aspetto a recensirlo se no le case discografiche mi bacchettano e voi lo "dimenticate" prima ancora che esca. Ci sono delle analogie tra i due dischi: country-rock per entrambi, con abbondanti iniezioni pop per i Texani, più raffinato, quasi orchestrale a momenti, quello della band del Minnesota.
Ma detto questo, lasciamo da parte i Jayhawks per il momento: il nuovo album della Eli Young Band ha finora prodotto un singolo Crazy Girl, molto ruffiano verso il gentil sesso, che ha totalizzato più di mezzo milione di download (ufficiali) nelle classifiche digitali e si prepara a trascinare il CD nelle vette delle classifiche americane. E il brano, se volete saperlo, è estremamente piacevole, ritornello orecchiabile, bella voce, quella di Mike Eli, gradevole impasto di chitarre acustiche ed elettriche fornito da James Young, armonie vocali a tre voci come se i Poco o i Jayhawks non se ne fossero mai andati (appunto). Ma hanno anche dei buoni gusti nella scelta delle cover e la versione di If It Breaks Your Heart di Will Hoge anche se più "caramellosa" dell'originale ha quella andatura vagamente pettyana che può piacere agli amanti del rock e gli assoli di Young hanno la giusta urgenza.
Non tutto il resto brilla per originalità e per qualità, 14 brani per oltre cinquanta minuti forse sono troppo, specie quando le derive pop imposte dall'essere distribuiti da una major si fanno sentire. Ma come giustamente ha detto Eli in una intervista se vuoi farti conoscere in tutta l'America devi scendere a qualche compromesso, paradossalmente per loro sarebbe stato più facile rimanersene in Texas dove erano popolarissimi ed avrebbero guadagnato di più. Quindi "biscotto, biscotto, biscotto" come avrebbe detto Muttley e merito alla ballatona uptempo country Every Other memory ancora con grandi armonie vocali e pedal steel in evidenza.
Se ai tempi gli America, per semplificare, erano la versione "orecchiabile" di CSN&Y ora questi Eli Young Band sono i figli "bastardi" del'alternative country di Uncle Tupelo, Wilco e Son Volt accoppiato con le "nuove" proposte di Zac Brown o dei conterranei della Randy Rogers Band come evidenziato nella solare On My way. Poi fateci caso, tutti questi gruppi citati. dal vivo sono moolto meglio che in studio, più brillanti, in grado di improvvisare senza problemi.
Per non tirarla troppo per le lunghe, il disco è assai piacevole con i pregi e i difetti che si controbilanciano e quindi alla fine si merita una sufficienza abbondante. Fate finta di essere negli anni '70 quando accanto ai dischi di Captain Beefheart, Soft Machine, Tim Buckley, Can o Neu,che facevano figo, ho citato a capocchia, c'era anche il "piacere segreto" di ascoltarti di nascosto gli ELO o i Supertramp o i già citati America.
Niente di nuovo d'accordo, ma neppure Mumford and Sons, o i Fleet Foxes o perfino il recentemente citato Jonathan Wilson (mi assumo le mie responsabilità e confermo) fanno niente di nuovo, ma lo fanno un gran bene, è vero, meglio degli Eli Young Band (che mi sono anche simpatici perché prima di uno dei vari incontri di football americano dovevano cantare l'inno americano e il cantante si è clamorosamente dimenticato le parole, lo trovate su YouTube), ma c'è posto per tutti, per il momento e c'è in giro molto di peggio, quindi se vi piace il country-rock orecchiabile qui trovate "trippa per gatti"!
Bruno Conti
12:33 Scritto da bruno_conti (Webmaster) in Carbonari, Disco UFO, Non tutti sanno che... | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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