One man Beatles: Emitt Rhodes

Fin qua per quello che riguarda il documentario, ma parliamo anche della musica: la Hip-o Select gloriosa etichetta della Universal che si occupa di ri-pubblicare materiale, appunto di culto, ha messo sul mercato (a tiratura limitata, un destino quello di Emitt Rhodes) una doppia antologia The Emitt Rhodes Recordings (1969-1973) che raccoglie tutto quello che Rhodes ha registrato, quindi materiale edito ed inedito, che mantiene fede al soprannome che la stampa ha dato a questo personaggio. Se volete bullarvi con i vostri amici “ho trovato dei dischi inediti di Paul McCartney registrati negli anni ’70 e mai pubblicati” c’è il rischio che possiate farla franca in quanto le analogie, vocali e stilistiche, sono effettivamente impressionanti (ma direi involontarie,anche se ci sono addirittura degli “amici”, non gli mancano mai, di Paul McCartney, che hanno ipotizzato che sia stato l’ex Beatle a copiare, ma devono essere gli stessi che ne avevano decretato la morte, non solo artistica, qualche anno prima). Comunque questi cd sono una vera mecca per i Beatlesiani, ma anche per chi ama il cosidetto power pop psichedelico (un termine coniato all’impronta), ovvero Beatles+psichedelia anni ’60 ( Emitt Rhodes da giovane era stato il leader dei Merry-Go-Round, brano più celebre Time will show the wiser ripresa dai Fairport Convention e cantata nel primo album da Iain Matthews, altro personaggio di culto, da carbonari, ci ritorneremo)+una dose di “rock morbido”, il tutto creato in regime di autarchia, faso tuto mi come usava il baronetto di Liverpool in quegli anni.

I primi dischi di Rhodes hanno pure venduto, poi qualcuno alla sua casa discografica si è accorto di una clausola che diceva che il nostro amico doveva consegnare un disco ogni sei mesi: a questo punto neanche Mandrake ce l’avrebbe fatta e quindi le case discografiche con una mossa autolesionista degna del miglior Tafazzi gli hanno pure fatto causa per 250.000 dollari (credo la vertenza sia ancora in corso) e hanno di fatto chuso una carriera promettentissima.

Rhodes è ancora lì, chiuso nel suo studio di registrazione privato, a produrre nuova musica, ogni tanto si vocifera di un nuovo album (proprio in questo periodo il si dice è ritornato), ben venga questa antologia per chi vuole conoscere una delle “leggende della discografia” (non sempre occorre morire come Nick Drake o Tim Buckley, o viceversa sparire nell’oscurità come Tom Jans o Guthrie Thomas, o i cosiddetti Nuovi Dylan, materiale per le prossime puntate).

Bruno Conti

One man Beatles: Emitt Rhodesultima modifica: 2009-11-03T15:18:00+01:00da bruno_conti
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