Padri… Loudon Wainwright III – Songs For The New Depression

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Loudon Wainwright III – Songs For The New Depression Cummerbund Records 2010

Come avrete astutatemente arguito dal titolo, questo è un Post a puntate. Nella prima parliamo del babbo, Loudon, che credo, se la memoria non mi inganna, fu etichettato come il primo dei “Nuovi Dylan” (una cosa che mi ha sempre incuriosito, questa spasmodica ricerca di un nuovo Dylan, considerando che quello in carica aveva allora, 1970, 29 anni!), all’apparire del suo primo omonimo album, la critica americana che evidentemente non aveva di meglio da fare e da dire, alla vista di un cantante che si accompagnava con una chitarra acustica e scriveva delle canzoni con un testo intelligente decise in questo senso. Tra l’altro, negli anni a seguire, il fatto di essere un cantautore acustico non sarebbe più stato un requisito fondamentale visto che tra i “nominati” ci sarebbero stati personaggi come John Prine, Elliott Murphy e perfino Bruce Springsteen: comunque il buon Loudon se ne fece un bel “attempted mustache” dal titolo di uno dei suoi dischi e proseguì per la sua strada ottenendo anche un buon successo commerciale negli anni a venire e, soprattutto, iniziò a creare una “dinastia” musicale che ai giorni nostri vanta Rufus e Martha Wainwright avuti dalla prima moglie, Kate McGarrigle, recentemente scomparsa, Lucy Wainwright Roche dalla seconda moglie Suzzy Roche. Ci sarebbe una quarta figlia, ma facendo la giornalista non ci interessa.

In tutto ciò, ha fatto in tempo ad incidere ventidue album in studio e tre dal vivo, più numerose antologie e a vincere un Grammy per il miglior Traditional Folk Album nel 2010 (pubblicato nel 2009 ma premiato quest’anno) con il disco High Wide And Handsome: The Charlie Poole Project, un bellissimo doppio CD dedicato alla musica di Charlie Poole, banjoista e cantante vissuto all’inizio del secolo scorso, un bianco, vissuto una decina di anni prima di Robert Johnson e considerato uno dei padri fondatori della musica tradizionale americana. Il disco è bellissimo e Loudon Wainwright non si è limitato ad interpretare brani del repertorio di Poole ma ne ha composti anche di nuovi, dando vita a questo progetto che ha coinvolto una trentina di musicisti, naturalmente compresi figli, figlie, ex-mogli, cognate e parenti vari.

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Quello che vedete qui sopra ve lo consiglio vivamente perchè trattasi di disco che nonostante i contenuti e tutt’altro che palloso.

Il nuovo album, Songs For The New Depression segna un ritorno alle origini: solo voce e chitarra acustica, distribuzione autogestita sul suo sito (l’avrete intuito dal nome dell’etichetta) in Cd o disponibile per il download. Tra le fonti di ispirazione cita Pete Seeger e Woody Guthrie, ma si ricollega ai tempi che viviamo: Times Is Hard prende lo spunto dall’insediamento di Obama nel 2009 e narra dei tempi duri e difficili che stiamo vivendo, House racconta le paure dei proprietari di case, tra cui Wainwright stesso, nell’attuale crisi finanziaria ed immobiliare, On To Victory, Mr. Roosevelt è un brano scritto nel 1933, nella Prima Grande Depressione, e racconta la storia di un politico texano descritta anche nel film dei Fratelli Coen Fratello dove sei? Fear itself racconta le paure di un 63enne: paura di invecchiare, delle malattie, della morte vista in un’ottica autobiografica ma sempre con l’enorme autoironia che lo ha sempre caratterizzato.E così via. D’altronde un babbo al quale la figlia Martha ha dedicato una canzone intitolata Bloody Mother Fucking Asshole che personaggio può essere? Grande personaggio e musicista, in quella venticinquina di album ce ne sono almeno una manciata che ogni buona discoteca dovrebbe possedere. Questo ultimo non è tra i migliori, ma quei trenta minuti hanno una loro ragione di essere.

A domani per la seconda parte del post dedicata al nuovo album di Rufus Wainwright: si è trovato un nuovo paroliere, William Shakespeare.

Bruno Conti

Padri… Loudon Wainwright III – Songs For The New Depressionultima modifica: 2010-03-28T21:32:00+02:00da bruno_conti
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