Jackie Leven Said. Gothic Road

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Jackie Leven – Gothic Road – Cooking Vinyl/Edel

Forse questa volta ce la facciamo, come promesso!

Come da foto Jackie Leven non è quello che definiremmo una “personcina”, al contrario si tratta di un personaggio imponente, uno scozzese di Kirkcaldy, Fife che quest’anno a giugno compirà 60 anni e che, ormai alla sua terza vita artistica, non potremmo neppure definire un personaggio di culto ma addirittura di Sottoculto, amato dalla critica e da uno sparuto manipolo di fans sparsi per il mondo, ma non che ha mai avuto i riconoscimenti che la sua musica meriterebbe, forse il personaggio di maggior talento tra quelli che stanno ai margini, gli outsiders, il maggior talento con i minori risultati.

La sua carriera inizia nel lontano 1971 con lo pseudonimo John St Field, quando pubblica un album dal titolo Control, che lui dice essere il suo preferito e la cui reperibilità è simile al Gronchi rosa, ma che sentito oggi non è tanto dissimile dal Jackie Leven attuale, certo con una voce “più giovane” di quarant’anni e con delle similitudini con i contemporanei John Martyn e Shawn Phillips. Vendite zero: fine della prima opportunità. 1978, piena era punk, Leven forma i Doll By Doll, una band straordinaria autrice di quattro album notevoli che con il punk spartivano solo l’energia e l’etica DIY, ma poi spaziavano tra folk, rock, psichedelia morbida, influenze celtiche e mille altri colori. Vendite, indovinate?, vicino allo zero, qualcuno inizia a notarlo! Forse troppo. Nel 1984 durante la registrazione del suo primo album solista, viene aggredito per strada, cercano di strangolarlo e rimane, come conseguenza, incapace di parlare e quindi cantare per oltre due anni. Una delle conseguenze è che diventa un eroinomane e la sua dipendenza dalla droga lo rende una sorta di relitto umano. Ma risorge per la terza volta e nel 1994 inizia la sua carriera solista (era ora!) con un album dal titolo e dal contenuto straordinario The Mystery Of Love Is Greater Than The Mystery Of Death. Da allora non si è più fermato e tra album officiali, raccolte di materiale inedito, dischi sotto pseudonimo (ma allora è un vizio), dischi dal vivo, voi li pensate lui li fa, ha pubblicato oltre trenta dischi. Rimane celebre una conversazione con il boss della sua casa discografica il quale di fronte alla sua richiesta di pubblicare più album rispose con un laconico no. Alle argomentazioni di Jackie Leven che gli ricordava che i Beatles erano arrivati a pubblicare anche quattro dischi in un anno, Martin Goldschmidt se ne è uscito con una risposta formidabile “Jackie non siamo più nel 1967 e tu non sei i Beatles”. A questo punto si sono messi d’accordo sull’escamotage dello pseudonimo, Sir Vincent Lone, che ha colpito l’ultima volta nel 2009 con Troubadour Heart.

Questo Gothic Road non è sicuramente il suo disco più bello ma rimane comunque un CD dai contenuti musicali e dai testi incredibili e visionari come sempre. In questo disco Leven si fa aiutare in fase di produzione e arrangiamento dal cantautore gallese David Wrench, un altro personaggio incredibile, un albino, anche ingegnere del suono che pubblica album di synth pop alla Pet Shop Boys e che in questo disco fornisce una patina di elettronica ed effetti speciali che si uniscono alla consuete chitarre acustiche ed elettriche, pianoforti, percussioni (mai un drum kit  completo), contrabbassi, archi vari, strumenti celtici che da sempre caratterizzano la musica di Leven e la rendono così unica. Anche i testi sono fantasiosi e iconoclasti: si va dall’iniziale Gothic Road che utilizza il sound corale delle Ghost Voices Of The Kursk, che null’altro sono ma tre giovani russi i fratelli dei quali sono periti nella tragedia del sottomarino atomico russo e la canzone rende tutta la drammaticità epica di quell’evento. Si passa poi alla drammatica Last Of The Badmen, un brano bellissimo dove la voce di Leven si moltiplica in un coro celestiale e con effetti speciali, chitarre acustiche e percussioni varie costruisce un affresco mirabile che si conclude su una richiesta cruciale “Per Favore non uccidermi solo perchè potresti farlo!” Un altro brano memorabile è Cornelius Whalen, un duetto con il redivivo Ralph McTell (ogni volta che sento quella voce che negli anni non è cambiata di una virgola non posso non pensare a Streets Of London, anche se le sua carriera ha regalato altri momenti notevoli) che racconta la storia dell’ultimo sopravvissuto di una famosa marcia avvenuta negli anni ’30 della crisi economica della prima depressione, il marching marching del testo è più esplicativo di mille editoriali . Leven ci porta anche sulla John Paul Getty’s Silver Cadillac, una ballata midtempo cantautorale affascinante e ci parla nel brano Absolutely Joan Crawford dei suoi incontri virtuali, oltre che con la stella del cinema del passato, con Patsy Cline e Tilda Swinton, atmosfere ed ambientazioni surreali dal fascino unico. Molto bella anche Song For Bass Guitar And Death, che titoli incredibili, ma anche bellissime atmosfere musicali e la voce affascinante di Jackie Leven una delle più peculiari in circolazione.

Potrei bombardarvi di titoli, ce ne sono altri di brani notevoli, New Wreath tanto per non fare nomi, ma mi limito a un’ultima notazione: l’edizione in Itunes che mi fa in…zzare come l’automobilista di Gioele Dix ha due bonus tracks tra cui l’omaggio colto e indiretto a Neil Young di Cinnamon Girl Bluesology. Per cui indagate, indagate, indagate.

Sulla mia annotazione conclusiva del post di ieri, una piccola precisazione: so che RootsHighway non è un blog ma un sito, ma ci sono, come detto, alcuni contenuti in comune e la comune appartenenza di molti, come collaboratori del Buscadero (io c’ero già trent’anni fa, non dal primissimo numero). A proposito di quest’ultimo e di blog vi segnalo quello di Chiara Meattelli, corrispondente del Busca da Londra e con una comune passione per i “sudisti pavesi” Lowlands (il nuovo album dovrebbe uscire a ottobre) http://thebrixtownmassacre.wordpress.com/ e per par condicio quello dell’ex collaboratore di Jam, Paolo Vites, grande Dylanologo http://gamblin–ramblin.blogspot.com/.

Bruno Conti

Jackie Leven Said. Gothic Roadultima modifica: 2010-04-23T19:45:00+02:00da bruno_conti
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