“Cerchi Più Scuri” Dal Canada. The Sadies – Darker Circles

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The Sadies – Darker Circles – Yep Rock – 18-05-10

Ultimamente, ogni volta che mi siedo davanti alla tastiera del computer, fino all’ultimo momento non so quale argomento affronterò: ci sarà anche la crisi del disco ma ogni mese, ma che dico ogni settimana, escono una valanga di titoli nuovi, spesso interessanti. Considerando che cerco di parlare solo di quelli che ritengo, a mio insindacabile giudizio, i più interessanti, non sempre i migliori, la scelta rimane comunque ampia ma trovare gruppi e cantanti validi non è difficile.

I Sadies vengono dal Canada, hanno fatto sette, otto album a nome loro più svariate collaborazioni, Neko Case rimane una loro preferita e spesso l’accompagnano dal vivo, ma hanno fatto dischi anche con Jon Langford, John Doe, Andre Williams, suonato con i connazionali Blue Rodeo e Tragically Hip. Quindi si inseriscono in quel filone che di volta in volta viene etichettato come indie rock, alternative country, roots music, Americana ma che se andiamo a vedere altri non è che il buon vecchio country-rock dei tempi che furono aggiornato ai giorni nostri, ma quello è, diciamocelo! Non è una parolaccia, e negli anni ha avuto fior di rappresentanti che non vi starò a citare o forse sì, poi vediamo. Un nome però voglio farlo anche perché non ne parla quasi mai nessuno, Alpha Band, mitica band anni ’70 formata da alcuni fuoriusciti dalla leggendaria Rolling Thunder Revue di dylaniana memoria, T-Bone Burnett, Steven Soles e David Mansfield autori di tre album nel 1976, 1977 e 1978 e riuniti in uno splendido doppio CD , chiamato con poca fantasia e molto pragmatismo The Arista Albums dall’inglese Acadia/Evangeline. Soprattutto il primo rimane un piccolo capolavoro di equilibri sonori, un country-rock che in difetto di altri termini chiamerò “spaziale”, con la voce sghemba di T-Bone Burnett a cesellare melodie improbabili ma ancora memorabili sentite oggi; visto che trattiamo altro, mi limito a consigliarvelo vivamente e mi riprometto di riparlarne in futuro, catalogate in “tesori nascosti”.

Lo stile dell’Alpha Band, per certi versi e non totalmente mi sembra che si ricolleghi a quello dei Sadies, tra psichedelia morbida, surf music, country-rock classico alla Jayhawks (produce Gary Louris) o alla Blue Rodeo ma anche certo rock’n’roll revivalista ma di qualità anni ’80, tipo Green On Red e altri fautori del cosiddetto Paisley Underground che era a sua volta influenzato da Byrds, Quicksilver e Big Star: alla fine i nomi si sono fatti.

Questo Darker Circles non sarà un capolavoro ma al sottoscritto piace: i fratelli Good, Dallas e Travis, sono i due leader, cantanti e chitarristi e provengono da una famiglia di musicisti, i Good Brothers, gli zii, che facevano (e fanno tuttora, perché ci sono ancora) country-rock sin dagli anni ’70, quindi è un vizio di famiglia. Il brano iniziale Another Year Again parte country-rock, con armonie vocali perfette e chitarre accarezzate e si tramuta in una cavalcata psichedelica degna dei Quicklsilver dei tempi d’oro con chitarre fiammeggianti e ritmica folleggiante. La successiva Cut Corners ancora con un bel sound chitarristico, da western spaziale e desertico alla Calexico o alla Giant Sand è un altro esempio della scrittura mai banale dei Sadies, già sentita sicuramente ma non banale. Another Day Again. da non confondere con il quasi omonimo brano iniziale, mischia armonie vocali alla Moody Blues e chitarre quasi punk, tipo i Blue Rodeo quando ci danno dentro.

Tell Her What I Said tra Pink Floyd e Neil Young è un sontuoso brano molto evocativo, dalle atmosfere spaziose e spaziali, con le belle voci dei fratelli Good a cesellare armonie vocali su una ritmica molto variegata e un inatteso assolo di mandolino che si scioglie su un muro di chitarre acustiche ed elettriche molto discrete. The Quiet One sarà ispirata da John Ford o John Entwistle? In ogni caso mi ha ricordato ancora i Pink Floyd più bucolici, quelli di Atom heart mother o Meddle negli episodi più tranquilli miscelati ad un country & western dark, come da titolo.

Postcards è puro Byrds epoca Sweetheart of rodeo, mentre Whispering Circles con le sue chitarre vagamente jingle-jangle ricorda certe atmosfere di Blue Rodeo o Jayhawks, atmosfere reiterate nel sound eaglesiano e weastcoastiano della bella Idle Tomorrows dove fa capolino  anche la voce di Gary Louris. Choosing To Fly con banjo e violino in evidenza ricorda certe atmosfere del folk-rock britannico dei primi anni ’70 a sua volta influenzato dal country e bluegrass americano. Violet and Jeffrey Lee cantata deliziosamente all’unisono dai fratelli Good ha dalla sua delle belle sonorità elettroacustiche mentre la conclusiva Ten More Songs, come da titolo, è una sorta di enciclopedia sonora in poco più di quattro minuti, echi morriconiani, chitarre distorte, surf music frenetica, atmosfere di pura serenità, una sorta di riassunto del disco prima di concludere e lasciarci su una epica cavalcata chitarristica nella tradizione del miglior rock di frontiera, canadese.

Bruno Conti

“Cerchi Più Scuri” Dal Canada. The Sadies – Darker Circlesultima modifica: 2010-05-06T20:02:00+02:00da bruno_conti
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