A Volte Ritornano. Di Nuovo. Jimmie Vaughan Plays, Blues, Ballads & Favorites

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Terza e ultima anteprima Buscadero. Da domani torniamo ai post normali.

JIMMIE VAUGHAN

Plays Blues, Ballads & Favorites

Proper/Ird

Come molti sanno Jimmie Vaughan è, era, il fratello maggiore di Stevie Ray Vaughan. La loro carriera è corsa parallela per molti anni, raramente incrociandosi, proprio nel 1990 avevano inciso un disco insieme Family Style, che, purtroppo, sarebbe uscito postumo dopo la morte di Stevie Ray in un incidente con l’elicottero il 27 agosto (quindi quest’anno sono già venti anni). Per onestà bisogna dire che quel disco non era un capolavoro, non era la somma della due parti ma un compromesso tra lo stile “unico” di Stevie Ray Vaughan e quello più misurato del fratello Jimmie.

Per trovare il meglio della produzione di Jimmie Vaughan direi che bisogna risalire ai primi quattro album dei Fabulous Thunderbirds, quelli usciti per la mitica Takoma con distribuzione Chrysalis e dove la doppia leadership di Vaughan e Kim Wilson regalava mirabilie di Texas Blues misto allo swamp blues derivato da Slim Harpo e Lazy Lester da cui il gruppo attingeva; il successo non è mai arrivato e dopo altri tre dischi per la Epic nella seconda metà degli anni ’80 Jimmie ha abbandonato il gruppo, che con varie vicissitudini e cambi d’organico sopravvive a tutt’oggi.

La sua carriera solista non è stata molto prolifica, detto del disco con Stevie Ray, nel 1994 è uscito Strange Pleasures che probabilmente rimane il suo disco migliore, quello con i brani più memorabili tra cui l’eccellente Six Strings Down dedicato al fratello scomparso, perché quando vuole anche Jimmie Vaughan è un ottimo solista in grado di cavare dalla sua chitarra assoli pungenti ma raffinati, lontani dallo stile torrenziale di Stevie Ray che rimane l’unico che ha saputo avvicinare l’arte suprema di Jimi Hendrix, ma comunque efficaci. Out There del 1998 e Do You get The Blues del 2001 completano la striminzita discografia, quindi fanno nove anni senza dischi: no, per la verità, dimenticavo, nel 2007 è uscito un CD in collaborazione con Omar Kent Dykes On The Jimmy Reed Highway dedicato al grande Bluesman.

Questo nuovo Plays, Blues, Ballads & Favorites, come da titolo, ci riporta ai generi musicali preferiti dal nostro amico: quello stile ibrido legato alle origini del Rock and Roll, al primo Blues elettrico, alle ballate errebì tipiche di quegli anni, quando la musica da ballo, il pop, ma quello più raffinato erano lontani dagli “eccessi” del rock, quando l’assolo di chitarra si chiamava “break”, pausa, quindi tre o quattro accordi e poi si rientra nei ranghi dell’orchestra. pIl repertorio del disco è quasi tutto costituito da brani di quel periodo con poche eccezioni. C’è uno strumentale scintillante, Comin’ & Goin’ composto da Jimmie Vaughan, un boogie a velocità supersonica con le dita che corrono veloci sul manico della chitarra, una versione deliziosa di Funny How Time Slips Away dove la voce vissuta del veterano Bill Willis, organista e mentore di Vaughan, regala emozioni, una sentita versione di Why, Why, Why di Doug Sahm una delle personalità essenziali della musica texana, il resto viene dall’era pre-Beatles.

Sono con lui, oltre ai fidi pards George Rains e Ronnie James a batteria e basso, nonché il chitarrista ritmico Billy Pittman, una piccola sezione fiati che ricorre in molti brani e soprattutto la sua “vecchia amica” Lou Ann Barton, compagna, con Angela Strehli dei primi anni della carriera dei fratelli Vaughan.

I due cantano in duetto quattro brani, la divertente Come Love di Jimmy Reed, dove Jimmie sfodera anche un’inconsueta performance all’armonica, il blues quasi valzerato di I’m Leaving Up To You, la ritmata e trascinante I Miss You So, musica da ballo per i tempi andati e un’ottima cover del grande successo di Charlie Rich, Lonely Weekends, quasi alla Ray Charles. Lou Ann Barton, che è una delle voci più belle del genere, canta anche altri due brani, il blues lento e tirato Wheel Of Fortune, dove Vaughan strapazza un po’ la sua chitarra e una versione inconsueta di Send Me Some Lovin’ di Richard Pennyman in arte Little Richard.

Il resto è affidato alla voce di Jimmie Vaughan, piacevole ed adeguata alla bisogna anche se non sarà mai un grande cantante, e alla sua chitarra, come già detto misurata e quasi centellinata.

Un piacevole disco di “archeologia e restauro” musicale, soprattutto per amanti del genere ma consigliato per la sua piacevole leggerezza anche ai non iniziati.

Bruno Conti

A Volte Ritornano. Di Nuovo. Jimmie Vaughan Plays, Blues, Ballads & Favoritesultima modifica: 2010-06-14T20:43:41+02:00da bruno_conti
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