Come Due Piselli In Un Baccello. Aynsley Lister – Tower Sessions

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Aynsley Lister – Tower Sessions – Manhaton Records

Niente paura non vi devo parlare per l’ennesima volta dell’ultimo Jonny Lang, semplicemente mi sembrava simpatico rispolverare la vecchiia gag di Stanlio e Olio in quanto i due giovani rampanti bluesmen dalle opposte coste dell’oceano mi sembrano appunto come due piselli in un baccello, ma veniamo a Aynsley Lister.

Questo Tower Sessions è il classico “finto” disco dal vivo, una categoria (sia pure esigua) che non finisce mai di stupirmi: in pratica si tratta di cun album Live ma senza il pubblico.
Naturalmente la giustificazione data da parte di Aynsley Lister sul suo sito non è che convinca molto: in pratica il concerto dal vivo, quello classico, con il suo bel pubblico, era stato registrato, proprio lì al Tower di Winchester, Regno Unito ma lo “spirito” non era quello giusto, la formazione allargata a quattro che ha registrato questi concerti era da poco insieme e non rodata, quindi il risultato finale e il suono non era quello che si aspettavano. E allora di nuovo tutti insieme appassionatamente al Tower per registrare questo CD e, miracolo, tutto funziona alla perfezione, devo dire anche per chi ascolta il risultato finale.

Aynsley Lister è un giovane (ma non più giovane) di 33 anni che approda con questo al suo undicesimo disco ( il Live Pilgrimage in collaborazione con Ian Parker e Erja Lyytinen come Blues Caravan compreso): una carriera discografica con i suoi alti e bassi iniziata nel lontano 1996 e che ha molte similitudini con il suo omologo americano Johnny Lang. Entrambi iniziano come giovani prodigi del Blues e poi, un poco alla volta spostano il proprio raggio d’azione verso una musica più vicina al rock mainstream senza mai dimenticare il primo amore.

A differenza di Lang, Lister non ha una voce eccezionale (almeno per il gusto del sottoscritto)  ma più che adeguata alla bisogna e adattabile alla svolta più rock intrapresa con l’album Equilibrium dello scorso anno. Questo Tower Sessions, scherzi a parte, non avrà il pubblico presente ma documenta un signor concertp, vivo e pimpante con la nuova formazione allargata a quattro elementi il suono è più brillante e vario che nei dischi precedenti e Lister rimane un chitarrista dalla tecnica formidabile in grado di sciorinare una serie di assoli fantastici e molto diversificati tra loro come i brani che li ospitano.

Si parte dal classico rock-blues tiratissimo dell’iniziale Soundman con il suono dell’organo che fa da collante alla furia chitarristica di Lister che sfocia in un gagliardo assolo con wah-wah da antologia del rock, si passa al boogie blues con slide d’ordinanza (evidentemente la frequentazione concertistica sudista con ZZTop e Lynyrd Skynyrd ha dato i suoi frutti) dell’ottima Sugar Low.

Poi, subito, in apertura di concerto, arriva una delle due cover previste dal programma: si tratta di Purple Rain, uno dei cavalli di battaglia del repertorio di Lister ma che, per vari motivi non aveva mai trovato posto nei dischi in studio e dal vivo della sua discografia, questa è la volta buona per ascoltare la sua versione, molto richiesta dai suoi fans. Il brano ormai è diventato una sorta di standard del rock degli ultimi anni ed è anche uno dei pochi brani di Prince che mi piace e parecchio, sarà pure un brano “ruffiano” con i suoi stop and go che portano al crescendo finale ma ha un suo perché e questa versione, molto fedele all’originale, differisce proprio nell’assolo finale meno catartico che nella versione di Prince, ma molto misurato e tecnicamente ineccepibile oltre che godurioso come si conviene a questo tipo di assoli.

Il blues viene celebrato ancora nell’ottimo strumentale Quiet Boy! che evidenzia la grande fluidità della chitarra di Lister, mentre Early Morning era la classica rock ballad che faceva la sua bella presenza nell’ultimo disco di studio, nella versione dal vivo acquista ulteriore vivacità. What’s it all about è un altro bel midtempo rock che illustra di nuovo la varietà di stili del “ragazzo” che si consolida nell’ottima Hurricane, sempre su questi lidi rock più mainstream ma di spessore e la chitarra scivola sicura sulla base creata dall’organo hammond dell’ottimo Dan Healey.

Hero segue le piste dei grandi gruppi blues-rock britannici dei primi anni ’70 con i suoi riff ficcanti e precede il classico blues d’atmosfera, With Me Tonight, con i suoi cambi di tempo e assolo liberatorio. Rimane la cover immancabile,  che rivela gli amori giovanili e le influenze dell’età adulta, la classica Crosstown Traffic del sempre più inarrivabile Jimi Hendrix a quarant’anni dalla sua scomparsa. Conclude una piacevole In The Morning ancora con la slide in evidenza.

Bruno Conti

Come Due Piselli In Un Baccello. Aynsley Lister – Tower Sessionsultima modifica: 2010-07-19T19:11:38+02:00da bruno_conti
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