Giovani Talenti Crescono 2. Caitlin Rose – Own Side Now

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Caitlin Rose – Own Side Now – Names records

Come promesso eccoci qua a parlare di un altro debutto assai sfizioso. Come nel caso di Dylan LeBlanc siamo nel settore country e dintorni ma anche se il disco di Caitlin Rose è stato registrato in quel di Nashville siamo fortunamente ben lontani sia dal country più bieco che dal “pop country” adolescenziale di Taylor Swift, forse a causa della produzione a cura dell’ottimo Mark Nevers dei Lambchop.

L’età resta un mistero, varia dai 21 ai 23 anni (a giudicare dalle foto anche meno) a seconda delle fonti ma la voce è già “adulta”, cristallina e squillante, piena di coloriture che si erano già potute apprezzare nel primo EP Dead Flowers pubblicato all’inizio dell’anno. I primi paragoni, addirittura con Patsy Cline e una Stevie Nicks più country si sono sprecati, io aggiungerei la Linda Ronstadt dei dorati anni ’70 e tra i contemporanei la deliziosa Jenny Lewis da sola o con i Rilo Kiley (a proposito sta per uscire un disco nuovo come Jenny and Johnny).

Tornando a questo Own Side Now devo dire che i giudizi sono stati quasi unanimente positivi o molto positivi salvo che per il mio amato Mojo (che ultimamente comincia a perdere i colpi) che ha parlato di “opportunità sprecata”, ma mi sa che l’hanno sprecata loro. Gli altri in breve hanno così votato (poi dico il mio parere e i brani più interessanti): “La 21enne con la voce cristallina come una campana difficilmente sbaglia un passo” Uncut, 4 stellette, ” Il suo debutto supera abbondantemente le aspettative. Materiale affascinante” Q, 4 stellette, “La vulnerabilità nella voce di Caitlin suona vera come il rumore di una monetina inserita in un vecchio jukebox”, NME, 8/10. Disco della settimana per Sunday Times, Evening Standard, Independent, disco del giorno per la BBC e quattro stellette come piovesse per quasi tutti i giornali inglesi. In America non è ancora uscito.

Io non posso che accodarmi. Il disco è delizioso, le pedal steel ci sono e si sentono, come nell’iniziale Learnin’ to ride, unita a mandolini, chitarre acustiche a go-go, belle armonie vocali e quell’aria country indolente che solo chi ha classe sa instillare in un brano.

La voce è effettivamente molto matura per i suoi anni e mette il suo stampo su tutti i brani, come nella dolce Own Side dove il suono ricorda appunto quello della citata Patsy Cline, ma anche Linda Ronstadt, Maria Muldaur e Karla Bonoff che ad inizio anni ’70 proponevano questo stile che pescava dalla canzone d’auore, dal rock e dal country classico, ma anche dal suono weastcoastiano e californiano.

Un’altra che fa questo stile ai giorni nostri è la sopraffina Shelby Lynne, For The Rabbits avrebbe fatto il suo figurone in un disco dedicato a Dusty Springfield con il suo stacco di chitarra molto anni ’70, quell’organo vintage, gli archi e la voce disincantata e potente di Caitlin Rose che porge ogni nota con classe innata. watch?v=FeDcB5Q_Auk

Shangai Cigarettes ha un piglio country-rock quasi aggressivo e rocca e rolla con gusto con una seconda voce maschile di supporto che aggiunge vigore al sound e con una sequenza di brevi assoli di chitarra da parte dell’ottimo gruppo di musicisti che la accompagna.

New York City ha quel sapore classico anni ’40 – ’50 che trasudava anche da canzoni senza tempo come Midnight at the Oasis di Maria Muldaur mentre Spare me con pedal steel, armonica e chitarre twangy ha quell’atmosfera molto alla Nitty Gritty, quel country-rock senza tempo e un pizzico di swing alla Dire Straits, in ogni caso una piccola perla di equilibri sonori sempre cantata con quella voce superbamente naturale, non costruita.

Things change è un altro esempio di questo fare musica adulta che può piacere anche alle nuove generazioni riproponendo brani dove la qualità delle composizione va a braccetto con l’esecuzione vocale, precisa e perfetta e con arrangiamenti sempre diversi e complessi pur in una “falsa” semplicità di fondo, questa è pop music ma nel senso più nobile di “popolare”.

Il reparto cover è affidato ad una ripresa del brano That’s Alright dei Fleetwood Mac di Stevie Nicks che diventa un pezzo country-rock nello stile degli Eagles dei primi tempi mentre Sinful Wishing Well sembra addirittura quasi una di quelle ballate malinconiche dal repertorio di Lucinda Williams o Mary Chapin Carpenter.

La conclusione è affidata a Coming Up che dopo un inizio acustico e tranquillo con la classica pedal steel “piangente” improvvisamente si anima e si trasforma in una sorta di rvisitazione della vecchia Revolution dei Beatles, ma la #4 quella country dell’album Bianco, con tanto di chitarra elettrica con distorsore che non sentivo da quei tempi e la stessa atmosfera sonora.

Lo so è bieco, ma l’hanno detto in tanti fatelo dire anche a me, “Una nuova Rosa è sbocciata!”

Bruno Conti

Giovani Talenti Crescono 2. Caitlin Rose – Own Side Nowultima modifica: 2010-08-27T12:49:00+02:00da bruno_conti
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