La Montagna Ha Partorito Un Topolino? Brian Wilson Reimagines Gershwin

brian wilson reimagines gerhwin.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Brian Wilson – Reimagines Gershwin – Disney Records/EMI

Sulla carta, per molti se non per tutti, questo disco poteva essere un Trionfo oppure un Disastro e invece non è nessuno dei due. Brian Wilson si è limitato a fare quello che dice il titolo dell’abum “Brian Wilson Reimmagina Gershwin” ed essendo quel grande musicista che è l’immaginazione certo non gli manca.

Naturalmente il risultato finale è un disco di Brian Wilson: il contemporaneo e l’autore di questa operazione è lui quindi mi sembra piuttosto logico che l’album sembri, sia un disco di Wilson. Le melodie originali sono di George Gershwin (con l’aiuto del fratello Ira per i testi, e qui i “fratelli” sono importanti) ma gli arrangiamenti e l’intrepretazione sono totalmente del nostro amico. D’altronde nei Beach Boys lui era il Genio, l’autore dei brani, l’Immaginatore ma non era certo la voce solista, a questo pensavano soprattutto Mike Love e il fratello Carl Wilson, con le dovute eccezioni come la stupenda Caroline No oppure parte di Good Vibrations oltre alle famose ed inimitabili armonie vocali corali.

Quindi chi si aspettava ( e c’è gente che si lamenta) un disco di “standard” cantato alla Frank Sinatra o alla Fitzgerald/Armstrong ha sbagliato obiettivo, ma, sorpresa, almeno per il sottoscritto, il risultato finale è sorprendentemente piacevole.

Non è un capolavoro, alcuni brani non sono fantastici, altri non sono totalmente nelle sue corde ma Wilson fa un lavoro globalmente più che positivo. Anche la tanta strombazzata collaborazione postuma tra Gershwin e Wilson in effetti vede la firma anche di Scott Bennett, uno dei membri più importanti dell’ultimo gruppo di Brian, quello che ha rivisto e completato Smile e che lo accompagna nei concerti dal vivo.

Partiamo proprio da uno di questi due brani nuovi, The Like In I Love You: la canzone è un prodotto tipico di Wilson, solare ed orecchiabile (fin troppo) con un sound che richiama in certi momenti quello del suo dirimpettaio di oltreoceano e coetaneo Paul MCCartney, ricorda vagamente Ebony and Ivory (d’altronde son bassisti entrambi, e il basso è molto marcato nel brano e Brian Wilson non molto tempo fa è entrato anche nella “tana del nemico” registrando una puntata della trasmissione della BBC Live At Abbey Road, qualcosa magari gli sarà rimasto attaccato). Per onestà, gli arrangiamenti vocali e il feel globale del brano sono inequivocabilmente di Wilson.

Summertime è un dei brani che non decollano: Wilson non ha una voce memorabile e quindi non può vincere sul piano dell’interpretazione, ma in questo caso non lo rivisita alla Janis Joplin o alla Eva Cassidy, per non scomodare i grandi del jazz, ma si limita a fare il suo compitino che nella reinterpretazione di Gershwin è sempre meglio che so di Madonna, Sting o Michael Bublé. E’ quell’uso particolare delle voci, marchio di fabbrica della famiglia Wilson, cugini compresi.

In I Loves You Porgy, la sua voce di eterno ragazzino (anche se gli anni sono quasi 70) dona un’aria sbarazzina e senza tempo a questo brano che già ce l’ha di suo e piace di più.

Una cosa che non tutti hanno notato è che il disco esce su etichetta Walt Disney Records: Brian Wilson regala un sottile omaggio a Topolino e soci nella versione strumentale di I Got Plenty O’ Nuttin’ che unisce un cincinino della marcetta di Topolino con le atmosfere dei Beach Boys e una simpatica armonica che guida le operazioni.

It Ain’t Necessarily So, bluesata ed intensa, meglio della versione disco dei Bronski Beat, ma non è nelle sue corde (vocali) mentre ‘S Wonderful in versione samba è leggera e piacevole come una giornata di sole su una spiaggia della California o di Ipanema, deliziosamente inconsistente.

They Can’t Take That Away From Me è puro suono Beach Boys, con quei coretti irresistibili e una spuzzatina di classici Disney. Love Is Here To Stay è una ballata senza tempo, potrebbe essere stata scritta anche negli anni ’50 o ’60 quando Gershwin non c’era più da una vita (è morto nel 1939), ma non risente della patina del tempo, romantica e da sala da ballo, è forse quella dove la mano di Wilson si nota meno.

I’ve Got A Crush On You in chiave doo-wop è una trovata geniale dalla mente inesauribile del vecchio “Ragazzo” mentre dopo l’intro inconfondibile I Got Rhythm si trasferisce sulle spiagge della California per un trattamento Surf ringiovanente (o invecchiante, a seconda dei punti di vista). In questi due brani ed in generale in tutto l’album la voce di Brian Wilson ha ritrovato una sorprendente sicurezza e freschezza, canta meglio che ai tempi d’oro.

Anche Someone To Watch Over Me riceve questo trattamento “leggero” che si inserisce nel progetto globale del disco. Nothing But Love è l’altro inedito dell’album, un altro brano tipico della penna di Wilson avrebbe trovato spazio, come brano minore ma non troppo, in qualsiasi disco della discografia dei Beach Boys.

Rimane Rhapsody in Blue, posta in apertura e chiusura del disco: si narrava di una versione accapella di questa composizione e l’idea aveva fatto aumentare la salivazione a molti, in effetti si tratta di due brevi frammenti intorno al minuto ciascuno dove la voce di tanti Brian Wilson intona il famoso tema ma purtroppo finisce subito,

In conclusione, giudizio critico: voto 7 (e non di stima), il Ragazzo (di spiaggia) ha studiato e si è applicato, potrebbe fare meglio ma ha counuque reso la stagione estiva più piacevole per quella quarantina di minuti. Il disco sarà nei negozi italiani il 7 settembre (in America è uscito il 17 agosto), quindi affrettatevi se volete godere degli ultimi raggi di piacere. Della serie Geni A Confronto, match pari.

Bruno Conti

La Montagna Ha Partorito Un Topolino? Brian Wilson Reimagines Gershwinultima modifica: 2010-08-29T13:46:00+02:00da bruno_conti
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *