Una “Voce” Straordinaria! Il Disco Un Po’ Meno. Dana Fuchs – Love To beg

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Dana Fuchs – Love To Beg – Ruf Records

Ma è comunque un ottimo album, il Love To beg di cui andiamo a parlare. Certo, con quella voce, uno si aspetta sfracelli incredibili e quindi il disco in studio è uno strumento meno efficace dell’album dal vivo. Ma da quel lato Dana Fuchs ha già dato e il CD (o meglio ancora) il DVD di Live In New York City sono documentazioni, quelle sì straordinarie delle sue capacità di stare un palco, e della sua voce. E che voce!

Se riuscite a trovarli, perchè la distribuzione solo a livello autogestito (o via concerti) sicuramente non giova alla diffusione del Verbo. Il primo album, Lonely For A Lifetime, addirittura è una sorta di chimera, uscito nel lontano 2003 e, credo, non più disponibile neppure nel suo sito, ma vale assolutamente la pena di effettuare una ricerca, anche se è il Live quello da avere assolutamente. Meglio sarebbe tutti e tre, e anche la colonna sonora del film Across The Universe dove Dana Fuchs interpretava (Sexy) Sadie e la sua voce, e anche il resto, non saranno passati inosservati ai più.

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Dal vivo è una vera forza della natura, una macchina da guerra per fare rock, oliata da centinaia di esibizioni, prima nei locali di New York, dove con il suo fedele accompagnatore, amico, chitarrista, produttore e co-autore Jon Diamond, si è fatta un nome come una delle più incredibili performer in circolazione tanto da attirare l’attenzione dei responsabili del musical Love, Janis, che seduta stante l’hanno voluta nella parte della leggendaria cantante texana e come conseguenza anche nella pellicola della Taymor.

Il punto dolente è sempre rimasto quello della distribuzione dei suoi dischi e anche se il recente contratto europeo con la Ruf Records farebbe presupporre una maggiore reperibiltà vi assicuro che per trovare il disco che è già uscito da un mesetto ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie (per non parlare degli States dove uscirà solo ad aprile).

Comunque bando alle ciance e parliamo del disco. Assodato che dal vivo è meglio, anche questo Love To Beg non è niente male. In fondo deve ampliare il suo repertorio anche per i concerti dal vivo, non dimenticando che molti dei brani del nuovo disco venivano già eseguiti Live.

La voce e le movenze sono una via di mezzo tra Janis Joplin e Robert Plant (come la collega Beth Hart che le è comunque inferiore) con tocchi di R&B, una spruzzata della Lucinda Williams più rock, un amore sconfinato per Bob Dylan e il soul della Stax, per Ray Charles e il rock dei Led Zeppelin, per il country e il blues più veemente. Quello che si ottiene shakerando il tutto è una cantante che si inserisce nella grande tradizione delle rockers in gonnella (poche per la verità) aiutata anche da una forza di volontà indomita: l’ultima di sei fratelli che l’hanno sempre spronata a perseguire il suo talento, ha subito la perdita della sorella Donna, una delle sue fans più sfegatate, morta suicida e, recentemente ha saputo che il fratello Don è affetto da un tumore al cervello, terminale. Quindi gioie (il disco) e dolori nel passato recente. Se volete approndire la sua conoscenza il suo sito è molto ben tenuto e ricco di contenuti http://danafuchs.com/

Il disco nuovo comprende dodici brani nuovi firmati con Jon Diamond e una super cover di I’ve Been Loving You Too Long di mastro Otis Redding che già da sola vale il prezzo di ammissione. Partiamo propria da questa: chiudete gli occhi e pensate che una macchina del tempo vi ha depositato negli studi dove Janis Joplin sta registrando una versione di questo brano, stessa grinta, stessa voce potente e rauca (forse un po’ meno vissuta), ma una grande capacità interpretativa, calore che sprizza da tutti i pori e un trattamento del brano che dal sound della Stax eredita la sezione di fiati e un organo avvolgente, dal suono della Joplin il vigore del rock e le chitarre spiegate di Diamond, e qui direi che ci siamo.

Fast forward all’inizio: una chitarra slide insinuante, una ritmica soul-rock e la voce stupenda della Fuchs ci introducono alla title-track Love To beg. L’attacco è misurato ma già caldo dall’inizio, si percepisce subito il talento interpretativo e, se mi posso permettere un consiglio, Play Loud, lasciate perdere i vicini. Una armonica aggiunge pepe all’arrangiamento e anche le voci femminili di supporto sono calde e avvolgenti. Il Boogie Blues travolgente di Nothing’s What I Cry For con le chitarre di Jon Diamond e la voce urgente della Fuchs a incanalare il meglio del rock-blues vigoroso e raffinato al tempo stesso. Lo stesso Diamond ha un timbro e delle sonorità delle sue chitarre sempre diverse in ogni brano, per Golden Eyes, tirata e coinvolgente, estrae dal manico un effetto molto zeppeliniano con strati di chitarre ad attizzare il ruggito della brava Dana. Keepsake è la prima oasi di quiete; chitarre acustiche e una doppietta piano-organo per una ballata classica che ancora mette in risalto la bellissima voce della Fuchs. Set It On Fire è un brano rock classico, alla Stones se volete, molto anni ’70 ma non per questo derivativo, solo del sano rock and roll che è la ricetta con cui è stato costruito questo CD, ricetta semplice se disponete di una delle migliori voci in circolazione e di un chitarrista con le palle ( a differenza della bella Dana non ha il Physique du Role ma compensa con il talento), è un vero piacere sentire una cantante a voce spiegata e senza bisogno di trucchi di registrazione, tutta roba naturale.

Faster Than Than We Can accelera i tempi e aggiunge un pizzico di country ma molto energico mentre Keep On Rollin’ è un’altra bella ballata questa volta di chiara derivazione soul con le solite voci femminili di supporto (tra cui la stessa Dana che spesso si raddoppia anche alle armonie). Vai col funky-rock assai mosso della ritmatissima Drive già nel suo repertorio live da tempo e qui potete apprezzare appunto l’ottimo “drive” della band.

Summersong è ancora una ballata, ma questa volta siamo nel “deep soul” con fiati e voci in libertà che spalleggiano il cantato sensuale di Dana Fuchs, proprio bella musica che scalda il cuore e le gambe. Pretty Girl è un altro pezzo rock di quelli con chitarre fiammeggianti e voci senza timore che vengono dal profondo. Della cover di Redding abbiamo detto, rimane il delirio rock, tra Zeppelin e Black Sabbath, della tiratissima What You See che sicuramente consentirà a Dana incursioni in territori vocali alla Robert Plant: la Dana Fuchs band mette in piedi una versione da concerto di Whole Lotta Love in medley con Helter Skelter e Goin’ Down che è da sentire per credere, devastante e di una potenza incredibile e che voce!

Superman è un blues con uso di armonica, classico che di più non si potrebbe e permette di apprezzare anche le affinità con le classiche dodici battute di questa cantante tra le più complete ed eclettiche in circolazione.Se ce ne fosse stato bisogno, mi sono convinto da solo intanto che scrivevo questo Post, sentire per credere, adesso è in tour nel Nord Europa ma ogni tanto capita anche sui nostri palcoscenici, da non mancare.

Bruno Conti

Una “Voce” Straordinaria! Il Disco Un Po’ Meno. Dana Fuchs – Love To begultima modifica: 2011-03-09T19:27:00+01:00da bruno_conti
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