Non Solo Jazz! Un Disco Country Per Diane Schuur – The Gathering

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Diane Schuur – The Gathering – Vanguard

A proposito di belle voci, non tutti sanno che Diane Schuur, quando era ancora una teenager, ha iniziato la sua carriera come cantante country con un singolo Dear Mommy and Daddy” che dal titolo non promette grandi emozioni ma pare raggiunse il terzo posto delle classifiche country. Poi la Schuur ha iniziato una carriera che l’ha portata ad essere una delle migliori cantanti jazz dei nostri tempi e a collaborazioni con le orchestre di Count Basie e Duke Ellington, dischi con BB King, due Grammy vinti e molte nominations ma la passione per il country è rimasta.

D’altronde “se Ray Charles ha fatto un disco country perché non posso farlo io?” si chiede la nostra amica e io che sono educato non le rispondo per non essere irriverente (anche se hanno lo stesso problema e gli stessi occhiali scuri).

Comunque l’idea è buona, le condizioni si sono create con un nuovo contratto con la Vanguard e la possibilità di recarsi a Nashville per registrare questo The Gathering. Detto fatto, la brava Diane (che, scherzi a parte, ha una delle più belle voci in circolazione, in qualsiasi genere la vogliate inserire) il 6 dicembre del 2010 si è chiusa in uno studio di registrazione in compagnia di un manipolo di artisti fantastici e la sera il disco era pronto. Certo se i musicisti si chiamano Steve Gibson alla chitarra, Mike Rojas al piano elettrico Wurlitzer, Michael Rhodes al basso ed Eddie Bayers alla batteria. Steve Buckingham è l’altro chitarrista e cura la produzione, la Schuur si occupa del piano acustico. Qualche ospite nobilita ulteriormente il lavoro: Alison Krauss e Vince Gill alle armonie vocali, Mark Knopfler e Larry Carlton aggiungono le loro chitarre, Kirk Whalum si occupa del sax. Lei canta divinamente questi dieci brani scelti tra alcuni grandi della storia della musica country et voilà “i giochi sono fatti”.

Dalla struggente ballata iniziale di Hank Cochran Why Can’t Be You la Schuur dimostra a Norah Jones (e a tantissime altre, perché la Jones mi piace moltissimo) come si fa un disco di country con classe, passione e una voce da brividi. Healing Hands Of Time è un brano di Willie Nelson e lo capisci subito perché è inconfondibile, ma la versione è fantastica, scivola che è un piacere con le armonie vocali di Carmella Ramsey e le chitarre di Gibson e Buckingham a cesellare note con l’aiuto di Mark Knopfler alla terza solista e il sax di Whalum e il piano di Rojas che gli danno quel flavor anni ’70 alla Muscle Shoals Studios e lei che si diverte un mondo a raggiungere note impossibili. Beneath Still Waters è un’altra ballatona strappalacrime con Diane Schuur che si ispira per il suo stile pianistico a Floyd Cramer uno dei grandi del country di Nashville che ha suonato con tutti da Elvis a Roy Orbison a Patsy Cline e anche a livello vocale non ha nulla da invidiare ai nomi citati.

Til I Can make It on my own è uno dei due brani dal repertorio di Tammy Wynette mentre Don’t Touch Me è l’altro brano scritto da Hank Cochran e la seconda voce è quella di Alison Krauss e sinceramente non saprei dirvi chi canta meglio ma sicuramente l’ascoltatore gode. Today I Started Loving You Again è un altro brano delizioso scritto da Merle Haggard e dalla moglie Bonnie Owens con le armonie vocali curate da Vince Gill e con la chitarra di Larry Carlton che si ispira al George Benson di On Broadway fino a stimolare la Schuur che improvvisa all’impronta uno scat vocale e poi si lascia andare vocalmente alla grande con la chitarra che la spinge verso vette notevoli. Till I get it right è l’altro brano di Tammy Wynette sempre raffinato e di gran classe, un poco old school e demodè come certe cose dell’ultimo Willie Nelson, ma signori miei è veramente brava. Am I That Easy to Forget è uno standard fine anni ’50 ma non me la ricordo particolarmente, non memorabile. When Two Worlds Collide scritta da Roger Miller è un altro di quegli standard country malinconici forse un po’ troppo di maniera. Nobody Wins è un brano di Kris Kristofferson, un altro lentone da pista da ballo con la solita dicotomia piano elettrico-chitarra elettrica, sempre cantato con grande maestria da Diane Schuur ma gli manca quel guizzo di classe.

Un bel disco per gli amanti del genere e delle belle voci.

Bruno Conti

Non Solo Jazz! Un Disco Country Per Diane Schuur – The Gatheringultima modifica: 2011-06-11T19:26:57+02:00da bruno_conti
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