Andrew Gold 02/08/1951-03/06/2011

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Sono stato rimproverato perché non ho dedicato un Post a Andrew Gold (ma come Jim Morrison sì e Andrew Gold no? Anche tu solo quelli famosi!). E quindi mi affretto a rimediare, anche se non mi sembra siano stati molti i Blog a parlare ampiamente (con il giusto risalto loro dovuto) delle scomparse di Phoebe Snow e Calvin Russell. Dovrei tenere dei necrologi o “coccodrilli” (come si chiamano in gergo) pronti alla bisogna per un certo numero di artisti di culto. Ma poi l’imponderabile è sempre dietro l’angolo.

Per esempio, Andrew Gold (vedo già i “chi era costui?” che fioccano) è morto improvvisamente il 3 giugno scorso per un infarto, forse causato dalle cure a cui si era sottoposto per un cancro ai reni. Non aveva ancora compiuto 60 anni.

Californiano, nato a Burbank, potrebbe essere definito proprio il prototipo perfetto del musicista westcoastiano. E’ stato una sorta di musicista a tutto tondo, un Buddy Miller o Joe Henry ante litteram, cantante e produttore contemporaneamente, autore di brani di successo ma, soprattutto, cult musician.

La sua carriera prende il via all’inizio degli anni ’70, anzi proprio nel 1970, con il suo primo gruppo, i Bryndle, che registrano il loro album di debutto per la A&M, con la produzione di un allora sconosciuto Chuck Plotkin (Springsteen era ancora di là da venire). Ma i talenti nel gruppo erano formidabili: oltre a Gold nel gruppo c’erano Karla Bonoff, Wendy Waldman e Kenny Edwards e due nomi meno conosciuti Peter Bernstein e Dennis Wood (per citarli tutti). Una sorta di supergruppo al contrario, perchè allora emeriti sconosciuti sarebbero divenuti celebri in seguito e il primo album come Bryndle uscirà solo nel 1995. Come nelle storie discografiche che si rispettano il disco non vede la luce e ognuno prende la sua strada. Ma concentriamoci su Gold che entra a far parte del gruppo di Linda Ronstadt (insieme a Kenny Edwards, e la Bonoff e la Waldman scriveranno parecchi brani per lei). Il disco è Heart Like A Wheel e Gold suona nel disco una valanga di strumenti (come sarà nella sua carriera, polistrumentista di grande valore in grado di suonare qualsiasi strumento respiri nelle vicinanze) ma principalmente la chitarra solista e secondo molti è proprio il suo assolo a rendere speciale You’re No Good, il primo n°1 della carriera della Ronstadt che evidentemente qualche merito lo avrà avuto anche lei. Comunque i due rimarranno insieme fino al 1977 e poi, sporadicamente, anche negli anni ’80 e ’90. 

In contemporanea parte anche la sua carriera solista con 4 dischi pubblicati negli anni ’70 dalla Elektra e che la Collectors’ Choice aveva provveduto a ristampare qualche anno fa in CD (e il sottoscritto ad acquistare in sostituzione degli antichi vinili, e se volete sapere, no non conservo i vecchi vinili). Temo che siano già andati fuori catalogo, speriamo in una ulteriore ristampa o nel Best pubblicato dalla Warner. Sono tutti e quattro molto belli, la quintessenza della musica californiana, con un sound classico di quegli anni ma che hanno superato bene il test del tempo. Sarà forse perché contengono delle belle canzoni? Potrebbe essere: una preferenza per il primo, l’omonimo Andrew Gold(del 1975) e What’s Wrong With This Picture. Sempre nel 1975 produce e suona tutti gli strumenti (ma è un vizio) in I Only Have Eyes For You il brano presente in Breakaway di Art Garfunkel, forse il suo miglior disco da solo.

Quello che non abbiamo detto è che Andrew Gold proveniva da una famiglia di talento, una sorta di predestinato: suo padre era Ernest Gold il famoso compositore di colonne sonore per Hollywood, tra cui Exodus vincitrice del premio Oscar. E anche la mamma, Marni Nixon, non scherzava per niente: era sua la voce che si sentiva in film come West Side Story (al posto di Natalie Wood), The King And I (al posto di Deborah Kerr) e My Fair Lady (al posto di Audrey Hepburn). Questo per sfatare la leggenda della “completezza” delle attrici americane rispetto alle nostre, ballano, cantano e san far di conto, un par di balle, usavano delle controfigure “vocali” alla faccia della autenticità e dei metodi Strasberg e sistemi Stanislasvkji. Comunque una bella famiglia.

Il nostro amico nella sua carriera ha suonato un po’ con tutti: Paul McCartney, Ringo Starr e John Lennon (Harrison l’ha mancato), gli Eagles e Jackson Browne, coi quali ha diviso i palchi di mezzo mondo, la Nitty Gritty Dirt Band, Leo Sayer (per cui ha scritto Endless Flight sull’album omonimo.

Ma anche Freddie Mercury, che era suo amico e canta le armonie vocali in Never Let Her Slip Away uno dei maggiori successi di Gold. A inizio carriera è stato anche ingegnere del suono in Blue di Joni Mitchell. E’ stato collaboratore di James Taylor e produttore per Vince Gill e Celine Dion (nessuno è perfetto). Carly Simon, Jennifer Warnes, Cher, Nicolette Larson, Maria Muldaur, Neil Diamond, Stephen Bishop e mille altri, se scorrete le note di una infinità di album troverete il suo nome come musicista, autore e produttore. Una sorta di “musicista per musicisti”: ha trovato anche il tempo di incidere tre brani con i 10CC che gli avevano proposto di entrare nel gruppo. Ma nel 1983 il gruppo si è sciolto e Andrew Gold ha formato un gruppo con Graham Gouldman, i Wax, autori di quattro album negli anni ’80, pop molto piacevole e composito figlio di quegli anni.

Nel 1995 la reunion già citata con i Bryndle e una serie di album di difficile reperibilità ma sempre molto apprezzati dai fans per la leggiadria pop anche se non sempre per la consitenza dei risultati. Gold ha registrato anche molto materiale per colonne sonore di film, telefilm e serie televisive ma anche musiche per le pubblicità che poi raccoglieva in CD fatti su misura e sempre tenendo presente il suo amore per le tre B, Beatles, Byrds e Beach Boys (se volete saperlo, sì ha collaborato anche con Brian Wilson). Ma ha fatto anche sette album con Yazawa un notevole musicista giapponese che ha fatto dischi con Little Feat e Doobie Brothers (quello coi Little Feat ce l’avevo in vinile, Nda).

L’ultimo disco pubblicato da Andrew Gold è stato Copy Cat, un CD del 2008 dove rifaceva pezzi suoi, dei Beach Boys, dei Beatles (10 brani) e di altri artisti tra cui Your Song di Elton John. Nel 2010 sono usciti anche Intermission e Letfovers due CD masterizzati dove a fianco di materiale inedito apparivano anche brani presi dalla sua segreteria telefonica.

Uno “strano”, grande musicista e un ulteriore Beautiful Loser che non c’è più. R.I.P. Andrew!

Bruno Conti

Andrew Gold 02/08/1951-03/06/2011ultima modifica: 2011-07-09T18:40:00+02:00da bruno_conti
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