Il Manuale Del Perfetto “Beatiful Loser”! Michael McDermott Tour Italiano

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Non deve promuovere nessun nuovo album, Michael McDermott gira per percorsi alternativi ma è sicuramente uno dei musicisti da “non perdere” in questa estate del 2011 e un po’ di promozione non guasta mai.

Io penso di andarlo a vedere giovedì 28 luglio in Piazza della Vittoria a Pavia, con band al seguito e concerto gratuito. Ma lo trovate anche stasera 26-07 alla Birroteca Doppiomalto di Cecina (Livorno) e domani 27-07 Gattarossa di Piombino, in versione duo con la moglie, l’ottima cantante e violinista Heather Horton. Località ruspanti ma vicine alla sua nuova dimensione di ex Rockstar (ma non lo è mai stato se non nelle intenzioni, ci torniamo fra poco) molto popolare (a livello di culto) in Italia. Il 29 luglio sarà al Banco di Zoagli, in provincia di Genova, il 30 in Piazza Trieste a Pontedera (Pi), martedì 2 agosto Rocca San Casciano (FC), il 3 agosto Dalla Cira Pesaro, il giorno 5 agosto Roccascalegna provincia di Chieti e il 6 a Vasto, per concludere il tour il giorno 7 agosto in quel di Spinone Al Lago provincia di Bergamo, Notte delle Stelle. Il Tour era iniziato domenica 24 luglio con il Buscadero Day a Pusiano.

Come dice lui stesso l’Italia è diventata la sua nuova patria, da qui è iniziata la sua rinascita artistica e umana, circa 4 anni fa in quel di Bergamo, quando una sera in cui doveva aprire per un altro cantante (non è dato sapere chi) avvista un uomo davanti al teatro che sta scrivendo su un poster del concerto “Your Silence I Will Always Admire For Its Being” che è il titolo di uno dei suoi brani più belli contenuti in 620 W.Surf il primo album. Quando McDermott si avvicina, gli chiede, “perché ci hai messo così tanto?” e Michael, all’improvviso, scopre di essere popolare in Italia, i promoter gli organizzano date in giro per la penisola, da solo e con la band, torna nel 2009 ed è di nuovo qui nel 2011. Non so se la storia è vera o fa parte dei Vangeli Apocrifi, ma nel 2009 in maggio si sposa con Heather Horton a Ferrara e lo scorso anno è nata una bimba che è stata chiamata Rain, in ricordo di un brano The Idler, The Prophet And A Girl Called Rain, presente nel secondo album. La scelta, precisa la mamma, è stata sua e non di Michael. Comunque, per fortuna,  tra loro, la chiamano “Willie”!

 

Ma per arrivare a questo punto è dovuto scendere fino in fondo e poi ancora più giù. La storia inizia verso la fine degli anni ’80 a Chicago, Michael Murphy (è il suo vero nome) viene scoperto da Jim Tullio (è proprio lo stesso che sta curando l’eredità musicale di John Martyn) e incide una serie di demos che vengono proposti a vari personaggi dell’industria discografica tra cui Brian Koppelman il talent scout che aveva messo sotto contratto con la Warner Tracy Chapman.

Per sommi capi, la storia procede e McDermott (dopo un “tradimento” con Tullio) firma con la Giant di Irving Azoff e nel 1991 esce 620 W. Surf, co-prodotto da Don Gehman (quello di Mellencamp), sommerso da un tripudio di lodi e commenti: il “nuovo” Springsteen” (quello vero era nel suo periodo più buio a livello qualitativo), il nuovo Mellencamp, Dylan perfino, copertine di Rolling Stone, filmati su MTV, il Washington Post dichiara che potrebbe diventare uno dei migliori talenti della sua generazione, Stephen King lo paragona a Van Morrison e allo Springsteen di Rosalita e cita il testo di una sua canzone in Insomnia, lo invita a partite di Basket e scrive le note del suo terzo album, e rimarranno amici.

Ma nel frattempo il disco vende 30.000 copie e McDermott che aveva creduto a tutto quello che leggeva su di lui inizia a comportarsi da star, e quindi vai con “Sesso, droga e Rock and Roll”. Party sfrenati, ragazze ovunque, Jack Daniels a fiumi, cocaina e altre droghe, insomma la “solita storia”. Ma la qualità dei dischi non si discute, se il primo disco era bellissimo con alcuni brani memorabili, oltre alla già citata The Idler…, A Wall I Must Climb, Shadow Of The Capitol, Fool’s Avenue con Bruce Hornsby al piano, ma sono tutte belle, il successivo Gethsemane, prodotto da Don Dixon è altrettanto bello, un’altra perla di “cantautorato” (ogni tanto mi scappa) di ottima qualità, dischi da 4 stellette e lode e anche il terzo album, pubblicato dalla EMI nel 1996 è di grande qualità. E per non farsi mancare nulla le case discografiche cominciano a mollarlo, i dischi non vendono, sono gli anni del grunge e del brit-pop. Anche il suo mentore Koppelman è costretto a farsi da parte: quando non risponde alle chiamate telefoniche, fanno sfondare la porta del suo appartamento e lo trovano con bottiglie ovunque, cocaina nel frigo e decidono di sottoporlo a vari tentativi di riabilitazione che falliscono sempre miseramente. Il personaggio del film Rounders scritto da Koppelman e interpretato da Matt Damon si chiama “Mike McDermott” e quello di Edward Norton “Lester Murphy” e le loro storie combinate somigliano pericolosamente a quella del nostro amico, anche se il film, in italiano Il Giocatore sposta il centro della storia dal mondo della musica a quello del Poker.

I dischi continuano a uscire, a livello indipendente, la qualità non è più sempre quella di un tempo, ma non si scende mai sotto il livello di guardia: Last Chance Lounge, My Soul’s Unfettered, l’ottimo Ashes e il suo confratello Beneath The Ashes, fino alla rinascita completa di Hey La Hey che lo riporta a ottimi livelli con la collaborazione fattiva di Heather Horton che canta anche un brano, la bellissima Hard To Break (ad onor del vero la canta Kate York e ho corretto in un successivo Post, ma dal vivo la fa Heather!).

Girando per la rete, se non siete fans ed avete già tutto o quasi, a fatica ma si trovano gli album della sua discografia, dove prendete non sbagliate. Io sono andato a risentirli per l’occasione, erano sempre lì, nell’ordine alfabetico (un po’ disordinato) subito dopo Kevin McDermott Orchestra (ma questa è un’altra storia). Lui le ha passate un po’ tutte: festini con tre strippers fuori controllo e una che cerca di accoltellarlo con un paio di forbici, un breve periodo nella Cook County Jail quando pensava di passare una serata con Jakob Dylan, una settimana al Chelsea Hotel di Manhattan sulla quale preferisce non scendere nei dettagli e poi quell’incontro provvido a Bergamo.

Bere, beve ancora, per sua ammissione, la voce è diventata roca come si addice a un 42enne (e assomiglia sempre sia a Springsteen che Mellencamp, ma è un fatto di genetica musicale) ma è sempre rimasto uno dei migliori artisti di culto che vi possa capitare di vedere ed ascoltare. Quindi scegliete la data e non mancate l’appuntamento con Michael Mc Dermott. Non ve ne pentirete!

Dimenticavo! Sembra che ci sia anche una troupe italiana al suo seguito per girare un documentario su questo tour estivo.

Bruno Conti

Il Manuale Del Perfetto “Beatiful Loser”! Michael McDermott Tour Italianoultima modifica: 2011-07-26T14:20:00+02:00da bruno_conti
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