Paradise, Texas! Calvin Russell – The Last Call, In The Heat Of A Night…

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 Calvin Russell – The Last Call, In The Heat Of A Night – XIII Bis Records (CD + DVD)

A distanza di pochi mesi dal mio precedente intervento, mi ritrovo di nuovo gentilmente ospite di Bruno nel suo Blog a parlare di Calvin Russell, musicista texano ben noto a chi segue la “nostra” musica, scomparso quest’anno per una grave malattia a sessantatre anni non ancora compiuti (da qui il titolo del mio post, un adattamento di un famoso film di Wim WendersParis, Texas – che allude al fatto che ormai il buon Calvino ci guarda dall’alto dei cieli con i suoi occhi azzurri e penetranti). 

Non sto a ricordarvi di nuovo la figura di Russell, per questo vi rimando al mio post precedente un-ricordo-di-calvin-russell-1948-2011.html, ma desidero invece spendere due parole su The Last Call, In The Heat Of A Night, CD live con DVD accluso, pubblicato postumo e riguardante (il CD, il DVD è una mezza sòla, come dicono a Roma, e vedremo perché) un intensissimo concerto del 2009 a Biarritz, in Francia, da sempre seconda patria di Calvin, ed unico paese al mondo dove il nostro abbia assaporato qualcosa di vagamente simile al successo. 

Diciamo subito che questo album è il miglior modo per ricordarlo, in quanto ci troviamo di fronte ad un signor disco, direi il migliore, insieme a Le Voyageur, di tutti i dischi dal vivo pubblicati da Calvin (cinque in totale, compreso questo): dodici brani di puro rock-blues texano, elettrico, vissuto, in certi momenti perfino irresistibile. 

Calvin, più simile ad un mocassino bruciato dal sole che ad un uomo, guida con buon piglio un quartetto di musicisti francesi di nascita ma texani di spirito: Manu Lanvin (figlio del noto attore Gerard Lanvin), chitarrista con le palle quadrate, Nikko (il cognome è un optional), seconda chitarra, anch’egli molto bravo, Didier Thery al basso e Franck Ridacker alla batteria, con l’aggiunta di Kiki Graciet all’armonica in un paio di pezzi. 

Russell si dimostra un animale da palcoscenico, e sciorina il meglio del suo repertorio suonando con un tiro ed un feeling che certi artisti molto più blasonati si sognano: questo rende il nostro ascolto assolutamente piacevole, ma non può che farci recriminare sulla perdita avuta con la sua scomparsa.  

Si parte a razzo con Freight Train Blues, un muro del suono di incredibile potenza, chitarre sparate a mille (duetti elettrica-slide da goduria) e sezione rtitmica che pesta forte: gli assoli finali si sprecano.

Il pubblico è subito caldo e Calvin ringrazia con il suo francese un po’ traballante. Texas Blues Again non fa prigionieri, il blues è canonico, ma la grinta e la passione che ci mettono Calvino e i suoi compari non si sentono tutti i giorni. Russell aveva anche una gran voce, perfetta per la sua musica, e questo è un aspetto il più delle volte sottovalutato.

Halloween è sempre rock-blues al granito, con la band che si fa largo come uno schiacciasassi, e Calvin lucido come non mai!  

Un inizio di disco da stendere un toro. 5m2 è un gradevole country-blues cantato in francese (ma il ritornello è in inglese): il brano è bello, con un accompagnamento insolitamente raffinato (degno di Leonard Cohen), piace anche a me che non ho mai amato la lingua di Napoleone applicata al rock.                                                              

Behind The 8 Ball è puro rock’n’roll texano: elettrico, tirato, diretto; Rats & Roaches è un blues acustico tipico, che non manca mai ad un concerto del nostro, così come la splendida Soldier, che come già ho avuto modo di affermare nel mio post di alcuni mesi fa è la canzone più bella mai scritta da Calvin: qui viene proposta acustica, in completa solitudine, ma non perde un millesimo del suo pathos.

Con Rolling Wheel torna la band, ed il brano è uno dei più duri e possenti, quasi una hard rock song con il marchio texano (Lanvin sembra Bonamassa…a proposito, che fine ha fatto? Sono circa due giorni che non fa dischi nuovi…). * (NDB)

Dawg Eat Dawg è ancora rock’n’roll, grandissimo riff di chitarra, un brano rock sontuoso, ad alto tasso adrenalinico, che si fonde con la bella Are You Waiting, ballata elettrica arsa dal sole, con il Texas presente in ogni nota, ed un crescendo ritmico spettacolare.                                     

Il disco si chiude con il pubblico tutto in piedi (dal CD non si vede, ma chi riesce a stare seduto?) con un’irresistibile versione roccata di Ain’t Leaving Your Love (di Townes Van Zandt, padre spirituale di una miriade di songwriters texani, forse tutti escluso Meat Loaf) e con Too Old To Grow Up Now, blues elettroacustico e saltellante, degna chiusura di un concerto very hot.                   

Passiamo al DVD: qui i conti non tornano, in quanto il concerto unplugged nel quale Calvin si esibisce in compagnia dei suoi due chitarristi era già stato pubblicato lo scorso anno in un altro ottimo CD live di Russell, Contrabendo; c’è qualche piccola differenza (qui c’è una bella resa della stonesiana Gimme Shelter che là non c’era), Calvin anche acustico non perde una briciola di feeling, ma insomma alla fine il concerto ce l’avevamo già.                                                                                   

In aggiunta, un’intervista in tandem con Calvin e Gerard Lanvin (troppo invadente e prolisso, ruba quasi la scena al nostro) ed un mini documentario relativo al making of del suo ultimo album di studio, Dawg Eat Dawg: piccoli bonus che non aggiungono nulla all’intensità del CD.Non tardate ad accaparrarvelo, è il modo migliore per ricordarsi di lui (si trova tranquillamente su Amazon, anche versione italiana).                                                                                               

Goodbye, Calvin, once again…

Marco Verdi

* (NDB) Nota Del Blogger o Nota Del Bruno, che poi è la stessa roba. Per Bonamassa, calma, perché è appena uscito il CD con Beth Hart Don’t Explain che è peraltro molto bello. Ma comunque niente paura, se eravate preoccupati, il 24 ottobre esce un nuovo DVD con i Black Country Communion Live Over Europe, doppio!

Paradise, Texas! Calvin Russell – The Last Call, In The Heat Of A Night…ultima modifica: 2011-10-01T01:00:00+02:00da bruno_conti
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