Donald And Jen MacNeill – Due Scozzesi E Un Paio Di Lowlands (Forse Tre) A Pavia

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Ieri sera, 18 ottobre, a Spaziomusica di Pavia è partito il breve tour italiano di Donald And Jen MacNeill, una simpatica coppia di padre e figlia che hanno da poco pubblicato un CD Fathers And Sons accompagnati da alcuni componenti dei Lowlands, la band di Ed Abbiati e Roberto Diana, disco di cui vi ho parlato un paio di settimane fa, ma se volete rinfrescarvi la memoria lo trovate qui semplicemente-musica-folk-donald-and-jen-macneill-with-lowl.html. 

Prima del concerto ho fatto quattro chiacchiere con loro (non la definirei una intervista visto che abbiamo parlato nel locale con la musica in difffusione e quindi non ho potuto registrare il tutto) e si sono confermati due persone molto affabili, in possesso di quello che definirei uno “Scottish Humour” (conoscevo quello inglese ma anche gli scozzesi si difendono bene), che abitano in uno dei posti più belli e più speduti delle Isole Ebridi, Colonsay, popolazione dichiarata dalla coppia 120 abitanti anche se nella prefazione del disco fatta da Edward Abbiati, secondo i suoi ricordi, circa venti anni fa erano 80, quindi sembrerebbe esserci un incremento forse dovuto ai due nipoti che l’altra figlia di Pedie MacNeill ha nel frattempo sfornato. Ma nel corso del concerto Jen ha raccontato che ai tempi in cui suo padre andava a scuola (l’unica del paese, dove insegna la mamma, quindi tutto in famiglia) gli studenti erano circa una ventina, forse meno, in tempi più recenti quando lei l’ha frequentata gli scolari erano solo cinque e sembra che la popolazione stia decrescendo anche se “non è un cattivo posto per viverci” come recita la didascalia di questa foto tratta dal suo MySpace.

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Certo bisogna ingegnarsi per trovare dei lavori, incentivare le proprie passioni, come la musica e a questo proposito il MacNeill padre ogni anno organizza un Festival di musica Folk sull’isola al quale partecipano anche nomi importanti della musica scozzese, a partire dai Lau, Karine Polwart, Heidi Talbot e altri che non ricordo. Nello stesso tempo mi ha raccontato che si tiene al corrente anche della musica contemporanea e di avere molto apprezzato l’ultimo album di Laura Marling.

In teoria questo era il loro primo concerto al di fuori dei confini del Regno Unito ma la biondina Jen mi ha raccontato di essere venuta in tour lo scorso anno proprio in Italia con un gruppo femminile dove la cantante si è ammalata appena iniziata la serie di concerti e quindi hanno dovuto arrangiarsi ed eseguire un repertorio ridotto a causa di questo incoveniente. Proprio Jen Macneill si è rivelata la sorpresa della serata, con la sua bella voce a fare da compendio a quella del padre e con una ottima performance al fiddle dove ha sfoderato una buona tecnica e preparazione, sostituendo Chiara Giacobbe che non era disponibile per i concerti. Gli altri due Lowlands della serata erano il chitarrista Roberto Diana e il fisarmonicista (accordion, please) e tastierista Francesco Bonfiglio che hanno reso più corposo il sound folk della coppia scozzese.

Prima del concerto Ed Abbiati ha presentato un paio di nuovi brani che anticipano futuri sviluppi di cui non si può parlare e Roberto Diana ha eseguito tre brani alla chitarra acustica come presentazione di un mini CD molto ruspante intitolato Raighes Vol 1 (Rough Tapes) in tiratura limitata di ben 50 copie che dovrebbe fare da preludio ad un album completo. Lui, se conoscete, i dischi dei Lowlands è un ottimo chitarrista elettrico, tra i migliori in Italia, ma anche all’acustica se la cava alla grande con un po’ di tapping che mi ha ricordato Michael Hedges nel primo brano presentato Coffee Break dove convergono anche flatpicking, fingerpicking e altre tecniche varie per uno stile composito e completo. Gli altri due brani erano, credo, If You Are Happy e un altro di cui non ricordo il titolo, che dipingono vicende familiari e stati d’animo attraverso le 6 corde della chitarra nella migliore tradizione dei virtuosi dello strumento.

Nel concerto della famiglia MacNeill, Diana ha suonato soprattutto chitarre in stile slide con il bottleneck e ha aggiunto assoli e coloriture sonore al repertorio del due. Che hanno eseguito praticamente tutto il nuovo album, con l’eccezione dello strumentale Farewell To Govan visto che Jen non si era portata il low whistle, sostituito da un medley tra un traditional celtico e una scatenata sarabanda chiamata The Dirty Bee dove il violino eccellente e la fisarmonica si sono sfidati a velocità supersoniche. Anche The Last Trip che doveva essere l’ultimo brano del concerto secondo la scaletta è stato sostituito con un medley di gighe, reels e arie scozzesi per un finale scoppiettante dove anche il babbo Donald Mac Neill e Roberto Diana avevano eseguito una ottima Bouncing Babies l’altro strumentale tratto dall’album.

Il concerto come il disco si era aperto con Fair Tides una bella ballata evocativa che nell’incipit mi ha ricordato The Streets of London di Ralph McTell e a domanda precisa prima del concerto Donald ha risposto con un “maybe” dicendo, e questo è vero, che questi brani sono un po’ nell’aria che si respira per chi fa musica. Ottima anche la cover del brano di Allan Taylor The Morning Lies Heavy che Jen, che la canta,  si è meravigliata molto fosse conosciuta in Italia, forse più che in patria. L’altra cover, non contenuta del disco, è stata una versione di un brano Bedlam Boys cantato da Joan Baez ma scritto da Heidi Talbot. I momenti migliori della serata direi che sono stati la lunga Fathers and Sons che racconta la storia del disastro della nave Arandora Star affondata vicino alle coste scozzesi nel 1940 con più di 800 persone a bordo tra cui moltissimi italiani, la conclusiva Half Hebridean e Days of our lives entrambe malinconiche riflessioni sul tempo che passa e se ne va sulle isole Ebridi e nelle nostre vite.

Se volete godere anche voi dei piccoli piaceri della vita come ascoltare un bel concerto di musica Folk suonato come Dio comanda, stasera, 19 ottobre, se siete al centrosud potete andare a Roma al Lord Lichfield Pub oppure il 21 all’1.35 di Cantù e il 22 ottobre all’Ottagono di Bergamo.

That’s All Folks!

Bruno Conti

Donald And Jen MacNeill – Due Scozzesi E Un Paio Di Lowlands (Forse Tre) A Paviaultima modifica: 2011-10-19T11:06:05+02:00da bruno_conti
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