Duane Allman 20/11/1946 – 29/10/1971 Uno Dei Più Grandi Chitarristi della Storia Del Rock

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Howard Duane Allman nato a Nashville, Tennesse il 20 novembre del 1946 e morto a Macon, Georgia il 29 ottobre del 1971 in un incidente con la sua Harley Davidson, 40 anni fa, quando non aveva ancora 25 anni, è stato uno dei più grandi chitarristi della storia del rock, soprattutto con la slide, ma anche elettrico ed acustico, eppure ho come l’impressione che in questi giorni pochi lo ricorderanno anche se gli appassionati non lo dimenticano visto che la “sua creatura”, l’Allman Brothers Band continua a tutt’oggi la sua attività.

Skydog (era il suo soprannome) nel 2003 è stato inserito al 2° posto nella classifica dei più grandi 100 chitarristi di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone, davanti a lui solo Jimi Hendrix. Eppure la sua carriera è stata brevissima, poco più di 3 anni a livello professionale di cui solo uno con grande successo.

Ascoltando quello che narrano le leggende apocrife il suo approccio al bottleneck, alla slide, che l’avrebbe reso celebre, nacque, secondo la versione del fratello Gregg Allman, dal regalo dell’album per il 22° compleanno e dal successivo ripetuto ascolto del primo disco di Taj Mahal dove suonava Ry Cooder (ma nell’album la chitarra solista era Jesse Ed Davis e la slide la suonava anche Taj Mahal), oppure secondo la versione dello stesso Duane Allman in una intervista radiofonica dei tempi dal fatto di avere visto Cooder in concerto e di essere rimasto impressionato dalla sua tecnica tanto da chiudersi in una stanza con un collo di bottiglia per tre settimane e quando ne riemerse era quel meraviglioso chitarrista che tutti (?!?) conosciamo.

Probabilmente la verità è l’insieme delle due storie, sta di fatto che nello stesso 1968 Duane Allman viene chiamato a suonare nella stupenda versione di Hey Jude cantata da Wilson Pickett e quel breve break chitarristico lo fa conoscere a tutti gli addetti ai lavori, musicisti, cantanti, produttori, discografici.

Da lì in avanti è un tripudio di collaborazioni: suona in tre dischi di Aretha Franklin, con King Curtis, Clarence Carter, Arthur Conley, in Southern Fried di John Hammond, Mourning In The Morning di Otis Rush, Two Jews Blues di Barry Goldberg, il bellissimo Ton Ton Macoute di Johnny Jenkins e soprattutto nell’omonimo esordio di Boz Scaggs dove nel brano Loan Me A Dime, uno slow blues fantastico esegue un assolo di chitarra fenomenale, forse il migliore della sua carriera in un disco di studio (dal vivo è un’altra storia).

Molto di questo materiale (e tanto altro, comprese le origini degli Allman, ovvero Allman Joys, Hour Glass e 31st of February) lo trovate in due meravigliose antologie pubblicate dalla Capricorn (e ristampate a più riprese, giustamente) intitolate Duane Allman:An Anthology e Duane Allman: An Anthology Vol.2, ricche di meraviglie, e molto materiale si trova anche nel box quadruplo dell’Allman Brothers Band Dreams.

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L’Allman Brothers Band nasce nel 1969 con tre leader, Duane,il fratello Gregg Allman alla voce e all’organo (anche se molti non sanno che l’organista originale della formazione doveva essere Reese Wynans che rispunterà molti anni dopo nella band di Stevie Ray Vaughan), la seconda chitarra solista di Dickey Betts che li renderà forse non il primo ma sicuramente il più grande gruppo nella storia del rock con due chitarre soliste di quel livello (la Butterfield Blues Band con Bloomfield e Bishop era già in circolazione e lo stesso gruppo di Taj Mahal aveva due chitarristi formidabili), con l’interscambio delle due chitarre che dal vivo raggiungerà livelli quasi telepatici mai più raggiunti da nessuno in seguito.

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I due album di studio, Allman Brothers Band e idlewild South, sono molto buoni ma solo delle pallide imitazioni di quello che erano i loro concerti dal vivo, immortalati nel grandissimo At Fillmore East poi ampliato nel boxettino CD dei Fillmore Concerts.

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Nel 1970 Duane Allman partecipa anche alle registrazioni di Layla di Derek and The Dominos ovvero il disco di uno dei suoi grandi idoli Eric Clapton (l’altro grande chitarrista bianco per Duane era Robbie Robertson). E anche qui le leggende si sono sprecate su chi e cosa avrebbe suonato in quel disco, sostenenendo che la gran parte degli assoli del doppio album furono suonati da Duane Allman, ma anche in quel caso molto fa parte delle cosiddette leggende metropolitane, perché, leggendo le liste dei brani e degli strumentisti presenti in una serie di fogli acclusi alla versione tripla in cofanetto di Layla (quella per il 20° anniversario), si desume che molti degli assoli, anche alcuni con la slide, attribuiti a Duane Allman in effetti erano suonati da Clapton, questo senza nulla togliere al valore dell’ospite.

Tra il 1970 e il 1971 Allman avrebbe suonato ancora in questa sua vorticosa attività di richiestissimo sessionman con Ronnie Hawkins, Laura Nyro, Lulu, in vari dischi di Delaney and Bonnie e ancora con Herbie Mann, Sam Samudio e un altro southern group della Capricorn, i Cowboy.

Dopo la sua morte sarebbe stato pubblicato postumo il doppio Eat A Peach con gli ultimi tre brani registrati in studio e una serie di brani in concerto tratti sempre dai concerti al Fillmore e nel corso degli anni altri dischi con concerti inediti come Live At Ludlow Garage:1970 e Live At the Atlanta Pop Festival July 1970 e molti altri più o meno ufficiali.

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La leggenda continua e oggi ricorre il 40° anniversario della sua morte, “Gone but not forgotten”.

E scusate se mi sono dilungato. Nel corpo del Post, come le figurine, ho inserito un po’ delle copertine degli album che varrebbe (anzi sarebbe obbligo) avere! E qualche video, tanto per gradire.

Bruno Conti

Duane Allman 20/11/1946 – 29/10/1971 Uno Dei Più Grandi Chitarristi della Storia Del Rockultima modifica: 2011-10-29T00:17:00+02:00da bruno_conti
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