A “Due Passi” Da New York E Dalle Profondità Dell’America From Ithaca Jennie Stearns – Blurry Edges

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Jennie Lowe Stearns & The Fire Choir – Blurry Edges – BMI Records 2011

Non c’era bisogno di una conferma dopo Mourning Dove Song e Sing Desire (i dischi che l’hanno rivelata dopo l’esordio di Angel With Broken Wings), ma questo suo quinto album di studio a proprio nome fa brillare ancora di più il talento di questa cantautrice di Ithaca, NY. Probabilmente questo nuovo lavoro non è superiore ai precedenti, ma ha il pregio di evidenziare ulteriormente le capacità della Stearns, fornendo nuovi elementi che arricchiscono sotto il profilo qualitativo la discografia. Dopo i primi passi compiuti nei Donna The Buffalo, Jennie si è lanciata in una carriera solista che se finora è stata povera di riscontri commerciali, le ha procurato i favori degli addetti ai lavori, e la possibilità di esibirsi come spalla di più affermati colleghi come Peter Case, Slobberbone, Natalie Merchant, Cowboy Junkies, suonando nei locali di mezza America.
 

 

Una voce tra Lucinda Williams e Gillian Welch (ma mi ricorda anche Carla Torgerson dei grandi Walkabouts), la Stearns spazia in territori tra folk e cantautorato moderno, tenendo ben presente la tradizione americana, con una strumentazione parca e mai invadente, la voce quieta e impostata a raccontare le sue storie. La sua band attuale non comprende più il marito (il reverendo Rich Stearns), ma validi musicisti tra i quali Michael Stark (che è anche produttore) al pianoforte, Matt Saccuccimorano (chissà che origini avrà?) alla batteria, Brian Dozoretz al basso, Joe Novelli alla chitarra classica, e la graziosa Emily Arin al controcanto.

Undici canzoni, quasi un’ora di musica: Shadow on the Lake è una canzone calda, in cui la vocalità di Jennie dà spazio alla melodia, Pale Blue Parka è molto fluida, con un tempo di marcetta, mentre Lose Control è introspettiva, con una interpretazione gentile e quasi sussurrata con l’accompagnamento di un pianoforte. Si prosegue con l’atmosfera sognante di Frida, su un tessuto sonoro vagamente da piano-bar, quasi jazzato, mentre Grasp è dolce e delicata con incisivi interventi della chitarra elettrica. Light of Day ha un motivo facilmente memorizzabile e un arrangiamento country oriented, Under Water prosegue con il medesimo tempo di base, con la chitarra che crea dei contrappunti gradevoli, ma su tutto la voce di Jennie, qui splendidamente doppiata dalla Arin. In From the Cold è una folk song pura e cristallina, Silver Lining inizia con le chitarre che spargono note, poi entra la voce quasi “mitchelliana” della nostra amica. Thieves, con un piano ammaliante, va ascoltata in religioso silenzio, mentre la conclusiva Blurry Edges è una ballata dolce e malinconica accompagnata da un delicato tocco di tastiere, poi entra la ritmica e c’è un richiamo velato ai Donna The Buffalo. Splendida !

Istruzioni per l’uso: distendersi sulla poltrona preferita, abbassare le luci, premere il tasto “play” del lettore CD e lasciarsi trasportare dalla voce vellutata di Jennie Lowe in Stearns, per un acquisto davvero obbligato per tutti gli amanti che apprezzano la buona musica, e qui abbonda. Buon Anno !

Tino Montanari

P.s NDB. Ma c’è l’avrà ancora il suo negozio di dischi a Ithaca? Un Bruno interessato! Come regalo guardatevi questo concerto completo dei Donna The Buffalo con Jennie Stearns ospite in un brano.

A me ricorda qualcosa anche di Rickie Lee Jones, meno jazzata.

A “Due Passi” Da New York E Dalle Profondità Dell’America From Ithaca Jennie Stearns – Blurry Edgesultima modifica: 2012-01-01T13:56:37+01:00da bruno_conti
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