Questa Mi Mancava! Celtic Pink Floyd.

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Celtic Pink Floyd – Celtic Pink Floyd – Vented Irish Records

“Questo le mancava” per Cyndi Lauper e “Questa mancava” per le 100 Greatest Guitar Songs di Rolling Stone, come titoli di Post li avevo già usati, ma “Questa mi mancava” in effetti non lo avevo mai utilizzato, e decisamente i Celtic Pink Floyd mancavano dai miei ascolti e sul Blog (e non credo in Italia qualcuno ne abbia mai parlato). Come vi dicevo in altri Post sono in quel periodo dell’anno in cui vado al recupero di album inconsueti ma validi che per vari motivi avevo tralasciato nel corso del 2011, in attesa di passare alle novità 2012. Ho già sentito il nuovo Ani DiFranco Which Side Are You On, che uscirà il 16 gennaio e mi sembra un Signor Disco!

Ma torniamo ai Celtic Pink Floyd! Il nome del gruppo e titolo del loro primo album omonimo dice un po’ tutto o quasi: intanto non “dice” che sono di Los Angeles, sono metà di mille, nove per l’esattezza, sono guidati dai due fratelli Damon e Brian Stout, che sono i leader del gruppo, arrangiatori e quelli che hanno avuto l’idea di unire le loro due passioni, Pink Floyd e musica celtica. Non dice che il tipo di sound è più orientato verso sonorità celtic rock, quindi a fianco di Uileann Pipes, Whistles, Bodhran, Fiddles, Mandolin, Accordion, Dulcimer e altri strumenti tipici della musica celtica come i Bones (ovvero le “ossa”, utilizzate come piccole percussioni) ci sono anche chitarre elettriche, acustiche e una sezione ritmica con basso e batteria, più Celtic Rock Pink Floyd in definitiva.

Il risultato, se non è innovativo, è molto piacevole, quattro vocalists, due uomini e due donne che si alternano alla guida dei vari brani contribuiscono al fascino del progetto, il fatto che le canzoni siano belle una importanza ce l’avrà? Ma direi proprio di sì!

E quindi scorrono i tempi di giga di Another Brick In The Wall (part 2), con violini, flautini, fisarmoniche, cornamuse,i citati Bodrhan e Bones con il loro “clang” inconfondibile (non è il CD difettoso) che si inseguono a velocità supersoniche con basso, batteria e chitarre elettriche e il canto corale. O Wish You Were Here che è una perfetta “aria” celtica nella sua tipica vena malinconica cantata con piglio sicuro  dalle due voci femminili (Marian Tomas Griffin e Laura Solter) e che senza discostarsi troppo dall’arrangiamento classico aggiunge il fascino della strumentazione celtica, con flautini, mandolini, dulcimer e cornamuse che si ritagliano ampi spazi strumentali nel tessuto sonoro del brano, veramente una bella versione.

Non male anche una piacevole e fedele rilettura di Comfortably Numb con uno dei vocalist, Sam Morrison o Michael Kelly, non so dirvi chi, non li riconosco, ma forse entrambi, comunque una versione molto Gilmouriana con il violino e flautini vari si sostituiscono nel finale alla solista di Gilmour con ottimi risultati. Hey You che è il terzo brano su quattro estratto finora da The Wall, viaggia su sonorità simili con maggiore spazio alla fisarmonica e una presenza più marcata della chitarra elettrica di Bob Boulding. La solista è uno degli ingredienti fondamentali in un brano come Money e anche in questa versione non manca, si parte a tempo di giga ma poi il brano riassume la sua melodia inconfondibile, una bella slide e le due voci femminili sono gli ingredienti aggiunti in questa versione che dopo vari interventi degli strumenti acustici approda alla sua parte centrale elettrica immancabile e al tipico crescendo finale.

The Fletcher Memorial Home da Final Cut non è uno dei brani più conosciuti del loro repertorio ma ben si adatta al trattamento melodico che ne danno i Celtic Pink Floyd con una bella voce femminile che si libra sulla strumentazione acustica in un sound che potrebbe ricordare i Solas e Karen Casey che il gruppo cita tra le proprio influenze, un notevole assolo della solista di Boulding timbra la parte centrale più rock del brano, notevole. One Of These Days da Meddle è un altro dei brani migliori di questo CD, le atmosfere incalzanti e sfuggenti dell’originale ben si adattano alla commistione tra rock e musica celtica e il risultato è assai riuscito. Brain Damage è uno dei brani più evocativi di Dark Side Of The Moon e la sua struttura semplice ma epica al tempo stesso ben si adatta ancora una volta a queste riscritture elettroacustiche. Mother, un ulteriore estratto da The Wall che evidentemente è il loro album preferito dei Pink Floyd (e si capisce anche dalla copertina del CD) si trasforma in una sorta di ballata country-folk, le idee per gli arrangiamenti non mancano al gruppo di Los Angeles, Eagles meets Pink Floyd meets Celtic Music, bello!

Young Lust cantata da una delle due voci femminili è sempre tratta da The Wall ma mi convince meno, forse perché già l’originale non mi entusiasmava. On The Turning Away è l’unico brano degli “ultimi” Floyd quelli senza Waters ed ha quelle caratteristiche, ancora una volta, da aria celtica. La conclusione, con una frenetica intro da giga e poi il suo tipico tempo incalzante è affidata a Run Like Hell un ennesimo brano tratto da The Wall, ma questo è uno dei brani più belli del doppio album e quindi ci sta bene per concludere questo inconsueto progetto della band americana. Non so se ci saranno seguiti, in caso contrario dovranno cambiare nome. Nell’attesa buona ricerca, tenete conto che è uscito ad aprile solo negli Stati Uniti per una etichetta indipendente e quindi reperibilità scarsina.

Oggi doppia razione ancora una volta.

Bruno Conti

Questa Mi Mancava! Celtic Pink Floyd.ultima modifica: 2012-01-04T19:26:21+01:00da bruno_conti
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