Sempre Più “Forte”! Janiva Magness – Stronger For It

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Janiva Magness – Stronger For It – Alligator Records

Ritorna, più forte che mai, o Stronger For It come ribadisce lei stessa nel titolo del nuovo album, Janiva Magness, una delle migliori voci Blues (ma non solo) attualmente in circolazione. Se avete letto la sua storia nel precedente Post che le avevo dedicato sapete di cosa sto parlando, in caso contrario non dovete fare altro che leggerlo grande-voce-grande-disco-janiva-magness-the-devil-is-an-ange.html. In altre recensioni si dice, e lei stessa genericamente lo afferma nel libretto del CD, che nella sua vita privata non è stato un periodo buono: leggendo tra le righe si parla di “cancro al seno” (ma non se riferito a lei), mentre non appare più tra i collaboratori e neppure è citato nei ringraziamenti, il suo compagno di lunghi anni Jeff Turmes. Che sia la rottura tra i due il motivo di questo periodo buio della sua vita? Non volendo avventurarmi in pettegolezzi glisso. Da un punto professionale, viceversa, tutto sembra andare per il meglio.

Non essendoci più Turmes, è il chitarrista Dave Darling che ha assunto la direzione musicale per questo nuovo album pubblicato come di consueto dall’etichetta dell’alligatore. Non ci sono grandi mutamenti sonori, anzi direi nessuno, rispetto ai due precedenti, ed eccellenti, dischi, la novità principale è che la Magness torna a comporre, i tre brani iniziali, ed era dai tempi del debutto del 1997 che non firmava brani su un suo album. Per il resto ci sono alcuni temi ricorrenti: c’è un brano, bellissimo, Dirty Water, firmato dalla coppia Buddy & Julie Miller, mentre nel precedente ce ne era uno firmato dalla sola Julie. C’è una cover scintillante di un brano deep soul meraviglioso dal repertorio di Gladys Knight, I Don’t Want To Do Wrong e una ripresa di una canzone, You Got What You Wanted scritta da Ike per l’allora moglie Tina Turner che fa il paio con la versione del classico di Ann Peebles I’m Gonna Tear Your Playhouse Down che appariva nel penultimo album The Devil Is An Angel Too (senza dimenticare che I Can Stand The Rain, uno dei classici della Turner l’aveva scritto la Peebles, per la serie nulla accade per caso!).

In tutto ciò Janiva Magness ci delizia con la sua voce profonda e risonante, ma ricca di femminilità e umanità, una di quelle voci che ti riconciliano con la buona musica. Il trittico iniziale firmato dalla stessa Magness ti stende: There It Is, secondo me, pareggia e supera molte delle migliori cose cantate da Bonnie Raitt o Susan Tedeschi, due delle cantanti che si possono prendere come riferimento per la nostra amica che ha dalla sua anche un’attitudine vocale per il soul e il blues tipica delle grandi voci “nere”, si potrebbe dire gritty, traduciamo con sabbioso, crudo, vissuto, fate voi, va comunque bene. Dave Darling punteggia con la sua chitarra gli arrangiamenti ricchi anche di tastiere, piano e organo e l’uso perfetto delle voci di supporto come nell’intensa I Won’t Cry dove la voce scende, scende verso profondità gospel. Una cover superba, vissuta ed intensa, di un brano recente di Tom Waits e Kathleen Brennan, Make It Rain rinasce come un blues-soul sanguigno e ferino.

Whistlin’ In The Rain, l’ultimo brano firmato dalla Magness in coppia con Dave Darling è un ulteriore esempio di come si possa fare del blues “moderno” rivestito di soul anche ai giorni nostri senza essere anacronistici ed essendo assolutamente migliori di mille cantanti del nu soul imperante. Tra le caratteristiche del suo repertorio c’è anche la capacità di riprendere materiale scritto da autrici ed autori provenienti da radici country e roots (come nel caso dei coniugi Miller) e riplasmarlo con la sua sensibilità R&B, è il caso dell’ottima I’m Alive, scritta da Shelby Lynne che è una che già di suo veleggia verso quei lidi. Anche Ragged Company di Grace Potter che attendiamo ad un nuovo album finalmente degno delle sue potenzialità, conferma la classe innata di Janiva Magness, una cantante naturale che non finisce di sorprendere per la bellezza della sua voce.

Perfino quando si cimenta con il repertorio di un cantante pop-rock come il Matthew Sweet di Thought I Knew o Paul Thorn di Things Left Undone, indubbiamente anche grazie agli arrangiamenti sempre scintillanti di Dave Darling, la qualità dell’album non soffre anzi si inventano “colpi di genio” come l’attacco accapella del secondo brano che poi sfocia in una ballata gospel di disarmante bellezza. L’uptempo, tra country e R&R virati al blues, della conclusiva Whoop And Holler dalla penna di Ray Wylie Hubbard aggiunge un ulteriore freccia all’arco esecutivo di questo notevole ultima prova di Janiva Magness.

Per citare uno dei guru dell’epoca moderna, lo scomparso Guido Angeli, “Provare per credere”!

Bruno Conti

Sempre Più “Forte”! Janiva Magness – Stronger For Itultima modifica: 2012-03-22T12:19:43+01:00da bruno_conti
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