Chitarristi A Go-Go! Santana, Sonny Landreth, Joe Bonamassa, John Mayer, Tedeschi-Trucks Band

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Per una strana congiunzione delle lune stanno per uscire o sono usciti una serie di album di alcuni dei migliori chitarristi, “antichi e moderni”, attualmente in circolazione; di Joe Bonamassa che uscirà il prossimo 22 maggio vi ho già riferito con un Post ad hoc in anteprima: finalmente-ma-quando-dorme-joe-bonamassa-driving-towards-the.html. Anche degli altri ho intenzione di occuparmi (mi è venuto un po’ minaccioso!), ma per il momento:

Santana Shape Shifter Starfaith Records/Sony Music

E’ il miglior disco di Carlos Santana degli ultimi 20 anni, che stando allo sticker sul CD è più o meno il tempo che ci ha messo a farlo. Si tratta di un disco strumentale, niente ospiti presi a casaccio dai generi più disparati, non sarà un capolavoro ma è un piacere ascoltare di nuovo uno dei migliori chitarristi in circolazione che lascia correre le mani sulle corde del suo strumento. Ogni tanto c’è un po’ di melassa in eccesso, come in Never The Same Again scritta con Eric Bazilian o In The Light Of A New Day firmata con Narada Michael Walden, ma i “lentoni” sono uno dei suoi marchi di fabbrica dai tempi di Samba Pa Ti, Song Of The Wind o Europa, meglio questi brani che improbabili duetti con Jacoby Shaddix, Nas, Will.i.am, Sean Paul, Musiq, i P.o.d., Placido Domingo e metallari assortiti, ma potrei continuare all’infinito. Al momento sto approfondendo l’ascolto, poi vi faccio sapere. Mi sono girato e rigirato il libretto ma non c’è il nome di un musicista indicato, neanche a pagarlo: presumo che tra i musicisti ci sia la nuova moglie, Cindy Blackman, ottima batterista anche, l’unica ringraziata, forse Chester Thompson, Karl Perazzo e il figlio Salvador Santana che firmano dei brani con Carlos. Sicuramente c’è un brano, Mr.Szabo dedicato al grande chitarrista jazz di origini ungheresi Gabor Szabo, che era l’autore di Gypsy Queen il famoso brano in medley con Black Magic Woman su Abraxas e per l’occasione Santana ci regala una inconsueta performance all’acustica. Basta, basta, proseguo nell’ascolto, tanto volendo lo trovate già nei negozi, fisici e virtuali. Per essere onesti c’è un brano cantato Eres la luz, un flamencone alla Gypsy Kings, mmmhh!

Rigorosamente tutto strumentale è il nuovo album di Sonny Landreth Elemental Journey, in teoria in uscita il 29 maggio per casa Proper ma già giunto sulle nostre lande per la distribuzione IRD. Anche in questo non è una grandissima perdita la mancanza della voce perché il buon Sonny non è un cantante memorabile per usare un eufemismo ma si poteva cercare un cantante adeguato, che so un John Hiatt. Ma basta fantasticare! Nel disco ci sono tre ospiti: due colleghi chitarristi, Joe Satriani, nell’iniziale pirotecnica Gaia Tribe e il grande e misconosciuto (ma non dagli appassionati della chitarra) Eric Johnson che aggiunge la sua chitarra alla slide di Landreth nella lirica Passionola. C’è anche il percussionista Robert Greenidge con le sue steel drums nella Caraibica Forgotten Story. Il disco abbandona quasi del tutto il blues e il cajun misti al rock dello stile abituale per spostarsi verso un sound molto anni ’70 che ricorda oltre ai due citati Satriani e Johnson, gente come Steve Morse o anche qualcuno ha citato Ritchie Blackmore e Ronnie Montrose. La slide non manca mai, in cinque brani c’è anche una sezione archi e anche in questo caso,a un primo ascolto, ottimo per gli appassionati di chitarrra.

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John Mayer, Eric Clapton non manca mai di portarlo al suo Crossroads Guitar Festival, e il “giovine” (va beh, 35 anni) è un buon chitarrista come ha evidenziato soprattutto negli ottimi album Live con il suo Trio dove al basso c’era Pino Palladino e alla batteria Steve Jordan, meno nei 4 precedenti album di studio. Questo Born And Raised evidenzia uno spostamento verso sonorità più morbide e californiane, con la produzione di Don Was e la partecipazione di Crosby & Nash nella title-track, è forse il suo migliore album in assoluto. Non guasta la presenza di Chuck Leavell tastiere (orfano degli Stones) e di Jim Keltner alla batteria. Eichetta Sony, nei negozi da martedì 22 maggio.

Stessa etichetta per il doppio Everybody’s Talkin’ Tedeschi Trucks Band Live ma siamo a ben altri livelli. Un disco stupendo, due chitarristi e una cantante fantastica, undici elementi sul palco per un disco che ci riporta al grande rock degli anni ’70. Revelator era un buon disco di studio e ha vinto il Grammy come miglior disco Blues, ma qui siamo in “paradiso”: sono “solo” undici brani, ma ne troviamo due attorno ai 5 minuti, compresa la stupenda title-track, cover del brano della colonna sonora dell’Uomo Da Marciapede, per il resto, sei brani intorno ed oltre i 10 minuti e uno che supera i 15, ma niente paura, la noia è lontanissima. Qui sono in dirittura d’ascolto negli ascolti, quindi domani o dopo recensione completa. Anche questo esce martedì prossimo.

Bruno Conti

Chitarristi A Go-Go! Santana, Sonny Landreth, Joe Bonamassa, John Mayer, Tedeschi-Trucks Bandultima modifica: 2012-05-18T19:56:00+02:00da bruno_conti
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