La Salute Non E’ Fantastica Ma Gli Archivi Stanno Benone! Johnny Winter – Live Bootleg Series Volume 8

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Johnny Winter – Live Bootleg Series Vol. 8 –  Friday Music

Continua la pubblicazione del materiale dal vivo inedito d’archivio (o comunque uscito in precedenza solo su bootleg) di Johnny Winter: siamo arrivati all’ottavo capitolo e il materiale è sempre più criptico, assemblato dall’amico di Winter, tale Paul Nelson, anche lui chitarrista, i brani, sette, sono stati registrati da qualche parte, in qualche tempo (presumibilmente in un arco temporale che va da agli anni ’70 agli anni ’90), con un gruppo di musicisti ignoti e per un totale di circa 53 minuti. Questo, l’unico dato certo, si desume inserendo il dischetto nel lettore, anche i titoli si leggono sulla copertina: per fortuna la musica è buona!

Ero un po’ preoccupato (pregasi cogliere l’ironia), dopo un 2011 con tre pubblicazioni discografiche, tra cui l’eccellente album nuovo Roots, uno dei suoi migliori da sempre, tutto taceva, ma l’ineffabile Friday Music ci regala un nuovo capitolo della saga concertistica di Johnny Winter. L’inizio è folgorante, con una ottima Give It Back, che ci regala tutto il campionario dell’albino texano, voce stentorea, chitarra in grande spolvero, la sezione ritmica poderosa e qualità sonora molto buona. Per essere sinceri questo è il brano migliore del CD, a mio modesto parere e vale quasi da solo il prezzo di acquisto per l’equilibrio tra suono e contenuti, ma i due brani finali sono micidiali. L’ennesima versione di Tore Down è sempre buona, seppur non memorabile, ma la qualità audio scende di parecchio e quindi si gusta meno il lavoro di fino della solista. Stranger Blues è l’ennesimo tributo di Winter all’arte di Elmore James e il lavoro alla slide è come di consueto di grande consistenza, ottima anche la performance vocale e non male la qualità sonora che permette di apprezzare pure la sezione ritmica che ci dà dentro alla grande.

Done Somebody Wrong la facevano gli Allman Brothers ai tempi di Duane e la slide di Winter si ascolta sempre con piacere, ma la qualità sonora molto ondivaga ha un brusco calo. Dopo gli omaggi a due grandi come Freddie King e Elmore James si ritorna al materiale del primo (dopo Tore Down) con una versione monstre dello slow blues, Have You Ever Loved A Woman, uno dei cavalli di battaglia del repertorio di Clapton e qui Johnny Winter ci fa capire perché è sempre stato considerato uno dei più grandi interpreti bianchi del blues con un assolo fantastico, tra i migliori mai sentiti nella sua discografia, se fosse anche inciso bene meriterebbe una stelletta in più, tredici minuti di pura magia. E anche la versione di Roll Over Beethoven, oltre dieci minuti, è notevole, in puro stile Winter tra rock-blues e R’n’R, grinta e cattiveria da paura e una tecnica chitarristica e una voce da manuale.

Trattandosi di dischi che si autoproclamano “Bootleg” sappiamo già cosa aspettarci e quindi accontentiamoci, ma per usare un eufemismo, cazzo se suona. Considerando il grande numero di “pippe” che ci sono in circolazione, spacciate per grandi chitarristi, lunga vita a Johnny Winter!

Bruno Conti   

La Salute Non E’ Fantastica Ma Gli Archivi Stanno Benone! Johnny Winter – Live Bootleg Series Volume 8ultima modifica: 2012-06-19T10:54:29+02:00da bruno_conti
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