1000 E Non Più Mille! Vecchie Glorie 12. The Nighthawks – Damn Good Time!

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The Nighthawks – Damn Good Time! – Severn Records

Per molti è il nome di un quadro di Edward Hopper, per altri è il nome di un gruppo di jazz (senza il The) ma per gli appassionati di rock (e blues) The Nighthawks è il nome del gruppo che nel lontano 1972 venne fondato da Mark Wenner e Jimmy Thackery con l’aiuto di Jan Zukowski e Pete Ragusa. Con il ritiro un paio di anni fa di Ragusa, dopo il profetico Last Train To Bluesville, della formazione originale rimane solo il cantante e armonicista Wenner, ma è sufficiente?

Il chitarrista che, dopo una lunga serie di sostituti si è insediato (da qualche anno) al posto di Thackery è Paul Bell, il cui curriculum riporta che ha suonato in molte influenti band della zona di Washington, DC tra cui, per oltre dieci anni, quella del leggendario Tommy Lepson. Con tutto il rispetto, ma chi cacchio è? Sarà anche bravissimo, ma non aggiunge molto alla “storia” dei Nighthawks, a differenza, come ho detto in altre recensioni di dischi recenti del gruppo, del batterista Mark Stutso che ha suonato per un paio di decadi con i Drivers proprio di Jimmy Thackery. Questa volta mi sembra che il gruppo abbia recuperato parte della propria proverbiale grinta (sempre presente nei concerti dal vivo): sarà l’approdo in una delle etichette storiche indipendenti del blues americano come la Severn che ha messo a disposizione il suo produttore ed ingegnere storico, David Earl, per questo Damn Good Time, sarà la scelta del materiale con un giusto rapporto tra cover, anche inconsuete, e materiale originale, ma il disco mi sembra che funzioni in modo onesto. Tutti si alternano al canto e ad armonizzare e il repertorio scorre tra una cover blues-rock di un Presley minore, come Too Much, con il gruppo trainato dall’armonica di Wenner e sembrano i Blasters in una buona serata (una volta era viceversa) e poi il “treno” rock della tirata Who You’re Workin’ For, un brano che porta la firma dell’ottimo Billy Price, lui sì una piccola leggenda del blue-eyed soul e a lungo cantante nel gruppo di Roy Buchanan e nella propria band, tutt’ora in circolazione, bello l’assolo di Bell.

Damn Good Time è un bel brano di impianto errebì, cantato dal batterista Stutso con i coretti del gruppo che conferiscono una aura soul, niente di straordinario ma molto piacevole. Johnny Castle, il bassista, ci regala una gradevole Bring Your Sister che ci porta nei territori power-pop del primo Nick Lowe. Send For Me era uno dei brani più “mossi” del repertorio di Nat King Cole, si fa per dire, la versione blues-swing cantata da Wenner non aggiunge molto all’originale. Minimum Wage è un altro dei brani originali presenti nel disco, scritta dalla coppia Nardini/Stutso e cantata da quest’ultimo, mi sembra senza mordente. Meglio il boogie di Georgia Slop dal repertorio di Jimmy McCracklin, brillante e vivace. Night Work  è un altro brano preso dal repertorio di Billy Price, con il quale i Nighthawks hanno lavorato, al di là del solido lavoro dell’armonica di Wenner l’originale era decisamente meglio. Anche Let’s Work Together di Wilbert Harrison, ma tutti la ricordano nella versione dei Canned Heat, ha un buon lavoro alla slide di Paul Bell oltre alla solita armonica, marchio di fabbrica del gruppo, però gli originali anche in questo caso erano migliori. Smack Dab In The Middle me la ricordavo in una grande versione di Ry Cooder, qui è fatta come uno swingettino innocuo. Meglio Down To My Last Million Tears ancora dell’accoppiata Nardini/Stutso, però siamo sempre lontani dal furore della vecchia band, il tempo passa per tutti. Uguale il discorso per Heartbreak Shake, sempre della stessa coppia, più orientata verso il R&B tinto di blues, onesta e ben suonata come il resto del CD, ma è sufficiente?

Bruno Conti  

P.S Il nome criptico del Post odierno vuole solo ricordare ai fedeli lettori (e anche a quelli non fedeli) che questo è il millesimo Post inserito nel Blog (in poco più di due anni, quindi una media di più di uno al giorno dal 2 novembre 2009, data di inizio). Nessuna velleità trionfalistica, un semplice dato statistico considerato che l’esatto numero lo ricavo solo io dai dati “privati” e il titolo è scaramantico, visto che ha portato bene per i due millenni che si sono susseguiti da allora!

1000 E Non Più Mille! Vecchie Glorie 12. The Nighthawks – Damn Good Time!ultima modifica: 2012-06-20T11:33:00+02:00da bruno_conti
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