In Irlanda Un Numero 1, Grande Talento! Mick Flannery – Red To Blue

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Mick Flannery – Red To Blue – Emi Music Ireland 2012

Il nome di Mick Flannery fa parte di quella lunga lista di piccoli e grandi tesori nascosti della musica Irlandese. mick%20flannery Circa un paio di anni fa ho letto il nome di questo artista originario di Blarney (nella contea di Cork), e completamente ignorando qualsiasi informazione sul personaggio, con curiosità mi sono addentrato nel suo mondo musicale. Fin dal primo ascolto devo dire che Mick mi ha particolarmente affascinato, “in primis” per la struttura musicale che ricorda per certi aspetti la sonorità di David Gray, e la malinconia di Damien Rice. Flannery è un cantautore dotato di una voce interessante e di una penna che si muove con estrema naturalezza tra ballate semiacustiche, brani più marcatamente folk, e “songs” pianistiche di raffinata eleganza, influenzato da artisti della caratura di Tom Waits, Leonard Cohen e l’immancabile Bob Dylan.

Il suo album di debutto Evening Train (uscito a livello indipendente nel 2005 e ri-pubblicato dalla Emi irlandese nel 2005), lo porta a vincere come primo musicista irlandese, l’ambito International Songwriting Competition in quel di Nashville, Tennessee, mentre White Lies (2008) diventa disco di platino ed è nominato per il premio Choice Music Prize, e questo nuovo lavoro Red To Blue uscito nel Marzo di quest’anno, è stato tre settimane al primo posto della classifica Irlandese, e il tour promozionale è stato un grande successo per Mick, con il “sold-out” in tutti i concerti, in particolare all’Olympia Theatre di Dublino. Red To Blue ha una lunga genesi: alcune canzoni infatti vengono scritte da Flannery nel corso di due viaggi in America , a Boston nel 2010 (No Way To Live e Boston) e Nashville nel 2011 (Keepin Score e Red To Blue) con l’aiuto di Declan Lucey e Dave Farrell. Tornato nella sua verde Irlanda il buon Mick ha radunato i suoi fidati musicisti, tra i quali Hugh Dillon alle chitarre, Brian Hassett al basso. Christian Best alla batteria, Karen O’Doherty al violino, la cantante Yvonne Daly ai cori, e sotto la curata produzione di Ryan Freeland (un tipo che in passato ha lavorato con gente del calibro di Son Volt, Ray LaMontagne, Aimee Mann, Joe Henry, Grant-Lee Phillips), ha sfornato questa “perla”.

Gone Forever si apre con un assolo di armonica all’avvio, per poi svilupparsi in un rock-blues, mentre Heartless Man è una ballata sofferta cantata al meglio da Mick. Spuntano gli archi in Only Gettin On una dolce ninna-nanna con il controcanto della Daly, seguita da una malinconica Ships In The Night con arpeggio di flamenco iniziale e violino “assassino” di Karen O’Doherty in chiusura. Keepin’ Score è un brano dal passo gentile e con una struttura melodica accattivante, mentre Red To Blue alza il ritmo del disco con una sezione ritmica a tempo di marcia. Si ritorna alla ballata intimista con Up On That Hill, dove i cori disegnano un piccolo gioiello musicale, per passare poi con No Way To Live ad un incursione nel rock, con un finale in crescendo di una sezione fiati, mentre Get That Gold degna del miglior David Gray. Gli archi compaiono spesso nelle sue canzoni, come ad esempio in Down The Road, mentre Lead Me On è una ballata pianistica dalle forti suggestioni poetiche, uno dei brani più belli dell’intera raccolta, che ci mostra senza mezze misure le qualità di questo artista. Chiude in maniera splendida un valzer romantico come Boston, con la voce appassionata di Mick che canta un ritornello meravigliosamente semplice, con il pianoforte di supporto. Incantevole.

Tenendo conto che fino a qualche tempo fa, la sua occupazione primaria era lavorare la pietra (ma pare che quando gli hanno comunicato che il suo album era andato al 1° posto delle charts irlandesi, scalzando Madonna e davanti a Springsteen, stesse lavorando a un caminetto), ci troviamo di fronte in ogni caso ad un notevole talento e nonostante in patria, come detto, abbia successo, non si capisce perché tante “strombazzate” riviste musicali del settore non ne abbiamo parlato come assolutamente merita. Red To Blue può essere senz’altro il primo passo per avvicinarsi ad un cantautore onesto e sincero, anche se, per la verità, i suoi CD non sono di facile reperibilità. Per quanto mi riguarda, visto che fra qualche mese sono da quelle parti (Dublino), se trovo qualche copia, la porto a casa.

Tino Montanari     

In Irlanda Un Numero 1, Grande Talento! Mick Flannery – Red To Blueultima modifica: 2012-06-29T09:19:12+02:00da bruno_conti
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