La (Seconda) Migliore Rock And Roll Band Al Mondo! Tom Petty And The Heartbreakers

NDB. Come avrebbero detto ai tempi d’oro di “Tutto Il Calcio Minuto Per Minuto”, la parola ad uno dei nostri radiocronisti, da Lucca, Marco Verdi!

Tom Petty And The Heartbreakers – Lucca, Piazza Napoleone – 29 Giugno 2012

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Eh già, “solo” la seconda, in quanto considero di poco superiori Bruce Springsteen & The E Street Band (con tante scuse ai Rolling Stones, ma il terzo posto è comunque un gran bel risultato), che forse non hanno al loro interno musicisti di grandissima tecnica (esclusi forse Lofgren, Bittan e Weinberg), ma hanno una maggior capacità di coinvolgere il pubblico, merito sicuramente del Boss, un animale da palcoscenico di quelli che ne nascono uno ogni cento anni.

E comunque ribadisco che ho sempre considerato Tom Petty & The Heartbreakers di poco inferiori, avendo avuto modo negli anni di vederli all’opera purtroppo solo in DVD, anche se ho ancora un vago ricordo dell’unica volta che suonarono in Italia, nel lontano 1987, come backing band di Bob Dylan: li vidi a Milano, all’Arena Civica (era il mio primo concerto in assoluto), e già allora mi lasciarono senza fiato anche se non conoscevo assolutamente il loro repertorio, mi piacquero quasi più di Dylan, all’epoca al minimo storico in termini di comunicativa col pubblico. Poi per anni, il buio: poche tournée in Europa (mi ricordo quella del 1992, avevo un bootleg inciso, male, a Basilea), ed il nostro paese regolarmente ignorato, anche se qualche anno fa sembrava che Tom dovesse fare una serata al Forum di Assago (ma poi non successe nulla). Quindi quest’anno, quando ho visto che Petty ed i suoi erano in cartellone al Lucca Summer Festival, non ci ho pensato neppure un minuto e mi sono accaparrato subito i biglietti (per me ed un altro mio amico “carbonaro”), anche se il capoluogo toscano non è proprio dietro l’angolo rispetto a dove abito (tre ore di macchina, ma mi sono preso mezza giornata di ferie, ed il fatto che il 29 Giugno sia un venerdì aiuta parecchio, in quanto mi posso fermare a dormire una notte sul posto). Tom Petty non posso proprio perdermelo, e quando lo ribecco!

Lucca è una bella cittadina, anche se ci sono altre città e borghi in Toscana che preferisco, ma Piazza Napoleone è di gran lunga la miglior location possibile: circondata da palazzi storici, in mezzo al verde, sembra proprio nata per farci degli spettacoli. Incontro altra gente delle mie parti che conosco (noi “carbonari” siamo sempre gli stessi), ed insieme andiamo a mangiare qualcosa per poi dirigerci ai cancelli, che apriranno alle 19.30: fa un caldo terrificante, ancora più che da noi al Nord, con l’aggravante di un’umidità spaventosa, che inciderà non poco sulla tenuta fisica del pubblico e della band stessa. Alle 20.30 sale sul palco Jonathan Wilson con la sua band, un giovane musicista della Carolina del Nord che propone un’interessante miscela di rock californiano in stile CSN&Y e di psichedelia alla Pink Floyd: circa tre quarti d’ora di musica, pochi brani e molto dilatati, di buona qualità, che il pubblico mostra di apprezzare non poco (la piazza è sufficientemente gremita direi).

Ma siamo tutti qui per Tom Petty, il quale sale sul palco, finalmente, solo verso le 22.00, dopo un interminabile instrument check da parte dei roadies: volto sorridente, barba lunga, vestito con un completo gessato (ma si libererà quasi subito della giacca), accompagnato come al solito dai fidi Mike Campbell (treccine lunghe e camicia rossa sgargiante), Benmont Tench, Ron Blair, il colossale Steve Ferrone e Scott Thurston. Tom imbraccia subito la sua Rickenbacker 12 corde (ma tra lui e Campbell cambieranno almeno 15 chitarre a testa nel corso della serata) ed attacca con Listen To Her Heart, uno dei brani più byrdsiani del primo periodo della sua carriera (era sul secondo album, You’re Gonna Get It!): il pubblico è subito caldo (in tutti i sensi) e gli Heartbreakers sembrano stupiti dell’accoglienza.

You Wreck Me è un rock’n’roll che il popolo di Lucca mostra di conoscere bene, una versione bella tirata con Campbell, che sarà il protagonista della serata, che comincia a fare i numeri. I Won’t Back Down è uno dei brani più belli e famosi tra quelli scritti con Jeff Lynne, ed il pubblico la canta parola per parola con Tom, rendendola quasi una celebrazione, come d’altronde la seguente Here Comes My Girl, un vero classico che viene accolto alla grande.Handle With Care è il brano più noto dei Traveling Wilburys, e Tom la ripropone spesso come omaggio all’amico George Harrison: Thurston canta come voce solista la parte che era di Roy Orbison e Campbell rilascia un delizioso assolo di slide. Petty ha già la serata in mano, e con Good Enough (il primo dei due brani tratti dal recente Mojo) iniziano le jam: Campbell si dimostra un mostro di tecnica e feeling, ma anche Tom inizia a far sentire la voce della sua solista (non la suona spessissimo, preferisce la ritmica, ma la stoffa ce l’ha eccome).

Oh Well è un brano dei Fleetwood Mac periodo Peter Green: Tom alla voce e maracas, mentre Mike è il vero protagonista del brano con una serie di assoli strepitosi. Il pubblico è in visibilio, anche se il caldo inizia a mietere le prime vittime (nel senso che si nota una certa staticità), ed anche i ragazzi sul palco hanno un po’ di fiatone. Something Big è un brano poco noto, ma bello, dall’arrangiamento quasi alla John Fogerty, uno swamp-rock molto elettrico e ritmato, mentre Don’t Come Around Here No More è come al solito quasi un pretesto per il finale pirotecnico, nel quale Campbell mette tutti al tappeto con la sua tecnica chitarristica da urlo.Free Fallin’ viene accolta da un boato, ed è un vero e proprio singalong collettivo; la lunga It’s Good To Be King (versione strepitosa di un brano che in studio sembra normale, ma stasera gli assoli di Mike e Tom la rendono monumentale) ed una cover diretta e molto rock’n’roll di Carol di Chuck Berry (nella quale il protagonista è Benmont Tench, pianista coi controfiocchi) ci portano al momento semiacustico del concerto: Learning To Fly è un altro capolavoro pettyano, e questo arrangiamento intimo (già ascoltato sulla Live Anthology) la nobilita, mentre la divertente Yer So Bad non la si sente spesso in un concerto di Tom. La breve ed elettrica I Should Have Known It porta allo strepitoso uno-due finale di Refugee e Runnin’ Down A Dream, due delle più grandi canzoni rock del nostro (specie la prima, un classico assoluto), nelle quali Tom e i suoi non fanno prigionieri, ridando vita anche alla parte di pubblico ammazzato dal caldo.

Una breve pausa, poi i bis: Mary Jane’s Last Dance è una grande canzone rock, e per me questa ascoltata stasera è la versione definitiva: splendida, tesa, chitarristica, con un finale stratosferico nel quale le twin guitars di Tom e Mike si incrociano in una serie di assoli pazzeschi. Alla fine tutti esausti, ma che versione!Il concerto termina del tutto con un brano nuovo presentato in anteprima, dal titolo Two Men Talking (un blues abbastanza canonico, sullo stile di certe cose di Mojo) ed il superclassico American Girl, breve come sempre ma decisamente intensa e piena di feeling.Ora è proprio finita, Tom e i suoi Spezzacuori salutano felici (Petty ha anche promesso che tornerà presto, vedremo…) e sfiancati dal gran caldo (Campbell sta letteralmente boccheggiando), lasciando un pubblico in visibilio. Anch’io fisicamente sono provato, ma sono conscio di avere assistito ad una grande serata di rock, per merito di un gruppo che non ha eguali sulla faccia della terra.Da ricordare questo 2012: Bruce Springsteen e Tom Petty nello stesso mese…e quando mi ricapita?

Marco Verdi

La (Seconda) Migliore Rock And Roll Band Al Mondo! Tom Petty And The Heartbreakersultima modifica: 2012-07-02T19:45:00+02:00da bruno_conti
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