Onde Radio Dall’Inghilterra. Levellers – Static On The Airwaves

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Levellers – Static On The Airwaves – OTF Recordings 2012

Devo ammettere che ho sempre avuto un debole per i Levellers, band folk-punk-rock di Brighton (Sud Inghilterra) sulla breccia ormai da più di un ventennio, che tengo in considerazione sin dal loro folgorante esordio “ufficiale” Levelling The Land (91), un vero e proprio “bestseller” del genere folk rock, tanto da rimanere nelle classifiche dei dischi più venduti in Inghilterra addirittura per anni. Il sottoscritto ha conosciuto i Levellers verso la fine del ’92, in un “torrido” concerto tenuto in un locale di San Colombano Al Lambro (purtroppo di fronte a poche persone), e questi “folletti” sul palco esprimevano la forza, la grinta, l’aggressività della generazione che rappresentavano (e tuttora rappresentano), il rispetto e la conoscenza della tradizione musicale nella quale era inserita. Infatti il gruppo ha mosso i primi passi della propria carriera artistica in piena era “punk-folk”, e a differenza di altri esponenti di quel periodo, ha subito dato delle connotazioni molto più elettriche al proprio suono, lasciando quasi esclusivamente all’incredibile violino di Jon Sevink le sfumature di un “sound” tradizionale, anche se va detto che il “nostro” usa generalmente lo strumento come una sciabola, cavandone sonorità che hanno poco di tradizionale e molto di “punk-rock”.

 

L’attuale “line-up” della band è composta oltre che dal citato Sevink al violino, da Mark Chadwick il cantante anche alle chitarre, Jeremy Cunningham al basso, Charlie Heather alla batteria, Matt Savage alle tastiere, e da Simon Friend al mandolino e banjo, e sotto la produzione di Sean Lakeman (fratello del più noto cantautore Seth), i Levellers con questo lavoro dimostrano musicalmente di restare fedeli alle proprie radici, dove le chitarre sono sempre sferraglianti, la sezione ritmica sembra scolpita nel granito tanto è vigorosa e solida ed il violino è sempre naturalmente al suo posto, più indiavolato che mai, ma capace anche di sfumature dolci e melodiose. I testi delle canzoni di Static On The Airwaves si riflettono sull’attuale politica estera britannica, partendo dal brano iniziale We Are All Gunmen dal ritmo saltellante, con una batteria pulsante e il violino a punteggiare la melodia, mentre la seguente Truth Is non conosce mezze misure, viaggia a tutto gas con il violino di Jon che si impossessa degli stacchi strumentali, e ricama veloci assoli. After The Hurricane è una ballata piuttosto dolce con un refrain indovinato, segue un pezzo solido come Our Forgotten Towns con un’apertura indiavolata nella forma classica della “fiddle tune”,  e ancora sempre a seguire una No Barriers dalla struttura analoga, con una arrabbiata base strumentale.

Un cenno a parte lo merita sicuramente Alone In This Darkness, un’oasi acustica in cui rivedo i Levellers che più ho amato, con un prezioso lavoro dell’immancabile violino, uno degli episodi migliori del lavoro. Si prosegue con l’irruenza e l’aggressività che pervadono Raft Of The Medusa, pezzo duro e tosto, mentre Mutiny ci porta verso lidi danzerecci, marchio di fabbrica dei primi album. Un arpeggio di chitarra introduce la splendida ballata folk Traveller, con sottofondo di piano, violino,chitarra acustica e armonie vocali, l’opposto di Second Life forse il pezzo meno riuscito del CD. Chiude il tradizionale The Recruiting Sergeant,arrangiato alla maniera dei mai dimenticati Pogues dello “sdentato” Shane MacGowan. Coinvolgente e appassionato Static On The Airwaves sprigiona un grande vigore, incanta nelle canzoni d’atmosfera e diverte negli episodi più orecchiabili, insomma, un’ottima occasione per entrare in contatto con la musica dei Levellers, sempre in bilico tra rock e folk, destinato non solo a chi ancora non li conosce, ma anche ai fans di vecchia data. Esuberante.

Tino Montanari

Onde Radio Dall’Inghilterra. Levellers – Static On The Airwavesultima modifica: 2012-07-10T10:44:00+02:00da bruno_conti
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