Anteprima Nuovo Album Di Robert Cray Nothin’ But Love In Uscita Il 28 Agosto.

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Robert Cray Band – Nothin’ But Love – Mascot/Provogue/Edel in uscita il 28 agosto anche in Limited Edition Digipack Con Extra Track Nothin’ But Love Live

Quando sono belli bisogna proprio dirlo e questo Nothin’ But Love, 16° album in studio per Robert Cray, è uno dei suoi migliori album in assoluto. Evidentemente il cambio di etichetta e soprattutto l’incontro con un nuovo produttore, Kevin Shirley, hanno fatto bene al musicista di Columbus, Georgia. Proprio quel tanto bistrattato Shirley per le sue produzioni con Bonamassa, che il sottoscritto ha sempre trovato peraltro eccellenti. Ok, in passato ha lavorato con Journey, Iron Maiden, Mr.Big, Europe, non proprio musicisti da Blues classico, ma dal lato positivo ha lavorato con Black Crowes, Aerosmith e, ad inizio carriera, con Cold Chisel e Hoodoo Gurus, senza dimenticare il lavoro con Page per il doppio DVD retrospettivo dei Led Zeppelin che da solo gli varrebbe la medaglia al valore musicale. Se a uno come Rick Rubin si perdona un passato a furia di Run-D.M.C,. Slipknot e Slayer per i lavori successivi con Cash, Petty, Diamond, Avett Bros e in attesa degli ZZTop, qualche peccatuccio lo si può perdonare anche al buon Kevin, fine della parentesi.

Proprio l’approccio da “dirt under the fingernails”, come riportano le note di presentazione del disco, voluto da Shirley, ha fatto sì che questo disco, registrato volutamente in presa diretta, solo tastiere, basso, batteria e la chitarra e la voce del leader in primo piano, sia un ritorno alle origini di dischi strepitosi, in questo ambito musicale, come Who’s Been Talkin’, False Accusations e Strong Persuader, dove il blues veniva miscelato con soul, rock e qualche spruzzatina jazz con una classe e una souplesse che ricordava i suoi mentori musicali, gente come BB King, Albert Collins, Bobby Blue Bland ma anche Hendrix e Buddy Guy senza dimenticare “mister Mano Lenta” Eric Clapton, che ha espresso più volte la sua ammirazione e dato la sua amicizia al nostro. Cray non ha mai perso il tocco di chitarra e quella voce calda e suadente è un dono di natura, ma dischi come Twenty e This Time non hanno fatto molto per mantenere la sua reputazione, per usare una parafrasi, soprattutto l’ultimo faceva un po’ pena (il termine esatto sarebbe “cagare” ma per rispetto…), con un suono molliccio e ripetitivo, privo di idee e con dei suoni poco incisivi, parere personale. Eh sì che di idee non ne occorrono tante in un genere come il Blues, bastano delle buone canzoni, dei suoni caldi e naturali, una buona produzione, tutti ingredienti che non mancano in questo Nothin’ But Love e che comunque nei concerti dal vivo, come dimostrava anche il recente disco Live Cookin’ In Mobile, al buon Robert, anche in tempi recenti, non hanno mai fatto difetto.

E’ ovvio che soprattutto nel caso in cui si parli di album con una uscita più avanti nel tempo, per ottenere le informazioni basilari ci si avvale delle informazioni contenute nei comunicati stampa ed è altrettanto ovvio che in queste note si parli sempre in termini entusiastici dei prodotti in questione, poi sta al senso critico di chi scrive prendere “cum grano salis” quanto si ricava, senza appiattirsi o, peggio ancora, soccombere al copia e incolla come è diventata pessima abitudine in questa era tecnologica per molta cosiddetta critica musicale, soprattutto in rete. Il problema non si pone per questo nuovo Robert Cray che, ribadisco, è proprio genuinamente bello di suo e quindi non ha bisogno di aiuti esterni: lo scorso anno Cray è stato “indotto” nella Blues Hall Of Fame, a 57 anni dovrebbe essere il bluesman più giovane ad essere indotto in questa “Accademia”. Per festeggiare pubblica questo nuovo album, tutto composto di materiale originale scritto con gli altri componenti storici del suo gruppo, il tastierista Jim Pugh, il bassista Richard Cousins e il batterista Tony Branaugel che è produttore anche di suo.

Il suono, brillante e lineare, si gusta sin dall’iniziale Won’t Be Coming Home un blues antemico di quelli classici del suo repertorio migliore. Anche Worry è una eccellente canzone con un pianino alla Winwood che ricorda certe cose dei Traffic e un call and response nel reparto vocale che aggiunge fascino al brano, sempre percorso dalla chitarra di Cray. La jazzata I’ll Always Remember You aggiunge anche una sezione fiati alle procedure. Side Dish, energica e grintosa vira addirittura verso sonorità vicine al R&R con il piano di Pugh a fiancheggiare la solista di Robert e A Memo ci ricorda appunto il Cray melodico e avvolgente dei capitoli migliori. Blues Get Off My Shoulder è uno slow blues quasi da crooner, nuovamente con fiati al seguito, mentre la lunga ed emozionante I’m Done Crying è una ballata in crescendo con una bella sezione fiati aggiunta che conferisce pathos alle operazioni e Great Big Old House è il consueto omaggio al grande deep soul da parte di Robert Cray, cantato con grande partecipazione e con l’organo in spolvero. E la conclusiva Sadder Days, molto malinconica, ricorda certe di Sam Cooke. Tutto molto bello, che altro dire!  

Non (vi) resta che aspettare.

Bruno Conti

Anteprima Nuovo Album Di Robert Cray Nothin’ But Love In Uscita Il 28 Agosto.ultima modifica: 2012-07-22T17:44:00+02:00da bruno_conti
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