Non Solo “Covers”, Ma Molto di Più! Jimmy LaFave – Depending On The Distance

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Jimmy LaFave – Depending On The Distance – Music Road Records 2012

Un inguaribile fan di Bob Dylan (sono oltre venti le cover totali sparse nei vari album) o un autore da prendere sul serio? Questo è l’interrogativo che molti si posero all’indomani dell’ottimo debutto discografico Austin Skyline (1985), ed era più che lecito. In quel disco (che già nel titolo richiama Nashville Skyline) mostrava una solida passione per Dylan, trovavano spazio, accanto a dodici brani originali, ben quattro “covers” dell’autore di Duluth, un’anomalia se fosse accaduta altrove, non certo nel panorama musicale di quel periodo. Dopo il folgorante esordio, LaFave dispensa negli anni altri ottimi lavori, a partire dal seguito Highway Trance (1994), Buffalo Return to the Plains (1995), Road Novel (1997), Trail (1999), seguiti da album più di “routine” come Texoma (2001), Blue Nightfall (2005), Cimarron Manifesto (2007), più l’immancabile raccolta Favorites 1992-2001 del 2010 a chiudere il cerchio.

A cinque anni dall’ultimo lavoro in studio, il buon Jimmy torna con questo Depending On The Distance (ed ai primi ascolti mi sembra sia ritornato ai livelli degli esordi), e aiutato da un gruppo  di straordinari musicisti di Austin, a partire dal fidato pianista Radoslav Lorkovic,  Bobby Kallus, Chip Dolan, Travis Linville, Glenn Scheutz, Bill Chambers, Richard Feridun, John Inmon, Tim Lorsch, e le coriste Carol Young, Tameca Jones e come ospite la brava cantautrice Eliza Gilkyson, registrando il tutto nei famosi Cedar Creek Recordings, centra l’obiettivo.

Le 13 canzoni di questo disco coprono tutto l’universo musicale di LaFave: le immancabili cover di Dylan, a partire dalla lunga ballata Red River Shore (quasi dieci minuti di grande intensità), alla sofferta e pianistica I’ll Remenber You e la splendida Tomorrow Is A Long Time, e già che ci siamo segnalo una magnifica Land Of Hope and Dreams pescata dallo sterminato repertorio del Bruce, e una sorprendente versione della datata (1980) Missing You, hit di John Waite. Gli originali di LaFave rimangono fedeli al suo stile, come l’iniziale Clear Blue Sky una dolce e bellissima canzone d’amore (rafforzata dal suono del pianoforte), ballate come Living In Your Light e Vanished, cantate con tale sentimento che anche in una giornata di sole, ti danno la pelle d’oca. It Just Is Not Right e Red Dirt Night mostrano come Jimmy sia a suo agio anche con il suono del movimento musicale “Red Dirt”, mentre Bring Back The Trains cantata in duetto con Tameca Jones ha più di un riferimento gospel. Chiude, A Place I Have Left Behind, una ballata sottile, una canzone piena di nostalgia, dalla bellezza glaciale.

Jimmy LaFave  non è mai stato un fuoriclasse, e su questo per chi scrive non c’è dubbio, però è un onestissimo interprete, un ottimo “performer”, un discreto songwriter e un cantante romantico che ti punta una pistola al cuore, quando interpreta le sue ballate. Depending On The Distance è un disco piacevolissimo e scorrevole, con una coerenza tutta sua e un gusto che a Jimmy non si può non riconoscere (non c’è un suono fuori posto), che lo rende più che dignitoso. Ma anche se non avesse fatto la carriera che ha fatto, ad un uomo con una voce così, vorrei bene lo stesso.

Tino Montanari

Non Solo “Covers”, Ma Molto di Più! Jimmy LaFave – Depending On The Distanceultima modifica: 2012-10-21T10:23:46+02:00da bruno_conti
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