Un “Cane Sciolto”, Ma Ricco Di Talento! Matthew Ryan – In The Dusk Of Everything

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Matthew Ryan – In The Dusk Of Everything – Self Released 2012

Confesso che ogni uscita di un nuovo lavoro di Matthew Ryan mi intriga particolarmente, ma nello stesso tempo mi obbliga ad essere più concentrato nello sviluppo dell’ascolto. Il percorso artistico di Ryan si è svolto in modo complesso e lo accosta a tanti, più o meno stimati colleghi della canzone rock americana, osteggiati da un mercato che segue schemi ben precisi e mal sopporta i “cani sciolti”, e Matthew è uno di questi, perché ha talento da vendere, malgrado goda di una stima inferiore ai risultati ottenuti attraverso i suoi dischi. Questo, In The Dusk Of Everything, co-prodotto da David Ricketts (come il folgorante esordio di Mayday (97), completa una trilogia iniziata con lo splendido Dear Lover (2010) nelle due versioni elettrica e acustica ( da preferire la versione acustica) e il seguente I Recall Standing As Though Nothing Could Fall (2011), recensito a suo tempo su questo blog, e purtroppo entrambi venduti solamente sul suo sito.

Un uomo solo e la sua chitarra: questo sembra essere il concetto che guida il nuovo corso poetico di Matthew Ryan, uno dei pochi in grado di rivoltare una canzone con un paio di accordi e una voce che trasuda malinconia e passione in ogni nota, come in questo “concept album”, dove si trovano brani minimalisti con pochi accordi di chitarra quali And So It Goes e I Hate Everyone , ballate un po’ più elettriche come And It’s Such a Drag e Amy, I’m Letting Go con un’armonica lancinante, il fraseggio sussurrato di The Events at Dusk e It Always Rains When You Miss Her, le quasi recitative She’s a Sparrow e Stupid World, la dolce e ammaliante Let’s Waye Goodbye dove, inaspettato, fa capolino un pianoforte, per chiudere con l’ultima traccia, tratta dal film omonimo Broken Side of Time.

In The Dusk Of Everything non è certamente un disco di facile ascolto, ma se lo lasciate girare sul vostro lettore più volte, scoprirete (non tutte) delle grandi canzoni scarne, sofferte, spoglie, come le foglie dell’autunno che abbiamo alle porte. Per questo mi viene da consigliare questo lavoro (anche se preferisco il primo periodo), in quanto “il nostro” non fa clamore, non segue le mode e si preoccupa solo di scrivere belle canzoni e perché Matthew Ryan è un talento cosi grande, da non meritare l’oscurità in cui si è andato ad infilare.

Tino Montanari 

Un “Cane Sciolto”, Ma Ricco Di Talento! Matthew Ryan – In The Dusk Of Everythingultima modifica: 2012-10-29T15:27:54+01:00da bruno_conti
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