Breve Ma Intenso! Junior Kimbrough – First Recordings

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Junior Kimbrough – First Recordings – Big Legal Mess Records

Quando, all’inizio degli anni ’90, R.L. Burnside e Junior Kimbrough, vennero (ri)scoperti dalla Fat Possum, etichetta fondata da quello che era stato uno degli editori della rivista Living Blues, i due erano degli ultra sessantenni poco conosciuti dal grande pubblico, ma molto stimati dagli altri musicisti e dai critici. Proprio ad uno di loro, Robert Palmer, già critico del New York Times e di Rolling Stone, venne affidata la produzione dei primi dischi di entrambi. Loro facevano già da anni questa musica, che venne definita “North Hill Mississippi Country Blues” (indovinate i nostri amici da dove hanno preso il nome?) o anche “Juke Joint Music”, termine derivato da quei piccoli locali arcaici dove i bluesmen neri si ritrovavano per suonare e che in italiano potremmo definire “baracchini” perché rende bene l’idea. Senza andare a ritroso a fare la storia di questa musica, tra i cui progenitori lo stesso Kimbrough citava Lightnin’ Hopkins e Mississippi Fred McDowell,  non si può fare a meno di pensare anche a John Lee Hooker, di cui un giornalista inglese ha però rivoltato la paternità dicendo che questa musica “rozza e ripetitiva, ipnotica, suggeriva una sorta di arcaico antenato di quella di Hooker”, che secondo chi scrive già faceva la sua musica quando Kimbrough portava ancora i pantaloni corti, ma le opinioni sono sempre rispettabili.

Tra i fans e sostenitori di Kimbrough c’è sempre stato anche Charlie Feathers, più o meno un suo coetaneo, che ha spesso sostenuto che il musicista di Hudson, Mississippi fosse “il principio e la fine di tutta la musica”, come è scritto sulla sua pietra tombale. Al di là di questi attestati di stima, se togliamo quella decade gloriosa in cui i musicisti della Fat Possum venivano riveriti, oltre che dalla stampa specializzata, anche da molti musicisti bianchi, uno per tutti, John Spencer, che ha registrato anche con Burnside, la musica di questi incredibili personaggi rivive periodicamente quando esce qualche ristampa o si trova del materiale inedito, come questo contenuto in First Recordings.

Già pubblicate in vinile nel 2009, queste registrazioni risalgono all’inizio della carriera discografica di Junior Kimbrough, quando il musicista, in cerca di un contratto, si recò nel 1966 presso gli studi della Goldwax Records, l’etichetta guidata dal grande Quinton Claunch (scopritore di talenti “sfortunati” come O.W. Wright e James Carr e tutt’ora in pista alla veneranda età di 90 anni). “Sfortunati” a livello discografico ma voci incredibili, comunque anche i migliori qualche volta sbagliano e Claunch decise di non pubblicare le registrazioni dicendo che erano “troppo country”! Risentiti oggi, questi sei brani, di cui uno diviso in due parti, a formare una sorta di EP, con poco meno di quindici minuti di musica, contengono già in nuce tutte le caratteristiche future della musica di Kimbrough: come già ricordato, tempi ipnotici e ripetitivi anche della sezione ritmica, assoli secchi e brevi, con delle derive modali (probabilmente inconsce) simili alla musica orientale o alle future sonorità di gente come Ali Farka Touré e di altro “blues africano”.

Anche se il sound che più viene in mente è proprio quello di John Lee Hooker, con qualche piccola traccia pure di soul, per esempio, in un brano come Meet Me In The City dove la voce di Kimbrough ha il timbro melodico di alcuni cantanti neri dell’epoca. Mentre l’iniziale Lonesome In My Home prende Howlin’ Wolf e lo schiaffa sulle colline del Mississippi insieme al vecchio Hook con il suo stile ripetitivo e reiterato, quasi ieratico, semplice ma molto efficace. Senza gridare al miracolo, era bella musica già allora, la prima parte di Feels So Good, anticipa il sound dei primi Canned Heat, altri seguaci di Hooker che nascevano in quel periodo e la seconda parte ha poche variazioni rispetto alla prima, forse un sound più serrato. Ma le scansioni ritmiche sono più o meno sempre quelle, anche in Feels So Bad, che “si senta bene o male” Kimbrough ha già in mente quella musica che poi perfezionerà una trentina di anni dopo. Citiamo anche Done Got Old, il sesto brano, e li abbiamo ricordati tutti, ma i titoli in fondo hanno poca importanza, sono tutte variazioni sullo stesso tema e in quanto tali tutte interessanti. Breve ma intenso, consigliato ai fans della sua musica ma anche a chi ama il Blues più crudo e sanguigno, naturale e non adulterato.

Bruno Conti 

Breve Ma Intenso! Junior Kimbrough – First Recordingsultima modifica: 2012-11-12T10:36:19+01:00da bruno_conti
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