Piccoli “Outlaws” Crescono! Richie Allbright – Kickin’ Down The Doors

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Richie Allbright – Kickin’ Down The Doors – Richie Allbright CD

Richie Allbright (da non confondere con il quasi omonimo Richie Albright, una elle di meno nel cognome, ex batterista di Waylon Jennings) è un ragazzone di Mathis, una piccola cittadina del South Texas, cresciuto a pane e Outlaws. Infatti (e qui il punto in comune con il suo quasi omonimo drummer) la sua musica risente molto dell’influenza del grande Waylon, ma anche di gente come Willie Nelson, Billy Joe Shaver e Merle Haggard (che texano non è, né il suo nome è mai stato direttamente associato al movimento Outlaw Country, ma in realtà avrebbe potuto benissimo esserlo, anche se forse un brano come Okie From Muskogee Waylon non lo avrebbe mai scritto).

Esordiente nel 2008 con If I’d Known Then, e titolare di un’attività live molto vivace tra Texas e stati limitrofi, ora Richie si rifà sotto con Kickin’ Down The Doors, un ottimo disco di puro country texano, che si ispira chiaramente ai suoi modelli. Certo, le sue canzoni possono sembrare derivative, in alcuni momenti pare di ascoltare qualche outtake dei vari Billy Joe, Willie e Waylon, ma quello di Allbright è chiaramente un atto d’amore verso una musica che purtroppo oggi fanno in pochi (mi viene in mente la Jackson Taylor Band). D’altronde Waylon ci ha lasciato da anni, Shaver sembra aver appeso la chitarra al chiodo, e Willie, l’unico ancora super attivo, ultimamente si è spostato verso un country più classico: ben vengano quindi dischi come questo, dove si respira ancora fresca l’aria di un periodo musicalmente irripetibile. Per questo album, Richie è entrato in studio con pochi amici (tra cui Jarrod Birmingham, a sua volta musicista in proprio, e Billy Joe High), ed ha messo a punto dieci brani che, se siete appassionati del genere, non mancheranno di allietare le vostre serate. Chitarre elettriche, ritmo sempre alto, voce perfetta (uno Shaver meno nasale), grinta e feeling a piene mani, oltre ad una sicura abilità nel songwriting.

Apre la title track, un perfetto rockin’ country, giusto a metà tra Shaver e Waylon, voce in palla e melodia fluida. La frizzante I Can’t Break The Habit ricalca gli stessi canoni, con ottimi interventi di pianoforte e chitarra ed un feeling particolare che solo un texano può avere. Where The Rainbow Hits The Ground è una delle migliori del CD: una splendida ballata dal classico suono outlaw, con echi di Kristofferson (un altro fuorilegge doc) nella melodia, un brano che non mi stupirei se entrasse a far parte del repertorio dello stesso Kristofferson o di Willie (più quest’ultimo, in quanto Kris non ama molto mettere canzoni di altri nei suoi dischi).

Con You Can’t Take Away My Music siamo ancora dalle parti di Waylon, ed il ritornello è semplicemente irresistibile: grande musica, non importa se derivativa. La pacata Down Her Memory Lane offer un momento di quiete, mentre con I’m Gonna Say I’m Sorry Now, chitarristica e ritmata, Richie si ributta nei territori a lui più cari; la pianistica e lenta I Don’t Need A Thing At All dimostra che anche i fuorilegge hanno un cuore: qui avrei visto bene un duetto con una voce femminile, ma non si può avere tutto. Boland And Birmingham, omaggio all’amico Jarrod ed a Jason Boland (un altro che sta dalla parte giusta) è Texas country al 100%, Gravedigger ha un marcato sapore western, mentre I Was Born This Way chiude l’album così come si era aperto, cioè con un saltellante brano alla Billy Joe Shaver.

Davvero una bella sorpresa questo Kickin’ Down The Doors: file under Outlaw Country.

Marco Verdi

Piccoli “Outlaws” Crescono! Richie Allbright – Kickin’ Down The Doorsultima modifica: 2013-01-18T10:47:48+01:00da bruno_conti
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