Qui Si Va Sul Sicuro! Dale Watson And His Lonestars – El Rancho Azul

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Dale Watson & His Lonestars – El Rancho Azul – Red House CD

Se uno come Willie Nelson dice di essere il tuo più grande fan, puoi cominciare a pensare che un tantino bravo tu lo sia. Il soggetto in questione è Dale Watson, texano di Austin (anche se nativo dell’Alabama), un countryman molto noto agli appassionati del vero country, un cult artist per antonomasia, che oltre che dal vecchio Willie ha avuto parole di elogio anche da Hank III (che lo ha definito, forse esagerando un pochino, il salvatore della musica country).

Dale è uno decisamente prolifico: il suo debutto, Cheatin’ Heart Attack, è del 1995, ed in meno di vent’anni ha dato alle stampe (live compresi), più di venti album, quasi tutti di livello tra il discreto, buono, ed in alcuni casi ottimo. Watson è uno che in tutto questo tempo non ha cambiato di una virgola il proprio sound: la sua è una miscela vincente di country, honky-tonk, swing, boogie, rock’n’roll, suonati con grande grinta, ritmo e feeling da Dale con i fidi Lonestars, ed anche questo nuovo lavoro, intitolato El Rancho Azul, rimane fedele alla linea. Chi conosce Dale sa esattamente cosa aspettarsi, è un po’ come George Thorogood per il rock-boogie-blues o Delbert McClinton per il soul-errebi (e, spostandoci in territori più estremi, gli AC/DC per l’hard rock): tutta gente che si è creata un proprio pubblico, lo conosce bene, e sa che un cambio di stile alienerebbe loro buona parte dei fans senza necessariamente portarne di nuovi.

Registrato agli studi Pedernales di proprietà proprio di Willie Nelson, El Rancho Azul è quindi un perfetto concentrato dell’arte di Dale Watson, e certamente si può affiancare ai suoi dischi più riusciti. Quattordici brani, quaranta minuti di country ad alto tasso ritmico: Dale ama particolarmente le drinkin’ songs, ed anche in questo album circa la metà dei brani parla di bevute, da solo o in compagnia.

Si va dalla swingata (e ritmata) I Lie When I Drink, che apre l’album con il piede giusto, al country-rock per camionisti Where Do You Want It (un piacere per le orecchie), al boogie I Drink To Remember, al tipico honky-tonk elettrico Cowboy Boots, un brano di quelli che Dale canta anche sotto la doccia. Citerei anche la velocissima We’re Gonna Get Married, irresistibile miscela di bluegrass e rock’n’roll, la languida cowboy ballad (anche Dale si deve riposare ogni tanto) Daughter’s Wedding Song, i due godibilissimi honky-tonk dal titolo quasi uguale Quick Quick Slow Slow e Slow Quick Quick, messi uno di seguito all’altro, il ritmatissimo rockabilly Give Me More Kisses (provate a tenere fermo il piede o la testa se vi riesce).

Per non stare a nominarle tutte (ma lo meriterebbero), mi limito ancora a I Can’t Be Satisfied, un rockin’ country decisamente gustoso, la classica che più classica non si può I Hate To Drink Alone e la conclusiva Thanks To Tequila, puro Texas country. Sarà anche musica just for fun, farà anche dischi tutti uguali tra loro, ma a me Dale Watson piace.

Marco Verdi

Qui Si Va Sul Sicuro! Dale Watson And His Lonestars – El Rancho Azulultima modifica: 2013-02-10T13:41:53+01:00da bruno_conti
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