E Dopo I Chitarristi Una “Pioggia” Di Armonicisti – Remembering Little Walter

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Various Artists – Remembering Little Walter – Blind Pig Records 

Il dibattito su chi sia stato il più grande armonicista nella storia del Blues è ancora aperto, ma quasi tutti convengono che Marion Walter Jacobs, per la storia Little Walter, sia il candidato più accreditato. E’ sempre difficile fare graduatorie, ma se Jimi Hendrix vince, giustamente, tutte quelle in cui si parla di chitarra elettrica, Little Walter, uno dei primi ad elettrificare il suo strumento nella Chicago del dopoguerra e ad avere quel suono quasi da sassofono, una sorta di Charlie Parker del blues, per citare un altro che ha avuto una influenza incredibile sulla musica del ventesimo secolo, vince quella del più piccolo strumento a fiato (importante). Senza stare a farla troppo lunga, anche Walter (Little per non confonderlo con Big Walter Horton, venuto poco prima di lui e che molti considerano il più grande come tecnica pura allo strumento e ricordando anche i Sonny Boy Williamson, tra le influenze di Jacobs) si pone tra gli innovatori perché oltre a usare semplicemente l’amplificazione, come facevano altri, l’aveva fatta diventare uno strumento in sé, come era stato per Jimi con la chitarra, lavorare a volumi altissimi (per l’epoca) concedeva possibilità che altri non avevano saputo sfruttare.

Nato a Marksville, Lousiana Little Walter era già a Chicago nel primissimo dopoguerra, 1945, e nel 1948 entrava a far parte della band di Muddy Waters. Dopo poco più di venti anni vissuti pericolosamente, il 15 febbraio del 1968 moriva per le conseguenze di una rissa avvenuta la sera prima in un locale di Chicago (probabilmente l’ultima di una serie che si sommò ad altre avvenute in precedenza): non aveva ancora compiuto 38 anni. Jacobs, oltre ad essere stato “l’armonicista” per eccellenza, era anche un ottimo cantante ed autore e ha realizzato, oltre alle innumerevoli collaborazioni, anche una serie di album e canzoni a nome proprio. Per l’occasione di questo tributo, Remembering Little Walter, Mark Hummel ha radunato un gruppo di armonicisti che sono alcuni tra i migliori ancora in attività (direi che mancano James Cotton e Kim Wilson, così a occhio, tra i top players), ma non essendo un raduno degli alpini e suonando tutti i musicisti nella stessa occasione e non in una serie di registrazioni in diverse date, possiamo ritenerci più che soddisfatti per gli artisti presenti.

In quella serata del dicembre 2012 all’Anthology di San Diego, in aggiunta al citato Hummel ci sono Charlie Musselwhite, Billy Boy Arnold, Sugar Ray Norcia, James Harman e (Little) Charlie Baty, che oltre ad essere uno dei chitarristi della serata si cimenta anche all’armonica, Nathan James dei Rhythm Scratchers (che non conosco benissimo, ma prima era con Harman)) è l’altra chitarra (quella con la forma à la Bo Diddley), Jun Core il batterista,viene dalla band di Musselwhite e il bassista, RW Grigsby suona nei Blues Survivors di Hummel. Un gruppo compatto e solido e poi naturalmente, armonicisti come piovesse, 5+1 per la precisione. Prevalgono i bianchi,ma non è una critica, una semplice constatazione, sette bianchi, due neri e uno “abbronzato”, come ha detto qualcuno di nostra conoscenza, il risultato è più che soddisfacente, direi ottimo. Scorrono molti dei cavalli di battaglia di Jacobs: si parte con una I Got To Go dove il primo dei solisti a prendere il centro della scena è Mark Hummel, e via con i primi assolo, che peraltro sono il motivo di questa serata e quindi aspettiamone tanti. Poi è il turno di Charlie Musselwhite, con la lunga ed intensa Just A feeling, una delle migliori del concerto. Billy Boy Arnold, con una travolgente You’re So Fine, dimostra di essere ancora in grande forma, sia vocale che allo strumento e anche James Harman non scherza, con una vibrante It’s Loo Late Brother, uno dei pochi brani che non porta la firma di Little Walter.

Mean Old Frisco, uno dei preferiti di Eric Clapton, grande estimatore, che ricorda nelle note che “Little Walter è stato una molto, molto potente influenza sulla mia musica”, chiude il primo giro, nell’interpretazione di Sugar Ray Norcia. Si riparte con una ondeggiante e tipica One Of These Morning affidata a Charlie Musselwhite, che a dispetto dei quasi 70 anni è sempre in gran forma (ma non dimentichiamo che il decano della serata, Billy Boy Arnold va per i 78, e non si direbbe). A seguire una riflessiva e delicata Blue Light “pennellata” da un ottimo Hummel, con la sua armonica che riverbera dalle casse dell’impianto in questo favoloso brano strumentale e da Crazy Mixed Up World, uno dei due brani firmati da Willie Dixon, con James Harman che guida con brio il manipolo di musicisti. Up The Line di Sugar Ray Norcia è una di quelle con i tempi più “strani” ma sempre compatibile con il classico electric Chicago Blues della serata. Ancora un grande Arnold con Can’t Hold Out Much Longer che ricordo su 461 Ocean Boulevard di Clapton e poi, tutti insieme appassionatamente, per una corale My Babe, l’altro brano di Dixon, che era la canzone più famosa di Little Walter, sei assolo, dicasi sei, in sequenza, per un gran finale di un ottimo disco, super consigliato agli aficionados dell’armonica ma, in generale, per tutti gli amanti del Blues classico.

Bruno Conti 

E Dopo I Chitarristi Una “Pioggia” Di Armonicisti – Remembering Little Walterultima modifica: 2013-05-18T11:10:42+02:00da bruno_conti
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