La Prima “Vera” Irish Band Americana! Solas – Shamrock City

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Solas – Shamrock City – Thl Records 2012/2013

Continua il nuovo capitolo della “saga” dei Solas, iniziato con For Love And Laughter (2008), proseguito con il seguente The Turning Tide (2010), per arrivare a questo Shamrock Cit,y con l’attuale line-up composta dallo storico polistrumentista e attuale leader Sèamus Egan, dalla violinista e vocalist di New York Winifred Horan, dal fisarmonicista di Belfast Mick McAuley, dal bravo chitarrista e pianista Eamon McElholm, e dalla nuova vocalist Niamh Varian-Barry, cui tocca l’ingrato compito di succedere alle bravissime Deirdre Scanlan (dal 2000 al 2008) e ultimamente all’irlandese Mairèad Phelan.

Il gruppo formatosi nel lontano ’96, annoverava tra le sue file artisti irlandesi e statunitensi, ed era depositario di un suono corposo, in cui gli strumenti della tradizione venivano accompagnati da un ricco e caldo tappeto percussivo, dove l’elemento celtico era senza dubbio predominante, il tutto certificato dal trittico iniziale, con l’esordio Solas (96), cui faranno seguito Sunny Spells & Scattared (97) e The Words That Remain (98). Il sodalizio iniziale con la label Shanachie Recordsprosegue nell’ambito del folk revival contemporaneo, con album sempre su uno standard elevato come The Hour Before Dawn (2000), The Edge Of Silence (2002), Another Day (2003) e Waiting For An Echo (2005). Scritturati dalla Compass Records e per celebrare la prima decade di attività, i Solas danno vita ad un concerto dal vivo Reunion: A Decade Of Solas (2006) che metteva insieme l’allora attuale line-up, membri fondatori che se ne erano andati da tempo e ospiti di riguardo che avevano suonato nei loro album (evento proposto sia in CD che in DVD).

Fatto il punto della decennale produzione discografica, il gruppo riparte (senza Karan Kasey e John Doyle, gli altri membri fondatori, rientrati per l’occasione, ma che avevano già lasciato il gruppo tra il 1999 ed il 2001) dai due album menzionati all’inizio, dove la brava Mairéad Phelan canta anche motivi di grossi personaggi come Richard Thompson (The Ditching Boy) Bruce Springsteen (Ghost Of Tom Joad), Rickie Lee Jones (una stupenda riedizione di Sailor Song) e brani di autori minori (ma non meno interessanti) quali Josh Ritter (A Girl in The War) e Karine Polwart (Sorry) ,cercando di dare sempre una personale anima celtica.

Con Shamrock City il gruppo propone un progetto ambizioso, un singolare concept album che scava in una storia familiare di immigrazione, con la morte di un certo Michael Conway, prozio del padre di Sèamus Egan, il leader indiscusso della band, avvalendosi, nello sviluppo della storia, di un cast di musicisti ospiti tra i quali Rhiannon Giddens del trio Carolina Chocolate Drops, il grande cantante scozzese Dick Gaughan, Aoife O’Donovan cantante del gruppo folk bluegrass Crooked Still e il bassista dei Lunasa Trevor Hutchinson, che contribuiscono ad un “sound” folk più contemporaneo, dove si fondono le “radici” e la musica celtica. Il disco si apre con Far Americay una ballata scritta da McAuley (il lamento di una madre) che Niamh Varian-Barry canta con profonda e malinconica partecipazione, seguita dalla briosa Tell God and The Devil, mentre Michael Conway è il brano principale nel quale Egan lascia ampio spazio agli strumenti a corda, per farne apprezzare la dolcissima melodia.

Si riparte con uno strumentale sotto forma di reel Girls On The Line, mentre Lay Your Money Down, uno splendido bluegrass, viene preso per mano dalla brava Rhiannon Giddens, seguito dal valzer malinconico Arbor Day, cantato dall’altrettanto brava Aoife O’Donovan, mentre Welcome The Unknown è uno struggente brano strumentale, valorizzato dal violino di Winifred Horan. La parte finale narrativa della storia, inizia con il ballo scatenato dello strumentale High, Wide, and Handsome, poi entra in scena la voce inconfondibile di Dick Gaughan in Labour Song (una storia di minatori), seguito dal tradizionale Am I Born To Die?, arrangiato dai Solas come un brano dei tempi d’oro dei Fairport Convention, dove emerge la voce angelica della Varian-Barry, concludendo con una canzone di speranza, No Forgotten Man in memoria di tale William J.Parks.

I Solas sono sulla breccia dal ’96, passano gli anni anche per loro, eppure l’entusiasmo, l’energia, la voglia di ricercare e creare che sprigionano non si affievolisce e si mantengono su uno standard sempre elevato e significativo. La loro forza resta comunque il collettivo (nonostante i vari cambi di formazione), come certificato da questo lavoro, con la voce della nuova entrata Niamh, il flauto, il whistle e il mandolino di Sèamus, il violino della Winifred, la fisarmonica di Mick, la chitarre e le tastiere di Eamon, per un perfetto equilibrio di brani originali e strumentali. Quello che il vostro “umile recensore” ha chiamato il nuovo capitolo della saga Solas, è un disco davvero splendido e sontuoso, un chiaro esempio di come si possa suonare della celtic music con uno spirito e una ventata di freschezza, e di cui certamente i Solas sono tra gli alfieri nel panorama musicale mondiale.

Tino Montanari   

La Prima “Vera” Irish Band Americana! Solas – Shamrock Cityultima modifica: 2013-05-29T18:08:00+02:00da bruno_conti
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