Anteprima Johnny Lang – Fight For My Soul. Mah…!

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Jonny Lang – Fight For My Soul – Mascot/Provogue EU 03-09-2013 Concord Usa 17-09-2013

“Qualche eccesso di negritudine gratuita qui e là ma nell’insieme un bel disco dal vivo.” Così concludevo la mia recensione del Live At The Ryman, registrato nel 2009 e pubblicato nel 2010 dalla Concord/Universal (che rimane la sua etichetta negli States). un-giovane-di-talento-jonny-lang-live-at-the-ryman.html Potrei iniziare così questa recensione del nuovo Fight For My Soul, che sto scrivendo mentre impazza l’estate, ma il disco uscirà ai primi di settembre: così mi capita di leggere nel 99 % dei siti che se ne stanno occupando in questi giorni: “Sono passati sette anni dall’uscita del precedente album di studio Turn Around ma l’attesa è finalmente finita…eccetera eccetera” (in inglese naturalmente). Seguono una serie di ovvietà micidiali, non avendo ascoltato il disco bisogna affidarsi ai comunicati stampa! Qualcuno più avveduto si è informato presso lo stesso artista ed ha scoperto che la lunga attesa è dovuta anche al fatto che nel frattempo Jonny Lang ha provveduto ad allargare la famiglia con quattro figli, dicasi quattro, ma già dal 2010 l’album era in gestazione.

Lo stesso artista dichiara (e poteva essere diversamente?), tradotto in soldoni, che questo è il suo disco più bello di sempre, che è stato fantastico collaborare con Tommy Sims, che ha prodotto il nuovo album, che il disco sfugge a catalogazioni in questo o quel genere (ahia!) ma che i suoi complessi arrangiamenti, bellissime armonie vocali (ri-ahia!) e “l’espressivo” lavoro di chitarra lo rendono unico. Traduciamo: non è un disco di Blues, non è un disco di rock, non è, nonostante il titolo, un disco di soul, forse di “nu soul”, e ve lo dice uno che lo ha sentito bene, purtroppo. Ma chi è Tommy Sims? Nel suo CV troviamo che ha scritto Change The World con Clapton, brano che appare nella colonna sonora di Phenomenon con armonie vocali di Babyface, prima ancora era stato il bassista nella Other Band, quella che accompagnò Springsteen nel disgraziato tour del 1992-3 (sì, anche in MTV Plugged) ed in decine e centinaia di altre collaborazioni tra cui ci saranno sicuramente dei dischi che ho e mi piacciono. Anche a Jonny Lang il proprio disco sarà piaciuto, ma a “noi” non troppo! Per quanto mi sia sforzato di sentirlo più volte, mi risulta ogni volta difficile arrivare sino alla fine.

Ma sarò sicuramente io che mi sbaglio, gli appassionati di neo-soul (o nu soul) sicuramente troveranno motivi di apprezzare il disco, con le sue atmosfere anche complesse, che si rifanno al sound classico anni ’70 di Stevie Wonder e Marvin Gaye, e di recenti epigoni come Maxwell, D’Angelo, Erykah Badu e Lauryn Hill, o delle cose migliori di Alicia Keys, tutta gente assolutamente non disprezzabile. Anche Clapton ha cercato di fare degli album funky, ricchi di componenti di musica nera, anche nei musicisti, ma i risultati sono stati più spesso che no delle “ciofeghe”! L’unica cosa che si salvava erano gli assolo di chitarra e anche in questo Fight For My Soul sono forse l’unico elemento che mi sento di salvare. Il problema (se così lo vogliamo definire) è che non ce ne sono poi neanche molti, lui canta piuttosto bene, ha una bella voce e non la scopriamo in questo disco, ma gli arrangiamenti sintetici da “bland rock”, dove il Blues è un lontano ricordo, prevalgono, sembra uno di quei dischi poco riusciti che ultimamente faceva Robert Cray, tipo l’orribile This Time, fino alla rinascita con il recente Nothin’ But Love, spesso basta un buon produttore, ma Lang è ricaduto nei difetti che avevano afflitto la sua produzione dopo il 2000, suoni commerciali a scapito dei contenuti, prodotti ben confezionati ma che non sono appetibili né per gli amanti del rock, né del soul (quello buono), né tantomeno del blues(rock), come scontentare tutti in un colpo solo.

Come sempre il parere è strettamente personale ma mi risulta difficile salvare molti brani: forse l’iniziale Blew Up, dove quantomeno l’energia ha qualcosa delle vecchie collaborazioni tra Wonder e Jeff Beck, funky ma ben rifinita, anche se i coretti e il falsetto alla Prince non si reggono, la chitarra cerca di salvare il salvabile, ma è un fuoco di paglia. Che altro? La ritmata We Are The Same, che ricorda Stevie Wonder, ma quello non esaltante degli ultimi anni, interessanti cambi di tempo, coperti da arrangiamenti ridondanti ed esagerati e la “solita” chitarra che più di tanto, in mezzo a cotale modernità, non può fare. Forse anche la lunga ballata conclusiva I’ll Always Be, un tantino melodrammatica e sommersa dagli archi, redenta ancora una volta da un assolo pungente e reiterato nel finale. Nell’ambito della musica da classifica sarà anche un capolavoro ma io da Jonny Lang mi aspetto altro, per rimanere nell’ambito di vecchi ex ministri, visto che ne ho citato uno per la recensione del precedente live, come direbbe La Russa/Fiorello “è veramente brutto”! Speriamo per la prossima volta! Esce a settembre.

Bruno Conti

Anteprima Johnny Lang – Fight For My Soul. Mah…!ultima modifica: 2013-08-04T11:25:00+02:00da bruno_conti
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