Questo E’ Vero Southern Rock! Whiskey Myers – Early Morning Shakes

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Whiskey Myers – Early Morning Shakes – Wiggy Thump Records ***1/2

Come forse alcuni di voi ricorderanno (per chi vuole approfondire eccolo http://discoclub.myblog.it/2011/05/15/sudisti-veri-e-di-quelli-ma-molto-bravi-whiskey-myers-firew/ ), in occasione dell’uscita del precedente album Firewater, mi ero lanciato, nell’incipit della recensione, a definire quali erano la provenienza e il genere di musica che fanno i Whiskey Myers, con queste parole, che ricordo per i più distratti: “Vengono da Elkhart, una piccola cittadina dell’East Texas e, per una volta, non ci sono dubbi su che genere di musica facciano: Southern Rock. E di quello duro e puro!” https://www.youtube.com/watch?v=HZku85Lk7FA  Ebbene mi sbagliavo! Ogni tanto, per documentarmi, come fanno molti, sono andato a fare un giretto in rete e controllando alla voce Whiskey Myers su Wikipedia e Allmusic ho scoperto che fanno country!

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Mi scuso dell’errore e vado a parlarvi di questo nuovo Early Morning Shakes https://www.youtube.com/watch?v=LpsxU_6Sb6I . Scherzi a parte (ma non troppo), il quintetto texano, ostinatamente, ha dato alle stampe, a tre anni di distanza dal precedente, un nuovo album dove “sembra” che facciano ancora quel tipo di musica che negli anni ’70 ha fatto la fortuna di formazioni tipo gli Allman Brothers, i Lynyrd Snynyrd, la Marshall Tucker Band e ai giorni nostri viene frequentato da formazioni come Blackberry Smoke, Skinny Molly e altri, il country! Come ha giustamente ricordato il leader della band Cody Cannon, non è che lui e i due chitarristi Cody Tate e John Jeffers, e la sezione ritmica di Gary Brown e Jeff Hogg, si chiudano scientemente in uno studio di registrazione (in questo caso con Dave Cobb, già produttore di Jason Isbell e molti altri) per creare un disco di southern rock! Però poi, senza volere, e per fortuna, gli viene https://www.youtube.com/watch?v=oPOWJu-URdU .

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Nell’apertura, affidata alla title-track, Early Morning Shakes, un brano che profuma di blues anche per la presenza dell’armonica di Chris Hennessee, la quota country e rock è meno pervasiva, anche se Tate e Jeffers cominciano a scaldare gli attrezzi e Cannon l’ugola, ben coadiuvato dalla voce di supporto di Kristen Rogers (molto brava). Un inizio più in sordina del solito (ma giusto quel poco), perché già da Hard Row To Hoe, la ritmica trova un groove quasi zeppeliniano, dove i tre solisti, possono far rivivere la leggenda dei Lynyrd Snynyrd, Cody Cannon è un cantante che  non ha nulla da invidiare al vecchio Ronnie Van Zant e come ricordavo già per il precedente album, Tate e Jeffers sono degni epigoni di Rossington e Collins, in questo brano entrambi al wah-wah, per un sound che si rifà alle migliori cavalcate della band di Jacksonville, Florida. Quando si aggiunge anche la pedal steel dell’ospite Robby Turner, come nella eccellente Dogwood, dove salgono al proscenio pure le tastiere di Michael Webb, peraltro presente in tutto il disco, la quota country ovviamente sale, ma è quello energico che ci piace, ottima ancora una volta la presenza della voce femminile di Kristen Rogers. Steel che rimane anche per Shelter From The Rain, una gentile ballata mid-tempo degna dei migliori del genere, Gregg Allman e Ronnie Van Zant sarebbero fieri del loro degno erede Cannon, ma tutta la band suona alla grande.

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Home ha un sound non dissimile da quello dei Black Crowes, rock potente e chitarristico https://www.youtube.com/watch?v=kLz-C8R3uNA , che deriva sicuramente dal classico hard rock degli anni ’70, ma suonato come Dio comanda, con la slide di Jeffers che taglia a fettine il tessuto del brano. Lo so, tutta roba sentita migliaia di volte, e per la milionesima volta mi ripeto, chi se ne frega! Se la fanno così bene, noi siamo contenti, la critica più esigente se ne farà una ragione e lascerà ai vecchi rockers (ma anche a quelli giovani, se vogliono) il piacere di ascoltare una musica che non profuma di plastica e campionamenti, ma di sudore del palcoscenico e che si replica all’infinito, come nel riff alla Zeppelin di Headstone, roccioso come si conviene e con l’assolo di Tate (o è Jeffers? O tutti e due?) che rende omaggio al maestro Page.

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Where The Sun Don’t Shine, sempre ricca di armonie sudiste ha una andatura più cadenzata e precede la atmosfere acustiche di Reckoning, con il piano che delinea la melodia di questa bella ballata, con il classico costrutto in crescendo dei classici del genere, ma senza il finale chitarristico che ci si potrebbe aspettare. Wild Baby Shake Me, bluesata e sudista quanto basta, è un altro ottimo esempio della classe di questa band che da Austin e dintorni porta il proprio genere per gli States e per il mondo, e in questo caso le chitarre non mancano, doppia slide addirittura. Anche Lightning si lascia ascoltare con piacere https://www.youtube.com/watch?v=-MdLuXBdOlY  e Need A Little Time Off For Bad Behavior, ancora con pedal steel e armonica aggiunte, è l’unica cover presente, un brano di David Allan Coe, country, ma da “fuorilegge cattivo”, come il proprio autore https://www.youtube.com/watch?v=nI_ZBa9xK1I . Colloquy se la sono tenuta per ultima ed è un’altra fantastica ballata che nei suoi oltre sei minuti ripercorre il meglio del loro repertorio. I Whiskey Myers non deludono, ottimo disco!                

Bruno Conti

Questo E’ Vero Southern Rock! Whiskey Myers – Early Morning Shakesultima modifica: 2014-02-18T10:56:40+01:00da bruno_conti
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