Aspettando I Richmond Fontaine…La Sorpresa Del 2014? The Delines – Colfax

the delines colfax

The Delines – Colfax – Décor Records/Audioglobe

Non credo che esistano dischi in grado di essere ascoltati solo in un determinato contesto, è altresì vero che certe canzoni, in situazioni particolari, riescono a ricordarci emozioni profonde, in quanto ad ognuno è capitato, capita e capiterà sempre di infatuarsi di amori musicali, ed è quello che è  successo al sottoscritto nell’ascoltare l’album di debutto dei Delines, Colfax, una splendida collezione di canzoni notturne e desolate. I Delines sono un side project di Willy Vlautin, il leader dei Richmond Fontaine (anche autore di fortunate opere letterarie, come il romanzo The Motel Life), che, conquistato dalla voce della cantante dei Damnations (oscura band texana), Amy Boone, ha pensato bene di formare una sorta di mini supergruppo, se mi passate l’ossimoro, chiamando a raccolta il suo “pard” nei Richmond Fontaine il polistrumentista Sean Oldham, la tastierista Jenny Conlee dei Decemberists e Tucker Jackson dei Minus 5 alla pedal steel, che affiancati da  Freddy Trujillo al basso e dal produttore John Askew, in trasferta allo Studio Flora Recording di Portland, Oregon, nel giro di poche settimane, hanno dato vita a questa piccola meraviglia.

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Musicalmente, queste sono tra le canzoni più “ricche” mai scritte da Vlautin, e la Boone è la sua “musa”; a partire dall’iniziale dolente Calling In (si viaggia dalle parti dei primi Cowboy Junkies), passando per le atmosfere soul di Colfax Avenue (la più lunga strada americana, situata a Denver, citata più volte da Jack Kerouac in On The Road) e The Oil Rigs At Night https://www.youtube.com/watch?v=pW3zEkWfjkw , alle pennellate di pedal steel nella dolce Wichita Ain’t So Far Away e alla melodica I Won’t Slip Up https://www.youtube.com/watch?v=1gu0Q8MkRmo . L’intro di pianoforte di Sandman’s Coming sembra rubato da un brano di Randy Newman, una sorta di ninna nanna in chiave jazz, mentre in State Line la voce di Amy si manifesta in tutta la sua intima bellezza, come pure nella meravigliosa e languida Flight 31,nell’ammaliante He Told Her The City Was Killing Him, per approdare, alla fine di un innamoramento musicale, a una ballata avvolgente come I Got My Shadows (Roberta Flack ne sarebbe andata fiera), e all’arrangiamento ovattato e vagamente psichedelico di una intrigante 82nd Street.

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Per chi conosce il suono dei Richmond Fontaine ne troverà molto in questo gruppo (ma non poteva essere altrimenti), anche se è la poliedrica voce della Boone che caratterizza il disco, una voce che spazia dal soul al jazz, dal blues al folk, accomunando idealmente Memphis a Nashville.

Per dare un indirizzo d’ascolto si possono azzardare paragoni con i Walkabouts più intimi (quando canta Carla Torgerson), i Cowboy Junkies di Margo Timmins, gli Spain di Josh Haden e volendo, direi anche due gruppi minori (ma non meno bravi), come Hem e Trespassers William, depositari di una musica dai suoni notturni, da ascoltare dopo la mezzanotte, possibilmente in dolce compagnia.

Tino Montanari

Aspettando I Richmond Fontaine…La Sorpresa Del 2014? The Delines – Colfaxultima modifica: 2014-05-18T11:27:59+02:00da bruno_conti
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