Messaggio Pervenuto, Forte E Chiaro! Dave Specter – Message In Blue

dave specter Message In Blue

Dave Specter – Message In Blue – Delmark/IRD

All’incirca quattro anni fa (diciamo tre e mezzo( ci eravamo lasciati con l’ultimo album (allora il nono) di Dave Specter, un disco completamente strumentale intitolato Spectified, che veniva pubblicato dalla piccola etichetta Fret 12 Records http://discoclub.myblog.it/2011/02/19/blues-senza-parole-dave-specter-spectified/ . Nel 2014 Specter ritorna alla sua casa discografica storica, la Delmark, con la quale era uscita la quasi totalità della sua opera. E lo fa alla grande, con uno dei dischi migliori, se non il migliore, della sua discografia. Come molti sapranno Specter non canta, si “limita” a suonare la sua chitarra. Alternandosi tra Gibson e Fender, Dave è diventato nel corso degli ultimi venticinque anni uno dei migliori interpreti del blues di Chicago, città da cui provengono sia lui che la sua etichetta. Ma questa volta ha voluto fare le cose in grande; tredici brani, di cui sette strumentali e sei cantati, tre dal grandissimo Otis Clay, al suo esordio su Delmark, un “negrone” (nel senso più affettuoso e meno razzista possibile) ancora in possesso di una delle voci più belle del soul e del blues attuale, da sette anni inattivo a livello discografico e sia lode a Specter per averlo voluto in questo Message In Blue. Gli altri tre brani li canta Brother John Kattke, il tastierista della band, in possesso di una voce più che rispettabile.

dave specter 1

Ma andiamo con ordine. Il disco si apre con lo shuffle mid-tempo di una New West Side Stroll dove Specter comincia a scaldare la sua solista dallo stile pulito e brillante, che tra gli attuali chitarristi si può paragonare, forse, a quello di Ronnie Earl, altro grande stilista, e tra i grandi bianchi del passato a Mike Bloomfield, ai tempi della Butterfield Blues Band o, vista la presenza dell’organo dell’ottimo Kattke, al sound della celebre Super Session https://www.youtube.com/watch?v=vS7B4FCs5Lw . Poi si comincia a godere come ricci con il primo tuffo nella grande Soul music, quella con la S maiuscola, Otis Clay, supportato da una sezione fiati di quattro elementi, più un paio di voci femminili di supporto, inizia a scaldare l’atmosfera con Got To Find A Way e Dave Specter cesella un assolo che non ha nulla di invidiare a ciò che eravamo abituati ad ascoltare nelle grandi tracce targate Atlantic o Stax https://www.youtube.com/watch?v=BureqD843Y4 . This Time I’m Gone For Good è anche meglio, uno slow blues dal repertorio di Bobby Blue Bland, cantato da Clay con una intensità incredibile e con il nostro Dave che pennella una serie di interventi con la  solista da lasciarti senza fiato per la precisione assoluta, quasi chirurgica della sua chitarra, chiamata a misurarsi con uno dei cantanti migliori ancora in circolazione nella musica nera https://www.youtube.com/watch?v=1dO9UX8j8Is . Dopo un inizio così scoppiettante uno potrebbe aspettarsi un calo di tensione, invece la band, e Specter, ci regalano uno strumentale fantastico come la title-track Message In Blue, un chiaro esempio anche delle capacità compositive del titolare dell’album, melodia e tecnica a braccetto per una ballata blues godibilissima, ragazzi se suona!

dave specter otis clay

Chicago Style, come il titolo esemplifica, è un brano originale firmato da Specter, che permette a Brother John Kattke, ancora accompagnato da una scintillante sezione fiati, di “omaggiare”, citandoli per nome e cognome, molti di coloro che hanno fatto grande la storia musicale della Windy City, e gli assoli di chitarra e piano non sono messi lì a caso. A questo punto arriva un altro piccolo capolavoro, una rilettura fantastica del super classico di Wilson Pickett, I Found A Love, con eccellenti armonie vocali a quattro parti e un ingrifato Otis Clay che “urla” il suo soul come solo i grandi sanno fare, eccellente anche il lavoro della chitarra che punteggia tutto il brano con un continuo lavoro, solista e ritmico, di cucitura del tessuto del brano. A questo punto potremmo andare tutti a casa, il disco è da aversi anche solo per questi brani, ma Funkified Outa Space, che si ispira al funky New Orleans Style dei Meters, Same Old Blues, il secondo brano più famoso scritto da Don Nix dopo Going Down, reso in una versione appassionata e quasi claptoniana da Specter e Kattke, che la canta alla grande, sono episodi non trascurabili. Come pure The Stinger un altro strumentale, screziato da ritmi santaneggianti, con un fantastico e ricco di varietà lavoro della solista, che ricorda anche qualche “tonalità” alla Peter Green https://www.youtube.com/watch?v=3qumAaXOjvA .

brother john kattke

Jefferson Stomp ci introduce ancora una volta ai talenti di Bob Corritore, musicista che preferisco in questo ruolo di sparring partner di grandi chitarristi, e nel caso specifico a fronteggiare con la sua armonica la slide dirompente di uno spumeggiante Dave Specter https://www.youtube.com/watch?v=9f7hHB3Fwwo . Watchdog è l’ultimo brano cantato da Brother John Kattke, puro Chicago Blues eseguito con la giusta cattiveria dalla solista che taglia a fettine il brano, mentre The Spectifyin’ Samba, con il sax tenore di John “Boom” Brumbach in bella evidenza, potrebbe ricordare le classiche tracce del King Curtis dei tempi che furono. Conclude, ancora con la presenza di Corritore, una Opus De Swamp che nelle note viene paragonata a certe sonorità “vibrate” del vecchio Pop Staples, e non si può che convenirne. Questo sì che è (Rhythm&) Blues, e pure soul, in due parole, molto bello!

Bruno Conti

*NDB Come vedete oggi doppia razione. A fianco, nei commenti, impazzano le polemiche per il, si fa per dire, “non concerto” degli Eagles a Lucca. Non mi intrometto e non modero, lascio libero chiunque di esprimere il suo parere, finché si rimane nei limiti della buona educazione, e mi pare ci siamo. Non ci sono censure preventive in generale, se ogni tanto vedete dei commenti in inglese, e ne arrivano tanti, che poi scompaiono a breve, è perché si tratta di gente che vuole fare pubblicità al proprio sito e blog, ma commenta su vecchi Post presi a casaccio, tra le migliaia usciti negli scorsi anni. Un’ultima avvertenza già che ci sono: siccome mi è capitato che qualcuno si sia lamentato del fatto di doversi iscrivere per entrare nel Blog, forse non uso all’utilizzo degli stessi, volevo ricordarvi che una volta che siete entrati in Disco Club non occorre fare login o altre strane manovre, se nella prima riga vedete una serie di scritte con vari comandi, lasciate perdere, sono riservati all’amministratore del Blog, cioè il sottoscritto, per inserire nuovi Post ed aggiornamenti, al resto si può accedere dagli Archivi, dagli articoli recenti o passati, o nei commenti e comunque dall’ultima colonna a destra. Grazie e buona lettura.

Bruno

Messaggio Pervenuto, Forte E Chiaro! Dave Specter – Message In Blueultima modifica: 2014-07-07T15:27:29+02:00da bruno_conti
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