Ottimo Ed Abbondante! Ronnie Earl And The Broadcasters – Good News

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Ronnie Earl And The Broadcasters – Good News – Stony Plain

Titolo del disco e copertina direbbero già tutto ma ci dobbiamo fermare qui? Certo che no! Ormai sono diventato una sorta di biografo ufficiale di Ronnie Earl, quarto album recensito negli ultimi cinque anni, praticamente tutti quelli usciti nell’ultimo lustro. Il precedente, uscito lo scorso anno, Just For Today, era un eccellente disco dal vivo http://discoclub.myblog.it/2013/04/06/vecchio-ma-sempre-nuovo-ronnie-earl-the-broadcasters-just-f/ , questo nuovo non si discosta molto dalla formula, peraltro vincente, dei suoi dischi con i Broadcasters. Come dicevo recentemente per Dave Specter, un suo omologo e “concorrente” nel mondo dei chitarristi blues(rock) http://discoclub.myblog.it/2014/07/07/messaggio-pervenuto-forte-chiaro-dave-specter-message-blue/  Earl non canta, quindi abitualmente i suoi dischi sono strumentali, basati soprattutto sull’interplay tra la solista di Earl e l’organo e il piano dell’ottimo Dave Limina, suo fedele pard di lunga data. Anche Good News viaggia su queste coordinate https://www.youtube.com/watch?v=wCYg1mOHu-o , ma come per quello di Specter (dove appare come vocalist Otis Clay), si guadagna mezza stelletta in più per la presenza di alcuni brani cantati dalla bravissima Diane Blue (qui sotto vedete il suo unico album del 2006, di difficile reperibilità) che già appariva nel disco registrato in concerto, con una fantastica versione di I’d Rather Go Blind.

diane blue

La qualità dei dischi di Earl è in ogni caso sempre elevata, il nostro amico è uno dei massimi virtuosi della chitarra elettrica degli ultimi anni, degno erede di Roy Buchanan, Danny Gatton ed altri grandi solisti che hanno graziato la faccia di questo pianeta, come dimostrano le sue progressioni chitarristiche, che inglobano sempre alla tecnica anche un gusto per la melodia (mutuato dal Santana più “melodico” o da Peter Green) e quei blues lenti e lancinanti, dove la chitarra è una estensione naturale dei sentimenti musicali di questo personaggio. Il disco si apre con una vivace I Met Her On That Train, una improvvisazione per chitarra e organo, che ondeggia tra il jazz alla Montgomery/Smith e qualche reminiscenza country&western che gioca con le assonanze a Mystery Train e  potrebbe ricordare Gatton, ma poi si entra subito nella stratosfera del blues e del soul con una “siderale” versione di A Change Is Gonna Come, una delle più belle canzoni di tutti i tempi, scritta da Sam Cooke e qui resa alla grande dalla passionale interpretazione dell’appena citata Diane Blue, quel “I Was Born By The River” che fa da incipit al brano è uno dei versi più belli della musica degli ultimi cinquant’anni e la versione che appare in questo Good News è veramente da brividi https://www.youtube.com/watch?v=wCYg1mOHu-o .

ronnie earl 1

Neal Creque, l’autore di Time To Remember era un jazzista poco conosciuto, un pianista, scomparso una quindicina di anni orsono, e il brano è l’occasione per ascoltare una di quelle progressioni strumentali, latineggianti, che periodicamente ricorrono nella musica di Ronnie, con l’interscambio tra organo e chitarra, sempre uguale ma sempre diverso. Il pièce de resistance del disco è una versione incredibile di In The Wee Hours, uno slow blues scritto da Buddy Guy, dove la voce della Blue si insinua negli spazi lasciati dalle magistrali improvvisazioni delle chitarre di Earl e dell’ospite Zach Zunis e dal piano di Limina, per creare undici minuti di pura magia Blues, anche questa bellissima versione, difficile fare meglio https://www.youtube.com/watch?v=7LASVWQ6RR4 . La title-track Good News ti concede tre divertenti minuti di respiro prima di rituffarti in Six String Blessing, un altro lento che è un assalto alle coronarie per gli amanti della chitarra, firmata dallo stesso Earl, con l’aiuto di Diane Blue, che la canta con passione https://www.youtube.com/watch?v=iq6zWTztzLM e di Deborah Blanchard, è un ulteriore dimostrazione del perché Ronnie Earl sia considerato uno dei maggiori bluesman contemporanei, con un controllo magnifico del suo strumento. Marje’s Melody è un’altra interessante costruzione sonora, di tipo più melodico, che consente a Earl di duettare con l’altro chitarrista ospite in questo disco, il bravo Nicholas Tabarias https://www.youtube.com/watch?v=UveyVq4tqhk .

ronnie earl live

Blues For Henry, scritta con Hubert Sumlin, è un ulteriore tuffo nel blues, questa volta classico Chicago style, sempre grande controllo e tecnica ma anche molto feeling, con l’organo e la chitarra che si “sfidano” e alla fine vince l’ascoltatore. Il “trucchetto” è ribadito, a tempo di shuffle, nell’ottima Puddin’ Pie e giunge alla naturale conclusione, con una forte componente gospel, nell’ancora una volta eccellente interpretazione di Diane Blue legata ad una Runnin’ In Peace, intensa e ricca di spessore. Ancora una volta, se ce n’era bisogno, la conferma di uno dei massimi virtuosi del blues contemporaneo. L’ho già detto? Lo ripeto. E la signora è assolutamente da confermare.

Bruno Conti

Ottimo Ed Abbondante! Ronnie Earl And The Broadcasters – Good Newsultima modifica: 2014-07-12T10:44:09+02:00da bruno_conti
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