Magari Non “Originale”, Ma Sicuramente Una Copia D’Autore! Janiva Magness – Original

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Janiva Magness – Original – Fathead Records

Janiva Magness, da parecchi anni a questa parte, è una delle mie cantanti preferite in ambito blues e soul http://discoclub.myblog.it/2012/03/22/sempre-piu-forte-janiva-magness-stronger-for-it/http://discoclub.myblog.it/2010/06/20/grande-voce-grande-disco-janiva-magness-the-devil-is-an-ange/ , in possesso di una voce bellissima, in grado di “urlare” ma anche di carezzare, con un phrasing fantastico che le permette di emozionare l’ascoltatore con una semplice frase all’interno di una canzone, come pure di essere calda e sensuale, triste e malinconica, il tutto all’interno dello stesso brano e di farlo ripetutamente nei suoi dischi che ci raccontano di una vita difficile, vissuta all’inizio a Detroit, Michigan e poi in giro per tutti gli Stati Uniti, una vita dove le perdite e i dolori sono stati più delle gioie (ne ho parlato in altre occasioni, comunque sintetizzando molto, entrambi i genitori sono morti suicidi quando era una adolescente, ha girato varie case famiglia, a 17 anni ha avuto una figlia che ha dato in adozione) e che si è stabilizzata con l’incontro con la musica, avvenuta in età matura. Questo album, Original, è il suo decimo, pubblicato un po’ a sorpresa per la propria etichetta Fathead Records, riattivata a 17 anni dall’esordio avvenuto nel 1997 con It Takes One To Know One, in quanto la Alligator per cui erano usciti i tre bellissimi CD precedenti non le ha rinnovato il contratto https://www.youtube.com/watch?v=LWRw1sGIjkU .

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Un vero peccato, ma la Magness, come dice lei stessa, nelle note del disco, si è rimboccata le maniche e pur tra mille difficoltà, aiutata dall’ottimo David Darling, produttore, ingegnere del suono, tecnico, oltre che grande chitarrista e co-autore di parecchi brani, ha realizzato un disco che forse è il suo migliore in assoluto (e come detto, gli altri precedenti non scherzavano in quanto a qualità) https://www.youtube.com/watch?v=HboJ8XZFts0 . Nelle stesse note, oltre all’orgoglio per questo lavoro, si percepisce anche un ottimismo inconsueto per Janiva, che conclude la sua breve presentazione con un “Life is good, baby, real good…” che potrebbe essere il manifesto di questo disco. Oltre a tutto la nostra amica si è anche scoperta autrice, oltre che cantante, firmando sette delle undici composizioni contenute nell’album e, con l’aiuto di una pattuglia di ottimi musicisti, ha realizzato un’opera che unisce ai “soliti” sapori blues, soul e gospel, anche un gusto per la musica roots, belle canzoni che si possono far risalire al genere Americana, come l’iniziale Let Me Breathe, scritta con il citato Darling, che oltre alla chitarre (a fianco dell’eccellente Zach Zunis, che è il solista accreditato), suona nel disco anche basso, dobro, celeste e glockenspiel (!), oltre ad essere impegnato alle armonie vocali: un brano, quello di apertura, dove appare il glockenspiel citato e che potrebbe ricordare i brani della migliore Bonnie Raitt, una canzone dove si apprezza la naturalezza assoluta della voce della Magness, che senza sforzi apparenti si libra sicura ed emozionante su un tappeto di organo, chitarre, armonie vocali deliziose, come le grandi cantanti bianche e nere del passato che hanno saputo fondere le radici della musica americana in modo appunto “originale”, rispettoso della tradizione ma ricco di mille nuances sonore.

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Twice As Strong è un gospel soul con la voce rauca e profonda di Janiva che afferma con orgoglio la sua ritrovata stabilità https://www.youtube.com/watch?v=rwdVsrBdfBY , Jim Alfredson, anche al piano, oltre che all’organo, aggiunge quella patina deep soul, rafforzata dalle armonie vocali che sostengono le evoluzioni vocali della Magness che poi si tuffa a capofitto in una When You Were My King, dove il blues si affianca al soul, rappresentati l’uno dalle chitarre di Zunis e Darling, l’altro dalla seconda voce del bravo Dan Navarro e dagli altri vocalists, per una ballata altamente emozionale. I Need A Man, è un brano tra rock e blues, grintoso, con le chitarre e le percussioni in bella evidenza e qualche concessione ad un sound più moderno. Anche Everything Is Allright  ha un suono più contemporaneo, persino radiofonico, ma quell’organo e quelle chitarre non appartengono purtroppo, se non marginalmente, al nuovo soul, ne facesse di brani così, oggi, la grande Aretha. Funky-soul per il duetto con Navarro, una piacevole With Love che ricorda molto ancora la Raitt più melodica, mentre Mountain è una ballata fantastica, con le due chitarre ad affiancare la voce altamente emozionale di Janiva Magness https://www.youtube.com/watch?v=ifyGh9eKWGI  e Who Am I è un veemente R&B quasi in stile Motown, cantato a piena voce.

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Badass, uno dei pochi brani non firmati da Janiva, ha meno verve del resto, non così The Hard Way, altra fantastica ballata soul e Standing, una bellissima canzone di impianto pianistico, ma con la chitarra sempre in agguato, che ci permette di gustare ancora una volta la meravigliosa voce della Magness https://www.youtube.com/watch?v=F-HMhpPoPb8 , per una degna conclusione ad un disco consigliato naturalmente agli amanti delle belle voci. Adesso un bel Live https://www.youtube.com/watch?v=2Bi8dCUcL0s !

Bruno Conti

Magari Non “Originale”, Ma Sicuramente Una Copia D’Autore! Janiva Magness – Originalultima modifica: 2014-10-09T11:52:13+02:00da bruno_conti
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