Potrebbe Essere L’Ultima Occasione Di Averlo, Non Mancatela! Kenny Brown – Goin’ Back To Mississippi

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Kenny Brown – Goin’ Back To Mississippi – Big Legal Mess Records/Fat Possum

Non è un nuovo disco di Kenny Brown, si tratta dell’ennesima riedizione del suo primo disco, registrato nel 1996 e pubblicato nel 1997 dalla Fat Possum, poi ristampato, con un’altra copertina,  nel 2006, dalla Hermans (?) distr. Taxim. Questa volta, con autoironia, esce su “Big Legal Mess Records” e con la copertina originale ripristinata. E sapete una cosa? E’ sempre un gran disco! Se ve lo siete perso nelle altre occasioni questa è l’occasione giusta per rimediare. Brown, nativo di Selma, Alabama, ma cresciuto sulle colline del Nord Mississippi, ha pubblicato solo altri due dischi solisti nella sua carriera discografica, entrambi ottimi, Stingray nel 2003 https://www.youtube.com/watch?v=Lrc-qLzj7qM  e l’eccellente doppio Can’t Stay Long nel 2011 https://www.youtube.com/watch?v=cN5mPwkIA1o , per il resto della sua vita musicale è stato il fedele compagno di R.L. Burnside, che lo ha di volta in volta definito, “il mio figlio adottivo”, “un ragazzo bianco con la chitarra” e “il mio figlio bianco”, nel corso di una lunghissima collaborazione, iniziata nei primi anni ’70 e proseguita fino alla scomparsa di Burnside nel 2005 https://www.youtube.com/watch?v=dcgaP_HPGhU .

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In mezzo ci sono stati migliaia di concerti, alcuni dischi, non tantissimi, con il suo mentore, che non era molto prolifico (ma postumi ne sono usciti un bel po’). Dopo la morte di R.L.,  un paio di colonne sonore, in particolare quella di Black Snake Moan, dove era una sorta di controfigura sonora per Samuel L. Jackson. Ma prima era uscito questo Goin’ Back To Mississippi, penalizzato dai problemi vari di distribuzione della Fat Possum, l’etichetta originale, cionondimeno una delle ennesime confutazioni dell’assunto secondo cui “i musicisti bianchi non possono suonare il blues”. Possono eccome, e anche il rock and roll e il rock puro, come dimostra questo CD che è un distillato perfetto di North Hill Country Blues (e il nostro, con la moglie Sara, ogni anno organizza il benemerito Festival, denominato North Mississippi Country Picnic https://www.youtube.com/watch?v=XNRvXKs8xaI ), rock stonesiano periodo Sticky Fingers/Exile, blues classico, R&R e boogie micidiali, rivisitazioni selvagge del rockabilly/swamp rock di Dale Hawkins, mister Suzie Q, non per nulla il publishing dei suoi brani riporta Suzy Q Pub.

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Tutti elementi che ritroviamo nei dieci brani di questo disco: accompagnato da Dale Beavers (nomen omen), secondo chitarrista e vocalist, Terence Bishop al basso e John Bonds alla batteria, proprio con Dale Hawkins che produce il tutto a Little Rock, Arkansas, nell’autunno del 1996. From Now On, una stilettata di blues con slide, che è parente stretta anche del rock and roll Made in Sun Sudios di Jerry Lee Lewis, a cui la voce di Brown si avvicina, passando per la formidabile Frankie & Albert, un tradizionale rivisitato dal repertorio di Joe Callicott, una leggenda del blues che è stato il primo mentore di Kenny, intorno all’età di dieci anni, qui interpretato come se fosse una perduta gemma da qualche session sconosciuta di Willie Nelson con gli Stones, nel periodo di Sticky Fingers, country blues dondolante e sensuale, sempre con uso di slide e lap steel. Ma anche la grinta e la potenza della title-track, Goin’ Back To Mississippi, un rock and roll che sta al crocevia tra Chuck Berry e Rolling Stones, riff di chitarra come piovesse, ritmi e sonorità perverse come il miglior rock insegna. Wretched Mind potrebbe essere una outtake da qualche disco dei Creedence più roots, mentre gli oltre 6 minuti di Jumper On The Line, un traditional arrangiato dagli stessi Burnside e Brown https://www.youtube.com/watch?v=NbEGKLhoyQM , virano sui ritmi ipnotici e ripetuti dei classici di Dale Hawkins, rivisti però nell’ottica minimale, pur se assai accelerata del boogie blues elettrico proprio di gente come Bunrnside, Kimbrough, i primi Canned Heat, la famiglia Dickinson, il kudzu blues dei Turchi,  il tutto con la fantastica slide di Kenny Brown che si staglia potente nei meandri del brano.

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Talk about me è uno dei due contributi del chitarrista Dale Beavers, un classico blues cadenzato che incontra i ritmi urbani di quello proveniente da Chicago, l’altro è Grease Monkey, uno strumentale delizioso che è un perfetto esempio di rock and roll vecchio stile. I’m A lover è un lentone reiterato e selvaggio che potrebbe venire ancora dalla penna di Hawkins o Fogerty, ricco di echi e chitarre stranissime e lancinanti. Hold Me Baby, sempre per proseguire il parallelo con gli Stones https://www.youtube.com/watch?v=v_0P_2RsuSw , la si sarebbe potuta trovare nei primi album della band inglese, quelli più primitivi e sinceri, ma con l’aggiunta della slide in overdrive di Brown e la conclusiva In The Mood, ancora dell’accoppiata Kenny/R.L., è un altro lento, minaccioso e dall’atmosfera avvolgente che conferma tutte le buone vibrazioni di questo bellissimo album https://www.youtube.com/watch?v=XNRvXKs8xaI . Mancarlo anche al terzo passaggio sarebbe un delitto!

Bruno Conti    

Potrebbe Essere L’Ultima Occasione Di Averlo, Non Mancatela! Kenny Brown – Goin’ Back To Mississippiultima modifica: 2014-10-13T14:15:00+02:00da bruno_conti
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