Tra Duchi E Conti Ci Si Intende! Duke Robillard – Calling All Blues

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The Duke Robillard Band – Calling All Blues – Dixiefrog/Stony Plain

Di Duke Robillard credo di avere detto, nel corso degli anni, anche sul Blog, in anni recenti http://discoclub.myblog.it/2013/04/17/piovono-chitarristi-2-the-duke-robillard-band-independently/http://discoclub.myblog.it/2010/11/16/blues-blues-e-ancora-blues-duke-robillard-passport-to-the-bl/, tutto quello che era umanamente possibile dire, ossia, sintetizzando, che si tratta di uno dei migliori bluesmen bianchi che abbia graziato la faccia di questo pianeta negli ultimi cinquanta anni circa: primo avvistamento del musicista di Woonsocket, Rhode Island con i Roomful Of Blues nel lontano 1967, quando aveva 19 anni. Ebbene, oggi che è un “arzillo” sessantaseienne, Robillard continua a fare quella musica  https://www.youtube.com/watch?v=hd7hZoFaUYA e per questa nuova prova discografica si presenta come The Duke Robillard Band e come il titolo, Calling All Blues, ampiamente prefigura, si tratta di un disco che ne vuole esaminare alcune delle mille sfaccettature, attraverso dieci brani perlopiù originali. Dal ricco Memphis Sound con fiati di Down On Mexico, dove si gustano con piacere anche l’organo di Bruce Bears e la voce di supporto di Sunny Crownover, ospite fissa in alcuni brani del disco, che si affiancano alle solide chitarre del Duke, Stratocaster per la ritmica e Esquire per la slide, come ricorda lui stesso nelle note. I’m Gonna Quit You Baby è un solido boogie, con Bears al piano, niente fiati e Sunny, ma una acustica per sostenere il ritmo e di nuovo l’elettrica in modalità slide, suonata con due dita legate fra loro a causa di una mano rotta, figurarsi se era sana, non manca il vocione di ordinanza e l’ottima ritmica di Brad Hallen al basso e Mark Teixeira alla batteria, precisi e puntuali come al solito.

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Svengali, con un florilegio di chitarre utilizzate per dargli un suono ricco ma anche vicino alle radici del blues classico, suona  un poco cooderiana nel suo incedere quasi rudimentale e primitivo, viceversa Blues Beyond The Call Of Duty è il classico slow blues di quelli dove organo e, soprattutto la chitarra di nuovo in modalità slide di Robillard, si divertono a sottolineare il cantato cristallino della brava Sunny Crownover, qui meno leggera e leziosa del solito, molto blues e grande intensità https://www.youtube.com/watch?v=9K2V6q7WJPU  . Emphasis On Memphis, scritto dalla strana accoppiata Gary Nicholson/Ron Sexsmith, è nuovamente un divertente R&B con fiati e voci di supporto a sottolineare il suono sudista della canzone, mentre Confusion Blues è la consueta escursione del nostro amico nello swing jazz raffinato, per l’occasione lasciando alla voce e al piano di Bruce Bears, qui molto alla Mose Allison, la guida del brano, riservandosi un assolo in punta di dita.

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Motor Trouble ha il suono del classico Chicago blues elettrico, con la voce di Duke raddoppiata e la solista in spolvero che conferisce alla canzone una grinta degna dei vecchi tempi, cosa che ogni tanto manca negli ultimi dischi, ma non è questo il caso. Nasty Guitar è un altro duetto tra Robillard e la Crownover e ha di nuovo quella grinta ed energia del precedente brano, fin nella “chitarra cattiva” del titolo che viene finalmente lasciata in libertà, per un altro assolo di quelli che dal vivo dovrebbero fare un figurone, Temptation, il brano più lungo con i suoi quasi sei minuti, ha una andatura sinuosa, punteggiata dalla tromba di Doug Woolwerton e dal piano elettrico di Bears, che unite alla chitarra “minacciosa” di Duke conferiscono alla canzone una ambientazione tra le paludi della Lousiana, dalle parti di New Orleans, eccellente assolo della solista incluso https://www.youtube.com/watch?v=MgEHGdoMXW4 . L’altra cover è un brano anni ’60 di una band minore (ma molto minore), tali Carter Brothers, probabilmente noti solo al nostro amico grazie alla sua enciclopedica conoscenza della musica, She’s So Fine, ancora con i fiati pronti alla bisogna per questo ulteriore tuffo nel vecchio soul, e che conclude degnamente questa nuova fatica del buon Duke. File under blues, non solo per “conoscitori e fanatici”!

Bruno Conti

Tra Duchi E Conti Ci Si Intende! Duke Robillard – Calling All Bluesultima modifica: 2014-11-26T12:31:18+01:00da bruno_conti
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