Sempre A Proposito Di Parenti! Murali Coryell – Restless Mind

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Murali Coryell – Restless Mind – Shake-It-Sugar Records

Larry Coryell è universalmente considerato uno dei più grandi chitarristi partoriti dal cosiddetto filone americano del jazz-rock, “gemello” di quanto faceva dall’altra parte dell’oceano, più o meno nello stesso periodo, John Mc Laughlin, con cui Larry (e Billy Cobham, Miroslav Vitous e Chick Corea) avrebbe collaborato nell’eccellente Spaces del 1970. Ma lasciamo stare il babbo e la sua copiosissima discografica e occupiamoci di uno dei figli, Murali Coryell, che ha invece abbracciato uno stile che sta a cavallo tra blues, soul, rock e R&B e giusto qualche piccola spruzzatina jazz: punti di riferimento citati BB King, ma anche Santana e Hendrix, a differenza del fratello Julian, anche lui chitarrista, ma più vicino allo stile del padre, col quale peraltro hanno entrambi collaborato nel disco del 2000 The Coryells.

the coryells larry coryell spaces

Il nostro amico non è un novellino ( anche se diciamo subito che non ha la classe e il carisma del padre), infatti  la sua discografia conta già poco meno di una decina di titoli. in circa venti anni di carriera, oltre ad un DVD dal vivo Adventures Live https://www.youtube.com/watch?v=KNcZs2qFM-E che è stato candidato ai Blues Music Awards del 2014 nella categoria Video, premio poi vinto dai Royal Southern Brotherhood con il loro Songs From The Road. Naturalmente anche il nostro amico ha dovuto imboccare la strada del prodotto autogestito, ormai quasi un obbligo per i musicisti indipendenti in questi tempi duri per l’industria discografica (purtroppo non solo per quella), quindi il disco non risulta di facilissima reperibilità, pure se in teoria è uscito da qualche mese. Non pensate ad una prova da super virtuoso dello strumento, per quanto Murali Coryell abbia un’ottima tecnica alla solista, ma avendo dalla sua una ottima voce (caratteristica non sempre presente tra i chitarristi, anzi raramente) privilegia la forma canzone, con brani che, come detto, spaziano tra rock, soul, blues e, quando vengono utilizzati i fiati, in un paio di brani, anche del sano, vecchio, R&B. Il disco cresce lentamente a livello qualitativo, i primi tre brani non sono memorabili, per quanto buoni, il funky-rock energico e grintoso di Waiting and Wasting Away, con la Fender del nostro che in ogni caso disegna linee soliste interessanti, ancora funky, più marcato, con qualche deriva jazzata, in Kiss Me First e lo stile più sognante e bluesy della raffinata title-track si lasciano apprezzare per la voce rauca e vissuta di Murali https://www.youtube.com/watch?v=RNcbKZnrgf8 , ben coadiuvato dalla sezione ritmica di Chris Alcaraz al basso e Ernie Durawa alla batteria, oltre ad un lavoro intrigante della solista che comincia a fare intravedere le sue qualità.

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I’m so happy eleva la qualità, un brano all’apparenza semplice e perfino orecchiabile,  dove Coryell comincia a scaldare l’attrezzo con un bel solo fluido e di notevole tecnica. Sex Maniac, con l’utilizzo massiccio del wah-wah ha più di una influenza hendrixiana, mentre in Crime Of  Opportunity si lavora anche molto di tocco, senza raggiungere peraltro vette memorabili. Quando entrano i fiati in I Can’t Give You Up si va subito in trasferta in quel di Memphis e dintorni o comunque verso lidi deep soul e R&B, chitarrina choppata e sax e tromba che viaggiano all’unisono, la voce si fa più calda e suadente (una sorta di Huey Lewis più bluesato) e tutto funziona alla perfezione, come pure molto gradevole è la successiva Tag Along, altro ottimo esempio di blue-eyed soul (con assolo di entrambi gli addetti ai fiati ), per uno stile che mi pare si attagli alla perfezione al nostro figlio d’arte. I Need Someone To Love è un solido blues che giustifica la sua passione per il grande BB King, Lonely Eyes è una sorta di pop song con elementi latineggianti e country. Il rock si fa più grintoso e chitarristico nella tirata Everyday Is A Struggle, e qui la solista viaggia che è un piacere; la conclusione è affidata all’unica cover dell’album, una bella versione del sensuale classico di Marvin Gaye, Let’s Get It On, piacevole ma non memorabile, al di là del solito bel assolo della solista, giudizio che si può applicare a tutto l’album. Non indispensabile, ma ben suonato, per chi ama i chitarristi.

Bruno Conti   

Sempre A Proposito Di Parenti! Murali Coryell – Restless Mindultima modifica: 2015-02-06T09:12:13+01:00da bruno_conti
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