Dal Profondo Nord, Grande Musica. Basko Believes – Idiot’s Hill & Johan Orjansson – Melancholic Melodies For Broken Times

johan orjansson basko believes idiot's hill

Basko Believes – Idiot’s Hill – Rootsy/Ird

Johan Orjansson – Melancholic Melodies For Broken Times – Rootsy/Ird

Il protagonista dei due dischi è sempre lo stesso, lo svedese Johan Orjansson, che quando decide la mossa di confrontarsi con il mercato americano assume il nome d’arte di Basko Believes, più facile da memorizzare rispetto al suo cognome, ma i tratti distintivi della musica, benissimo inquadrati dal titolo dell’album pubblicato con il proprio vero nome (peraltro già il quarto uscito nella sua nativa Svezia, dove con una certa dose di ironia, forse humor svedese, dice la sua biografia essere il nostro amico una star nella cittadina della costa occidentale, Falkenberg https://www.youtube.com/watch?v=BXVaxqn1cXM ) sono proprio, per coniare un neologismo composito, quelli di una sorta di neo folk-rock-nordic-soul, malinconico, ma ricco nelle melodie. Pensate al Ryan Adams più raccolto, come hanno detto molti in relazione a Melancholic…, ma anche a brani come la stupenda Rain Song in Idiot’s Hill https://www.youtube.com/watch?v=X4tLA6V8gjQ , dove però aleggia pure lo spirito di Ray LaMontagne e del suo “padre putativo” Van Morrison, altrove la voce assume un timbro vocale che ricorda in modo impressionante quello del miglior David Gray o del Damien Rice più intenso, in un vorticare intimo di organo, tastiere, fiati, archi e chitarre che accompagnano il canto partecipe ed acceso.

basko believes live Basko-Live

Vado un poco a caso, saltando tra i due album, che sono uno la conseguenza dell’altro. Con il più vecchio dei due (anzi da prima ancora) Johansson si fa conoscere da musicisti americani come Israel Nash Gripka, che duetta con lui nella dolcissima If I Were To Love You https://www.youtube.com/watch?v=_NhjFRjLR3I , un brano dove, nella mia opinione, a fianco delle evidenti influenze del suono roots-Americana (d’altronde per chi incide per la Rootsy è quasi un destino) https://www.youtube.com/watch?v=JoylMPYhcSk , possiamo trovare, anche grazie alle tonalità vocali, il Bono (ebbene sì, almeno come timbro basso) più ispirato delle ballate del “periodo americano” degli U2, che, detto per inciso, una volta facevano ottima musica, non dimentichiamolo! Tra i colleghi ammiratori anche Will Kimbrough e i Deadman, e, soprattutto i Midlake, nei cui studi di Denton, Texas, Orjansson, dopo il cambio di nome in Basko Believes, si reca ad incidere il nuovo CD Idiot’s Hill, un album dove la voce ricca di soul di Johan si fonde a meraviglia con i ricchi arrangiamenti pensati dal chitarrista Joey McClennan e dal batterista McKenzie Smith (i due Midlake). Aggiungete il basso di Aaron McClennan (parente?) in prestito dalla band di Gripka e tutto un florilegio di musicisti vari, altri Midlake passati e presenti, come Evan Jacobs alle tastiere e Jesse Chandler al flauto, e ancora Buffi Jacobs al cello e Daniel Hart, ex dei Polyphonic Spree, al violino, le armonie vocali sognanti di Kaela Sinclair ed i fiati di Pete Clagett e David Monsch, tutti utilizzati alla perfezione nella lunga Going Home https://www.youtube.com/watch?v=vts5kBmJsGU, una ardente ballata ricca di picchi e vallate sonore, con la musica che sale e scende seguendo l’umorale cantato di Orjansson, punteggiato dallo struggente violino di Hart e dal flauto di Chandler, quasi a ricreare atmosfere care ai Caravan più pastorali e meno progressivi.

Basko BlackWhite press portrait

La scelta di Orjansson di abbandonare i vecchi amici musicisti svedesi con i quali aveva condiviso i primi album non deve essere stata facile, anche alla luce delle ottime musiche che scaturiscono dall’eccellente Melancholic Melodies For Broken Times, che al di là degli opulenti arrangiamenti e di un suono più professionale, a livello di intensità non ha nulla da invidiare al nuovo album: Down The Avenue ha già quella epica rock & soul, dove LaMontagne e David Gray (per la voce, somigliante in modo incredibile, in entrambi gli album) si incontrano per interpretare una melodia alla Ryan Adams o alla Jayhawks, per non parlare del grande Van. Il delicato intreccio di chitarre acustiche nel country-rock dell’iniziale Honey Pie, dove si evidenzia anche un insinuante tocco di armonica confluisce in un’altra ballatona ariosa come Papercuts, caratterizzata da un felice uso delle armonie vocali atte a creare dei piccoli ganci sonori che evidenziano la melodia del brano, caratteristica che ricorre spesso nelle canzoni dello svedese. The Yellow Fields con l’uso di una slide pungente ha le caratteristiche di un suono più di matrice “Americana” e grintoso, a tratti, pur se l’arte della ballata, “melanconica” mi raccomando, è pur sempre la caratteristica più evidente https://www.youtube.com/watch?v=1fGbVzu4AuQ , come dimostra vieppiù Houses, una delizia semiacustica nell’incipit e che poi si affida ad un leggero ma sicuro crescendo di chiariscuri sonori, che ribadiscono la classe e l’ecletticità di questo signore delle terre del nord che non teme di affrontare neppure il country honky-tonkeggiante di Pointless Alleys, ove i sospiri di una pedal steel e della lead guitar si fanno largo nelle pieghe della melodia accattivante, per poi concludere il suo percorso nella batteria spazzolata, nella seconda voce femminile e nelle atmosfere jazzate della dolcissima Rather Be With You, che saranno una sorta di preludio alle atmosfere del nuovo album.

Basko_Believes

Continuando a vagare tra i due dischi e tornando definitivamente, per concludere, a Idiot’s Hill, come non ricordare i due brani strumentali, In A Glade e Out Of A Glade, che aprono e chiudono l’album e che possono ricordare gli sketches sonori dei dischi di Nick Drake, altro musicista che occorre ricordare tra i punti di riferimento della musica dei/di Basko Believes: Wolves, con i lupi che iniziano ad uscire metaforicamente dalla radura è più scura ed autunnale https://www.youtube.com/watch?v=AfEdVZb3Dmc , anche se la musica si fa più elettrica e vicina agli U2 meno pomposi (l’ho detto e lo ripeto, sarà quella chitarrina tremolante), o se preferite i Midlake meno prog, persino Mumford and Sons quando abbandonano le tematiche folk; The Waiting, con un ritornello cantabile, fiati, archi e tastiere avvolgenti https://www.youtube.com/watch?v=8hoCLW3uamA , è un altro magistrale esempio di questo soul nordico, grazie anche ai vocalizzi ripetuti di un Orjansson quasi ingrifato. Lift Me Up con la sua elettrica riverberata potrebbe ricordare le atmosfere felpate delle creature sonore di Mark Kozelek https://www.youtube.com/watch?v=vdz4BQvhpM8 , mentre The Entertainer, con un leggero falsetto, è intensa e mirabile come le migliori canzoni dei Gray e Rice ricordati prima. Detto di Rain Song e Going Home rimangono la cameristica e sofisticata Archipelago Winds https://www.youtube.com/watch?v=SwUbtHF8Vq8  e il folk-rock quasi jingle-jangle della delicata Leap Of Faith a completare questa opera che si presenta come un piccolo gioiello di equilibri sonori e che fa il paio con il disco precedente, per una quasi imprescindibile accoppiata destinata agli amanti delle belle sorprese e dei talenti sicuri e certi. Prendete nota, dopo Richard Lindgren, dalla Svezia, Basko Believes o Johan Orjansson, comunque non potete sbagliare!

Bruno Conti

Dal Profondo Nord, Grande Musica. Basko Believes – Idiot’s Hill & Johan Orjansson – Melancholic Melodies For Broken Timesultima modifica: 2015-03-02T12:53:22+01:00da bruno_conti
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