Sempre A Proposito Di “Giovani Promesse”! Paul Jones – Suddenly I Like It

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Paul Jones – Suddenly I Like It – Airline Records/Continental Blue Heaven/Ird

Paul Jones non ha fatto molti album solisti, cinque o sei tra il 1966 e il 1972, poi circa 35 anni di silenzio quando è riapparso con un nuovo album Starting All Over Again (che mi sembra di avere recensito, ma non avendo sempre tenuto un archivio preciso, ogni tanto ho dei dubbi, forse la recensione era della reunion della Blues Band?), pubblicato nel 2009 e prodotto da Carla Olson, e con la partecipazione di Eric Clapton, di cui tra un attimo. Ora esce questo nuovo Suddenly I Like It, sempre prodotto dalla Olson, che da qualche anno è diventata anche una apprezzata produttrice, arricchito dalla partecipazione di alcuni nomi di pregio della scena rock internazionale. Come molti sapranno il 73enne (portati benissimo) Jones non è un certo un novellino, tuttora tra i più rinomati esperti di Blues, collaboratore della BBC e ideatore di varie manifestazioni dedicate alla musica del diavolo, il nostro Paul era già in pista nel 1962 in un duo con tale Elmo Lewis, che poi altri non era che Brian Jones che insieme al socio Keith Richards gli propose di entrare in un “nuovo gruppo” che stavano formando. Paul Jones rifiutò e dopo essere transitato dai Blues Incorporated di Alexis Korner, dove c’erano anche Long John Baldry e Mick Jagger,  entrò, come cantante ed armonicista (strumento di cui era ed è grande virtuoso) nei Manfred Mann, rimanendo con loro fino al 1966, prima di iniziare una carriera solista e diventare anche un apprezzato attore teatrale e cinematografico (per esempio in Privilege) e cantante in musical e opere rock, Evita su tutti.

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Verso la fine degli anni 70, in piena era punk e new Wave, fu uno dei fautori della “seconda ondata” del british blues, con la sua Blues Band, insieme a Dr. Feelgood, Nine Below Zero e altri gruppi minori, alternando poi la sua attività musicale con varie trasmissioni radio e televisive per la BBC sul blues e “prestando” la sua armonica in varie produzioni anche di pop e rock. Continua a collaborare con gli ex Manfred Mann, ribattezzati Manfreds e la Blues Band è ancora in attività, con dischi e concerti https://www.youtube.com/watch?v=HtVmNcNKj-4 . Diciamo subito che il nuovo album, a dispetto dell’età del protagonista, è sempre fresco e pimpante, Paul Jones non ha perso una virgola della sua eccellente impostazione vocale, i brani sono piccoli classici del blues, del rock e anche del jazz, sempre ben miscelati nell’attitudine musicale del nostro, ci sono pure alcune canzoni scritte per l’occasione e il tutto si ascolta con gran piacere https://www.youtube.com/watch?v=_EF6oBpSYEA . Aggiungiamo, per i fans di Clapton, che i due brani con “Manolenta”, aggiunti in coda al CD nella versione Airline, Choose Or Cop Out  https://www.youtube.com/watch?v=9H4M-8dD1nw e Starting All Over Again, sono in effetti gli stessi già presenti nel disco del 2009 e non inseriti nella versione europea dell’album della Continental Blue Heaven, quindi non è una fregatura qualsiasi edizione troviate, vanno bene entrambe. La formazione è la stessa del 2009, Jake Andrews, giovane chitarrista texano di buon spessore,Tony Marsico, vecchio bassista dei Cruzados, Mike Thompson, tastiere e Alvino Bennett, batterista di lunga militanza.

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Si parte con Are You Lonely For Me Baby, un super classico scritto da Bert Berns, cantata da tutti, Al Green, Otis Redding, Gregg Allman, Buddy Guy, Buster Poindexter, Steve Marriott e mille altri, veicolo ideale per la voce ancora potente e di grande intensità di Paul Jones, suono classico con tastiere, chitarre e armonica che sottolineano il cantato di Jones, Lonely Nights è un bluesone di quelli classici ma poco noti, scelto da Paul, grande conoscitore di un repertorio sterminato, Sit Back Down l’ha scritta lui e la voce e l’armonica viaggiano sempre spedite e sicure https://www.youtube.com/watch?v=y3gzHta30WU . Come Jagger, Jones ha sempre una gran voce, naturale e mai forzata, e lo dimostra anche in Beggar For The Blues, dove la solista, per l’occasione, è quella di un ispirato e pimpante Joe Bonamassa https://www.youtube.com/watch?v=-TCqcwEwU5Y . Oh Brother Where Are You è una raffinata ballata soul jazz, con il sax di Tom Jr. Morgan e la voce di supporto di Little Willie G a dividersi la scena con la voce matura di Paul Jones, che è ancora in grado di scatenarsi all’armonica, nel duetto strumentale con il piano di Jools Holland in Mountain Boogie e cantare con forza il blues in Suddenly I Like It https://www.youtube.com/watch?v=pGf8LvhcdZE  o essere suadente e classico, da pefetto crooner, in una torch ballad come Don’t Go To Strangers, degna del miglior Nat King Cole. In Remember Me Jools Holland passa all’organo e Todd Wolfe aggiunge la sua resonator guitar con eccellenti risultati, tra blues e gospel, e anche l’apparizione di un vecchio amico come Vince Melouney, il primo chitarrista dei Bee Gees (parliamo di quasi 50 anni fa), non puzza solo di malinconia, ma la fiatistica Soul To Soul ha “anima” e dignità. Senza stare a ricordare tutti i brani, il disco, pur non essendo certo un capolavoro, è onesto e ben suonato, anche in questo caso  può bastare!

Bruno Conti

Sempre A Proposito Di “Giovani Promesse”! Paul Jones – Suddenly I Like Itultima modifica: 2015-04-08T10:24:06+02:00da bruno_conti
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