Un Piccolo Ripasso Nella Storia Della Chitarra Elettrica! James Burton, Albert Lee, Amos Garrett, David Wilcox – Guitar Heroes: Making History

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James Burton, Albert Lee, Amos Garrett, David Wilcox – Guitar Heroes: Making History – Stony Plain/Dixie Frog/Ird

Una volta tanto un titolo (e dei protagonisti) che non si possono equivocare. Si sarebbe potuto chiamare, parafrasando il famoso brano e album di John Hiatt, Masters Of Telecasters, visto che tutti e quattro sono adepti e virtuosi del famoso modello di chitarra Fender. Uno in particolare, James Burton, è considerato, giustamente, uno dei maestri assoluti della chitarra elettrica (ancora al n°19 nella classifica di Rolling Stone dei più grandi di sempre) https://www.youtube.com/watch?v=dz657p72ypk , vediamo perché: oltre che solista nella versione originale di Susie Q. https://www.youtube.com/watch?v=N0L44Zea9Ms , quella di Dale Hawkins per intenderci, per anni chitarrista con Ricky Nelson, poi con lElvis Presley post-comeback https://www.youtube.com/watch?v=1EjIp15d1g4  e nella Hot Band di Emmylou Harris, e con mille altri, nonché inventore del famoso “chicken pickin” https://www.youtube.com/watch?v=6sGm81S2xJY , di cui proprio il suo discepolo, e degno emulo nella terra d’Albione, Albert Lee, è stato uno dei praticanti più significativi, fin dai tempi degli Heads, Hands & Feet (visti ai tempi, grandissimo gruppo https://www.youtube.com/watch?v=1aIft448lBA ), poi anche lui nella Hot Band in sostituzione proprio di Burton https://www.youtube.com/watch?v=ocNPcvLaloo , per anni nella Touring band di Clapton, con gli Everly Brothers nella reunion anni ’80, e ancora con i Rhythm Kings di Bill Wyman, oltre ad avere inciso una ventina di album a nome proprio. Pure Amos Garrett ha un CV da far paura, senza citare le decine di artisti con cui ha suonato, si ricorda il suo bellissimo assolo in Midnight At The Oasis https://www.youtube.com/watch?v=VlrKETxwRvM , nel disco di esordio del 1973 di Maria Muldaur. Il “giovane” del gruppo è il canadese David Wilcox, sicuramente il meno celebre di questi “eroi” e da non confondere con l’omonimo cantautore americano, come aveva fatto chi scrive: infatti mi chiedevo cosa c’entrasse con cotanti chitarristi! Proprio quest’ultimo è il padrone di casa alla Vancouver Island Musicfest, tenutasi in una serata speciale ed unica il 12 luglio 2013 e preservata per i posteri in questo CD, molto bello, ma per dirla alla Sacchi/Crozza non “streordinario” come mi sarei aspettato, anche se…

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I quattro si danno da fare alla grande, coadiuvati dalla ottima band di Albert Lee, dove Jon Greathouse oltre che alle tastiere, è impiegato come voce solista in un paio di brani: pezzi che sono pescati tra i classici ma anche nel repertorio di ciascuno, e forse, vista l’unicità della serata, forse qualche altro brano più celebre avrebbe alzato la qualità del repertorio, a scapito, per esempio, delle scelte dei brani di Wilcox. Una ottima idea del curatore del libretto è stata quella di inserire, canzone per canzone, l’esatta sequenza dei vari soli che si susseguono, a partire dall’iniziale, molto pimpante, That’s Allright (Mama), dove Albert Lee è la voce solista, ma poi gli altri lo seguono in una vorticosa serie di evoluzioni chitarristiche https://www.youtube.com/watch?v=kW0PXAOJLxg , tra country, R&R  e rockabilly, che era (ed è) il tratto distintivo dello stile, sia di Lee quanto di James Burton, per non parlare di una eccellente Susie Q., cantata da Greathouse, che non ha nulla di invidiare (a parte Fogerty) a quella dei Creedence, con tutte le chitarre schierate.

Niente male anche l’esercizio di stile e tecnica che è la versione di Sleep Walk il brano di Santo & Johnny (ebbene sì), con il solo Amos Garrett che la riprende quasi alla Roy Buchanan https://www.youtube.com/watch?v=tXctCNp2kLo , poi di nuovo tutti insieme appassionatamente per una versione della celebre Leave My Woman Alone, uno dei must di Ray Charles, di nuovo tra country, soul e rock, con Albert Lee e Jon Greathouse alla guida della pattuglia dei solisti, che nella seconda parte del brano si scambiano licks in modo libidinoso https://www.youtube.com/watch?v=jsDm_UrCVqk . E fin qui nulla da eccepire, ma la sequenza centrale a guida David Wilcox, con una eccezione, è meno scintillante, sempre tecnica notevole, ma anche un po’ di noia, nel blues di Jimmy Rogers You’re The One e nello strumentale latineggiante Comin’ Home Baby, mentre Flip, Flop and Fly, il vecchio jump di Big Joe Turner (ma anche dei Blues Brothers) è sempre divertente e trascinante https://www.youtube.com/watch?v=Fm0BTjtagN4 , piacevole anche Only The Young, una vecchia ballata scritta da Jimmy Seals, dal repertorio di Ricky Nelson, qui in versione strumentale. Poderosa poi la versione di Polk Salad Annie del vecchio Tony Joe White, priva della parte cantata ma non della grinta del brano https://www.youtube.com/watch?v=bMPuLKvqitk , discreta Bad Apple, di nuovo di Wilcox e fantastica la conclusione con una grandissima, e tirata a velocità supersoniche, versione del cavallo di battaglia di Albert Lee, una Country Boy che riporta la qualità del concerto su livelli superbi https://www.youtube.com/watch?v=2rq4JNhMu10 . Diciamo non più quattro giovanotti, ma Chitarristi (C maiuscola please) così non se ne fanno quasi più!

Bruno Conti

Un Piccolo Ripasso Nella Storia Della Chitarra Elettrica! James Burton, Albert Lee, Amos Garrett, David Wilcox – Guitar Heroes: Making Historyultima modifica: 2015-06-02T11:42:25+02:00da bruno_conti
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