Il Ritorno Di “Icepick”. James Harman – Bonetime

james harman bonetime

James Harman – Bonetime – Electro-Fi

Un gradito ritorno, a dodici anni dall’ultimo album, Lonesome Moon Trance, torna il vecchio “Icepick”, nomignolo con il quale è conosciuto l’armonicista e cantante James Harman, una delle piccole leggende del blues e del rock californiano. Anche se Harman viene da Hanniston, Alabama, la sua carriera si è svolta soprattutto sulla West Coast, dopo un periodo iniziale a Chicago: non dimentichiamo che nella prima James Harman Band, quella di fine anni ’70, militavano Phil Alvin, Bill Bateman e Gene Taylor, che poi sarebbero tutti confluiti nei Blasters e che nella sua band sono passati anche Hollywood Fats https://www.youtube.com/watch?v=h_h659w9Vjg  e Kid Ramos come chitarristi, a riprova della buona qualità che si è sempre potuta trovare nei dischi del barbuto musicista. Ora anche Harman ha i suoi annetti, e con la lunga barba bianca vista in alcune foto e filmati dell’ultimo periodo sembra Babbo Natale (a parte il capello, perfettamente tinto), ma la grinta e la classe, a giudicare da quello che si sente in questo album, non sembrano essere diminuite con il passare degli anni.

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Lui ricorda che in questi ultimi anni ha continuato a fare tour in giro per il mondo (29 paesi diversi), mentre a livello discografico ricordo un paio di collaborazioni con altri “barbudos” di classe come gli ZZ Top, in Mescalero e La Fortuna del 2012, oltre a partecipazioni ai dischi di Mannish Boys, Candye Kane, Nathan James, Mark Hummel, Walter Trout e moltissimi altri. Questo Bonetime inaugura un nuovo contratto con la indie canadese Electro-Fi ed è uno “strano disco”, nel senso che si tratta di materiale estratto da oltre 150 brani dell’archivio di incisioni personali di James Harman, ma a sentirlo non si direbbe, il disco è fresco e pimpante, con una bella infornata di amici (alcuni scomparsi anche da anni, come lo storico contrabbassista di Icepick, Buddy Clark, morto già nel 2009) che si alternano nei vari brani ed un classico sound tra blues elettrico, swingato e ricco anche di derive R&R: la voce è ancora brillante e l’armonica, quando serve, non manca di potenza e versatilità.

Registrato nel corso degli anni in vari studi della California i dodici brani scelti sono una bella fotografia del classico West Coast Blues del nostro amico: dall’energica title-track Bonetime, con le soliste di Junior Watson e Kirk Fletcher a duettare con brio, mentre James soffia con gusto nella sua armonica e la sezione ritmica non perde un colpo, si passa alla divertente e scatenata (I Am The) World’s Badluckest Man, dove il piano indiavolato del vecchio pard Gene Taylor e la slide di Nathan James ci intrattengono a tempo di boogie woogie e R&R, con Icepick che declama con classe il suo blues https://www.youtube.com/watch?v=OKARXqEQbmU . Ain’t it crazy è quasi classico Chicago Blues, con la slide ficcante dell’ottimo Jeff Turmes a dividersi gli spazi solisti con la mouth harp di Harman, mentre Candye Kane è vocalist aggiunta nel refrain del brano. Niente male anche Coldfront Woman, uno slow di quelli tosti, con Fletcher di nuovo alla solista e un brillante Sonny Leyland al piano https://www.youtube.com/watch?v=ETF0PIglZuA , mentre James gigioneggia da par suo. Big Bonned Gal con il ritorno del vecchi amico Kid Ramos alla chitarra Resophonic (ma potrebbe essere anche materiale molto vecchio, pensate che nei testi di alcuni brani si parla ancora di fax e lire, marchi e franchi, come se social networks, euro ed altro non fossero ancora stati inventati) e un ennesimo pianista nella figura di Thomas Mahon, è uno strano blues dall’andatura molto percussiva, mentre Bad Feets/Bad Hair, introduce anche una sezione fiati (tutti suonati da Turmes) per una divertente incursione nello jump blues, esemplificato anche dalla presenza di tre voci femminili di supporto, guidate ancora da Candye Kane.

“Trucchetto” ripetuto anche nella successiva Just A Game Goin’ On, dove Jeff Turmes si raddoppia a sax e slide e l’atmosfera profuma di New Orleans https://www.youtube.com/watch?v=YaTik77DAuA . Insomma, in questi anni in cui ci eravamo persi di vista, il buon James non ha perso il vizio di fare del buon blues, eclettico ed old style quanto basta per essere apprezzato sia da abituali frequentatori come da novizi delle 12 battute: non manca il latin/R&B/blues di Blue Stretchmark Tattoo https://www.youtube.com/watch?v=LU-zbp_47oc  e quello super classico di  Yo’ Family (Don’t Like Me) dove sono di nuovo l’armonica e il piano di Gene Taylor a farla da padroni, con Leavin’ Fire l’unica traccia dove un mood più acustico e “buio” caratterizza il sound e Skirt, più ritmata e mossa con i fiati, il piano, l’armonica e la slide, tutti insieme appassionatamente. Chiude The Clock Is Tickin’, solo armonica, percussioni e washboard guitar (prego?), con lo “stregone” Harman a guidare le danze tribali di questo ossessivo blues.

Bruno Conti  

Il Ritorno Di “Icepick”. James Harman – Bonetimeultima modifica: 2015-06-21T10:35:48+02:00da bruno_conti
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