Correva L’Anno 1972, Ottima Annata! B.B. King – United Western Recorders Hollywood Los Angeles

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B.B. King – United Western Recorders Hollywood LA, October 1, 1972 – Hi Hat

Uno potrebbe pensare che in considerazione della recente scomparsa di B.B. King http://discoclub.myblog.it/2015/05/17/profeti-sventura-se-ne-andato-anche-b-b-king-1925-2015/  le pubblicazioni postume si sprechino (ma a luglio torna in circolazione il box Ladies And Gentlemen …Mr. B.B. King) e invece questo disco dal vivo, che per comodità chiameremo Live In Hollywood, era già uscito un mesetto prima della morte di King, inserito in quella ormai inesauribile messe di Broadcast radiofonici che sta invadendo il mercato discografico. Spesso e volentieri sia la qualità sonora che quella dei concerti è eccellente, l’unica avvertenza è quella di leggere bene le note, perché capita abbastanza di frequente che gli stessi concerti vengano pubblicati con diverse copertine e titoli, ma identico contenuto. Non è il caso di questo Live del grande Riley Blues Boy, forse l’unico vero Re del Blues (per quanto Freddie, Albert e tutti gli altri King della storia di questa musica meritino rispetto)! Lui e Lucille sono stati due vere icone della storia delle 12 battute, come procede a raccontarci lo stesso B.B King nella introduzione al brano conclusivo della serata, una Guess Who, che allora nel 1972 era una novità. Il grande musicista nero racconta di come per lui è sempre stato importante dimostrare al suo pubblico quando tenesse a loro, dal 1° gennaio al 31 dicembre, ininterrottamente e nel corso degli anni.

Non so se vi sia mai capitato di assistere ad un concerto dell’omone nero, ma il rapporto con il pubblico, cementato da anni di vita on the road, è sempre stato eccezionale, con questi spettacoli ricchi e sfarzosi, accompagnato dalla sua orchestra, con un M.C. (Master Of Ceremonies) impegnato a urlare a ogni piè sospinto per ricordare a tutti chi era “The King Of The Blues” in enfatici annunci rivaleggiati probabilmente solo da quelli dedicati a James Brown. Ribadendo l’importanza di B.B. King,  questo concerto dell’ottobre 1972 si inserisce sicuramente nella lista di quelli da avere. Ovviamente il Live At The Regal è il capostipite di tutti, ma pure il Live In Cook County Jail, uscito pochi mesi prima di questo concerto, un grande successo commerciale del chitarrista, dopo anni nelle classifiche di settore, King dominava anche in quelle generali: per inserirlo in un contesto temporale, il nostro avrebbe partecipato, nel 1974, al “Rumble in The Jungle” (quello di Ali-Frazier in Zaire), immortalato nel film Soul Power e nel DVD postumo BB King Live In Africa. Sempre a proposito di concerti, in quell’anno esce anche il leggendario doppio dal vivo con Bobby Bland, e tra i “must have” ricorderei anche il Live In Japan, uscito in CD solo nel 1999, ma relativo ad un concerto del 1971. In quegli anni BB, proponeva uno stile che gli americani, con termine infelice, definiscono crossover, una misto dei suoi blues lenti, incredibili, soffertissimi, musica soul con fiati, R&B più ritmato, un pizzico di gospel, il tutto condito dalla voce potente ed espressiva e dalle evoluzioni della sua chitarra Lucille, suoni lunghi, sinuosi, caldissimi, dalle timbriche uniche, che lo hanno fatto diventare uno dei 10 chitarristi più importanti All Time (nell’ultima lista di Billboard era ancora al n°6).

Tutti questi elementi sono presenti in questo concerto registrato in uno studio di Hollywood, di fronte ad un pubblico ad inviti, e trasmesso dall’emittente radiofonica KMET-FM con eccellente qualità sonora. Oddio, ogni tanto, per esempio nel primo brano, Everyday I Have The Blues, la chitarra ritmica è un po’ alta nel mix, a tratti la voce sparisce sommersa dagli altri strumenti e la batteria è in primissimo piano, ma sono brevi inconvenienti tecnici che non inficiano la qualità della serata che prevede molti classici del repertorio di King ma anche brani ripresi dagli album del periodo: l’appena citata Everyday Day I Have The Blues, in versione veloce, apre alla grande il concerto, con la chitarra che ti stende subito, How Blue Can You Get?, uno dei suoi slow intensi e raffinati, Just A Little Love, un peana all’amore, a tempo di funky-swing, I Got Some Outside Help I Don’t Need,  altro lento sontuoso, Ghetto Woman, un soul-blues della scuola di The Thrill Is Gone che poi arriverà a fine concerto, un medley di Nobody Loves Me But My Mother e Don’t Answer The Door, con i trilli di Lucille a titillare i presenti, Rock Me Baby, la quintessenza del Blues, bella versione, ma non memorabile; e poi ancora il R&R fiatistico di Ain’t That Just Like A Woman e Hummingbird, un brano di Leon Russell che era uno dei successi del momento di King, un solido R&B. Senza ricordarle tutte, a chiudere, la sua signature song, The Thrill Is Gone, un eccellente strumentale senza titolo, lento ed improvvisato e la citata Guess Who, che sarebbe diventata un successo da lì a poco, un grande brano, melodico e ricco di pathos, con la voce e la chitarra di Mr. B.B. King padrone assolute della scena. Questo è (stato) il Blues!

Bruno Conti

Correva L’Anno 1972, Ottima Annata! B.B. King – United Western Recorders Hollywood Los Angelesultima modifica: 2015-06-28T23:45:57+02:00da bruno_conti
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